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Cronaca Lazio

Incendi: nuovi roghi e segnalazioni finte ai Vigili del Fuoco. Torna l’incubo 2017

Ci avviamo verso il periodo meteorologico più caldo dell’estate. I mesi di luglio e agosto generalmente sono quelli che in termini di caldo contraddistinguono le nostre estati.

I primi venti, i primi veri caldi di stagione – non che prima non abbia fatto caldo- aiutano i piromani ad appiccare gli incendi. Dalle recenti esperienze abbiamo imparato che questo avviene soprattutto nei periodi si di massima siccità, ma anche quando arriva il momento in cui l’alta pressione comincia a spingere e ad avventarsi verso la nostra penisola.

Ricorderete infatti gli incendi dello scorso anno, in particolare quello del 17 di luglio che devastò una buona fetta della Pineta di Castel Fusano. In realtà, un anno fa, furono devastati tanti parchi a partire da quello del Vesuvio, fino ad arrivare a quello della Majella del Gran Sasso e Monti della Laga e tanti altri ancora da nord a sud.

Quella fu una situazione meteorologica estrema condizionata da episodi di grandissima siccità e che aiutarono i piromani nel loro intento di distruggere le nostre bellezze naturali.

COME SI PRESENTA LA SITUAZIONE QUEST’ANNO?

Fino ad oggi non sono stati riscontrati gravi problemi in termini di incendi, ma è pur vero che i mesi di maggio e di giugno non hanno favorito quel genere di clima siccitoso favorevole allo sviluppo dei fuochi. Tuttavia è bene non abbassare la guardia in quanto in questa settimana sono arrivate le prime avvisaglie, che devono comunque far riflettere e alzare l’attenzione.

Casualità è che i primi roghi sono arrivati proprio nei giorni in cui il vento si è fatto più sostenuto e le piogge sono venute a mancare.

COSA E’ ACCADUTO?

In base alle recenti esperienze avendo seguito lo scorso anno gli incendi del Centro-Italia abbiamo imparato, anche essendo in contatto con le forze dell’ordine, che i primi roghi spesso sono dei test che possono anticipare delle vicende più critiche.

Molto particolare quel che sta avvenendo nel quadrante sud-ovest di Roma, nell’area vicina a Castel Fusano, dove da un paio di giorni vengono appiccati alcuni roghi di origine dolosa.

Martedì scorso una nube di fumo si è innalzata da Casal Bernocchi dove l’incendio partito da bordo strada si è poi propagato nei in un campo arrivando a ridosso delle case e bruciando delle palme e una serra di un vivaio.

Il rogo è stato tempestivamente spento da due squadre dei Vigili del Fuoco.

Sulla vicenda si riscontrano però delle ombre che ricordano un pò le vicende dello scorso anno. L’incendio divampato intorno alle 16:30 del pomeriggio ha fatto fatto convergere, come specificato anche in precedenza, autobotti e mezzi antincendio sul posto. Qualche minuto dopo è arrivata però una segnalazione di un incendio a Ostia, in Via delle Azzorre, che ha dovuto far muovere una delle autobotti dei VVF impegnate nelle operazioni di spegnimento.

La segnalazione non ha però ottenuto dei riscontri in quanto nessun rogo era presente, all’arrivo dei VVF, in Via delle Azzorre.

Nel 2017 si verificavano delle delle segnalazioni di roghi contemporanei capaci di impegnare i mezzi di spegnimento in più aree.

 

MERCOLEDI’ 27 GIUGNO: DRAGONCELLO, PRATICA DI MARE E PONTINA

Altra giornata ventilata che questa volta ha sperimentato dei roghi agli stessi orari in aree differenti. Una nube nera si è innalzata nei cieli dall’entroterra ( Dragoncello quartiere interno del X Municipio), poi di Pratica di Mare e sulla Pontina. Nelle ultime due località si è trattato di sterpaglie, mentre a Dragoncello è andato a fuoco parco dove sono stati interessati marginalmente anche dei pini.

Immediato l’intervento dei VVF e di alcune squadre della Protezione Civile. Volontari.

Foto di Emanuele Valeri
Foto di Emanuele Valeri

Anche in questo caso sembrerebbe che l’incendio sia stato di origine dolosa, appiccato al centro del parco da dove poi si sarebbe esteso verso i bordi della strada. Dalle fiamme sarebbero state interessate sterpaglie e marginalmente anche qualche pino.

Ripercorrendo le vicende passate, non vorremmo che questi piccoli roghi fossero solamente dei test per osservare i tempi di reazione delle forze dell’ordine e del personale adibito allo spegnimento.

E’ assolutamente necessario rialzare il grado di attenzione nei nostri Parchi e Riserve al fine di riuscire ad evitare possibili situazioni di potenziale pericolo come quelle dello scorso anno.

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