I TLC – Cicloni Tropicali Mediterranei

Anche il Mar Mediterraneo può essere sede di strutture depressionarie dalle caratteristiche tropicali, che prendono il nome di Tropical Like Cyclones (TLC) o Cicloni Tropicali Mediterranei.

COS’E’ UN CICLONE

Per ciclone si intende un’intensa struttura depressionaria che può essere tropicale, sub-tropicale o extratropicale. La differenza è data dalle caratteristiche che la perturbazione assume.

I cicloni extratropicali sono estesi vortici che possono raggiungere un’estensione di migliaia di chilometri, sono a cuore freddo e l’attività convettiva si sviluppa prevalentemente lungo i fronti. L’area di formazione è  concentrata nella fascia temperata e polare.

cicloni tropicali sono invece delle strutture vorticose di dimensioni più ridotte ma che in genere sono più intense delle strutture extratropicali; la loro estensione è compresa tra i 60 e i 600 km, sono a cuore caldo e l’attività convettiva si addensa al centro della bassa pressione o, se presente, intorno all’occhio del ciclone; i sistemi tropicali inoltre hanno la peculiarità di non avere fronti. L’area di formazione è concentrata nella fascia tropicale.

Infine i sistemi sub-tropicali sono strutture ibride aventi sia caratteristiche tropicali che extratropicali: sono caratterizzate infatti da un cuore caldo ma sono dotati di fronti. Nella stragrande maggioranza dei casi, questi sistemi sono strutture che muovendosi verso latitudini più settentrionali mutano in strutture extratropicali (il passaggio da ciclone tropicale a ciclone extratropicale è definito “extratropical transition“).

CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE TROPICALI

Dopo aver fatto una distinzione principale tra strutture tropicali, sub-tropicali ed extratropicali, andiamo ad esaminare più nel dettaglio le strutture tropicali, che, in base alla loro intensità, sono classificabili in:

Tropical Disturbance (Disturbo Tropicale): sono sistemi convettivi organizzati, detti Mesoscale Convective Complex  (MCC) e Mesoscale Convective System (MCS), con un raggio tra i 100 e i 500 km. Non sono sistemi di tipo frontale e la loro durata è in genere di 12-24 ore. Non sono strutture caratterizzate da venti costanti intensi e da precipitazioni intense estese, sebbene i sistemi convettivi interni possono provocare nubifragi e violenti colpi di vento.

Tropical Depression (Depressione Tropicale): Se un disturbo tropicale si intensifica e si origina un centro di bassa pressione, questo prende il nome di depressione tropicale: i sistemi multicella (MCS e MCC) iniziano a ruotare intorno al minimo pressorio, l’attività convettiva è addensata al centro della struttura, che viene interamente ricoperta dalle nubi cumuliformi; visivamente appare come un ammasso convettivo rotante che prende il nome di Mesoscale Convective Vortex (MCV) . Anche in questo caso, come i disturbi tropicali, non abbiamo venti costanti particolarmente violenti, sebbene possono risultare intensi; sono probabili comunque forti colpi di vento associati ai sistemi convettivi interni alla struttura.

Tropical Storm (Tempesta Tropicale): Una depressione tropicale, se si intensifica, può divenire una tempesta tropicale: il vortice è ben evidente e la nuvolosità ruota visivamente intorno ad un centro sul quale l’attività convettiva è vistosamente più intensa e appare come un MCV; rari sono i casi in cui le tempeste tropicali formano l’occhio del ciclone (area centrale sgombra da nubi intorno al quale è concentrata l’attività convettiva). Ad una tempesta tropicale sono associati venti medi intensi (oltre gli 80 km/h), piogge abbondanti con alluvioni. Nelle tempeste tropicali si ha anche la presenza della storm surge o onda di tempesta, un rialzamento del mare di 50-90 cm che, spinto dai forti venti, va ad impattare sulle coste.

Hurricane (Uragano): Se una tempesta tropicale si intensifica ulteriormente, con venti oltre i 118 km/h, prende il nome di Uragano (o Tifone sull’oceano Pacifico): gli uragani sono le strutture depressionarie più violente e caratterizzate, quasi sempre, da un occhio che ha un’estensione compresa tra i 5 e i 50 km. Questi sistemi sono caratterizzati da venti medi violenti e alluvioni, il mare grosso può raggiungere onde anche oltre i 10 metri e la storm surge può spingersi per diversi chilometri nell’entroterra, variando dal metro e mezzo di altezza per gli uragani di categoria 1 ad anche 6-7 metri per gli uragani di categoria 5.

DEFINIZIONE DI TLC

Un TLC (Tropical Like Cyclone), è ciclone tropicale di più piccole dimensioni che si sviluppa sul Mar Mediterraneo, dove prende anche il nome di Ciclone Tropicale Mediterraneo. Si tratta di sistemi che si sviluppano sopratutto nella stagione autunnale e sono dotati di caratteristiche simil-tropicali.

FORMAZIONE DI UN TLC

La formazione di un ciclone tropicale mediterraneo avviene generalmente su acque calde, sebbene non sia questo un elemento essenziale: infatti la loro alimentazione è data non dal valore di temperatura delle acque superficiali, bensì dalla differenza tra le SST (Sea Surface Temperature) e l’atmosfera sovrastante.

