Roma e i fenomeni meteorologici estremi

I fenomeni meteorologici estremi in questi giorni sono causa di discussione. La loro frequenza e intensità su Roma è realmente in aumento? Con i dati reali e non con il sensazionalismo mediatico cerchiamo di dare una risposta.

L’ ondata di maltempo che ha colpito l’ Italia a fine Ottobre arrecando danni ambientali e, purtroppo, vittime è stata per giorni al centro delle cronache televisive con immagini spesso strazianti.

Ritengo sia troppo facile addebitare le responsabilità ai cambiamenti climatici piuttosto che all’ incuria umana che dura da anni. Abbiamo trascurato troppo la natura, mancandole di rispetto e questo è l’ inevitabile prezzo da pagare.

E’ consuetudine girare per le strade di Roma e notare asfalto dissestato, buche, foglie che ostruiscono la rete fognaria ecc…

Il giorno 29 Ottobre forti venti di scirocco hanno sferzato la capitale facendo cadere alberi e nel Lazio si sono registrati anche morti e feriti. Le stazioni meteo della rete  hanno segnalato svariate raffiche di intensità notevole, oltre i 70 km/h ( fino a F 9-10 della scala Beaufort  )  che in un contesto urbano sono molti.

Sul litorale la mareggiata, come consuetudine, ha fatto notevoli danni e le raffiche di vento ad Ostia, per esempio, hanno toccato i 120 km/h.

Iniziamo subito col dire che per la fascia costiera questi valori rappresentano un evento solo moderatamente anomalo in quanto l’ ubicazione litoranea è soggetta a ventilazione frequente e notoriamente più forte per meno attrito sul mare. Per valutare i livelli di anomalia ho utilizzato la deviazione standard.
Avendo a disposizione la variabilità dei dati annuali relativi alla raffica più intensa, si calcola la deviazione standard della serie alla quale si rapporta lo scarto dalla media del dato da prendere in esame. Si ottiene il numero di deviazioni standard che a livello climatologico vengono suddivise così:
– tra 0 e 1 evento sostanzialmente normale ;
– tra 1 e 2 evento moderatamente anomalo;
– tra 2 e 3 evento molto anomalo;
– oltre 3 evento estremamente anomalo.

Per Roma, invece, l’ evento risulta molto anomalo e non estremo ( quasi 3 deviazioni standard ). La raffica presa in considerazione è di 101 km/h ( variabilità dei dati annuali a partire dal 2006 ) e riguarda la stazione meteo a norma di Torre Spaccata.

In tutto ciò quello che risulta inesatto è l’ allarmismo lanciato dai media riguardante un clima che cambia e sempre più propenso a fenomeni estremi. I dati, per Roma e non solo ( abbiamo visto anche per i  tornado e gli uragani negli USA ), dicono che si tratta di un’invenzione e la loro analisi indica che non si riscontrano mutamenti apprezzabili riconducibili al riscaldamento globale avvenuto negli ultimi anni.

Grazie a questo sito che mette on line una molteplicità di informazioni ho estrapolato i dati dell’ ultimo trentennio ( 1988-2017 ) riguardante i fenomeni estremi che hanno interessato la stazione meteo di Roma Ciampino. Tramite Excel ho provveduto alla realizzazione di un grafico con istogramma:

Come si evince la tendenza è orientata verso una diminuzione della fenomenologia estrema/violenta.

Per quanto concerne  i nubifragi, questi sono i grafici con diagramma che ho creato prendendo i dati della stazione meteo di Roma Torre Spaccata ( dati  a partire dal 2006 ):

Anche in questo caso le  “bombe d’ acqua” ( io preferisco utilizzare una terminologia più appropriata e meno sensazionalistica ) risultano sostanzialmente stabili nell’ ultimo decennio.

Passiamo ai picchi estremi di temperatura ( T massima annuale ):

 

Concludo auspicando un migliore approccio verso le tematiche meteo climatologiche e soprattutto il rispetto della natura  ( manutenzione ordinaria del verde, la pulizia delle strade, dei tombini e non ostruire/costruire vicino gli argini dei fiumi ).

Solo in questo modo possiamo ridurre il numero dei danni a cose e/o persone.

 

Antonio Teodosi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Teodosi

Nato a Roma, classe 1980, fin da piccolo appassionato di meteorologia e climatologia, esperto conoscitore del clima del litorale romano di cui rileva e conserva ogni giorno i dati meteorologici dal 2005. Adora il mare ma è anche appassionato di montagna e di tutte le attività connesse. Sostiene una posizione scettica nei confronti dei cambiamenti climatici di origine antropica ( Anthropogenic Global Warming ) e da autodidatta, studia e approfondisce la materia attraverso libri ed internet.

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.