Diverse sono le condizioni che possono portare alla loro formazione, come ad esempio un cut-off (l’isolamento di una saccatura fredda in goccia fredda), un forte gradiente termico nei bassi strati, il passaggio di un ramo del getto polare o un’area di discontinuità frontale stazionaria o semi-stazionaria al livello del mare. Rari sono i casi in cui la depressione prende vita sin dal primo istante come sistema tropicale: nella maggior parte dei casi infatti abbiamo la formazione di un TLC a seguito della tropical transition.

La formazione di un ciclone tropicale mediterraneo è dunque descrivibile con la presenza di una piccola area di bassa pressione al suolo investita, nel settore sud-occidentale da un’onda termica con un settore caldo ben definito che, a contatto con l’area depressionaria, viene spinta verso l’alto; da qui inizia il processo di tropical transition, si ha quindi la formazione del warm core (cuore caldo) e lo sviluppo di attività convettiva al centro della depressione dove, in base al grado di sviluppo, può prendere forma l’occhio del ciclone.

Una volta avviata la transizione da sistema extratropicale a sistema tropicale si ha un improvviso crollo della pressione che viene definita ciclogenesi esplosiva, dove il calo della pressione è pari a 24 hPa in 24 ore (o 1 hPa ogni ora).

Tuttavia è bene specificare che esistono anche strutture cicloniche al cui centro è presente aria calda ma che non sono cicloni tropicali: queste strutture prendono il nome di warm senclusion, ovvero  un ciclone extratropicale che, muovendosi da zone più fredde a zone più calde, intrappola al centro l’aria più calda, ma senza portare allo sviluppo delle altre caratteristiche tropicali: un ciclone tropicale deve infatti avere un sistema convettivo ruotante per essere definito tale. Una warm senclusion può comunque risultare come fase iniziale per il processo di tropical transition.

CARATTERISTICHE DI UN TLC

Le caratteristiche di un TLC sono in tutto e per tutto quelle di un sistema tropicale vero e proprio se non per le dimensioni della struttura. Inanzi tutto per definire un ciclone mediterraneo come di tipo tropicale (o per meglio dire, simil-tropicale) bisogna obbligatoriamente avere alcune caratteristiche:

  1. warm core: il centro del ciclone (dove può svilupparsi l’occhio) è più caldo dell’area circostante. In alcuni cicloni, in particolar modo quelli più piccoli, non sempre è visibile dalle carte meteo ma la presenza di nubi convettive e bande di outflow sono segno indiscusso della sua presenza.
  2. sistema barotropico: Una depressione extratropicale è di tipo baroclina, ovvero le isolinee dell’altezza di geopotenziale si intersecano con un angolo più o meno ampio con le isoterme; quando la depressione extratropicale diviene invece tropicale e quindi non più alimentata dall’aria fredda e dall’aria calda (si ha quindi la scomparsa dei fronti) ma alimentata dall’aria calda interna al sistema, diventa barotropica ovvero le isolinee dell’altezza di geopotenziale sono parallele alle isoterme.

 

CLASSIFICAZIONE DI UN TLC

Una volta che è stata appurata la presenza di una struttura dalle caratteristiche tropicali bisogna andare a classificare il tipo di struttura. Sebbene le caratteristiche di un TLC siano molto simili a quelle di una struttura tropicale a tutti gli effetti, siamo comunque in presenza di una struttura simil-tropicale e quindi non proprio identica, in particolar modo per le dimensioni ed è quindi necessario affidarsi ad una classificazione simile a quella utilizzata per le strutture tropicali, ma che non si discosti poi di molto.

Proprio come le strutture tropicali abbiamo comunque la classificazione in disturbo tropicale, depressione tropicale, tempesta tropicale e uragano ma adattata al Mediterraneo in base alla tabella sottostante.

NOME TIPOLOGIA VENTI MEDI (km/h) PRESSIONE (hPa)
Mediterranean Tropical Disturbance < 45  —
Mediterranena Tropical Depression 1.0 45 ÷ 55 1010 ÷ 1015
Mediterranean Tropical Depression 2.0 56 ÷ 61 1006 ÷ 1009
Mediterranean Tropical Storm 2.5 62 ÷ 82 1000 ÷ 1005
Mediterranean Tropical Storm 3.0 83 ÷ 99 994 ÷ 999
Mediterranean Huricane (Medicanes) 3.5 110 ÷ 117 988 ÷ 993
Mediterranean Huricane (Medicanes) 4.0 > 118 < 988

 

Gabriele Carletti

Classe 1996, meteoappassionato sin dalla più tenera età, amante degli eventi climatici estremi e della neve. Collabora con Meteone e ilmeteodeicastelli.it ed è gestore di meteonerola.it per il monitoraggio meteo-climatico locale. Fortemente attratto da tutte le dinamiche fisiche che regolano l’atmosfera e autodidatta nel settore fisico-matematico di questa scienza. Contatto: gabrielecarletti@meteonerola.it

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