InterrAir

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knopflertemporalesco
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InterrAir

Messaggio da knopflertemporalesco » giovedì 26 aprile 2018, 10:26

Molti di voi sanno che sto facendo un viaggio decisamente insolito per l'Europa. L'ho chiamato InterrAir, storpiando la parte finale, in quanto invece dei frequenti spostamenti in treno del famoso interrail, ho deciso di usufruire dell'aereo per 6 volte.

Sono partito sabato 21 alla volta di Milano, dove ho dormito da un'amica e mi sono svegliato alle 6 per prendere un Orio Al Serio-Norimberga.
Ho trascorso circa 44 ore a Norimberga, ma qui sono iniziati i dolori. Piombato in uno stato di tristezza per una serie di motivi, ho preso varie forme influenzali nello stesso momento. Stavo già male con lo stomaco (squaraus multipli), quando la prima sera a Norimberga decidi di saziarmi con un falafel, unico modo per sopperire alla INESISTENTE cucina tedesca, composta a quanto pare solo da birra (ne ho prese alcune, una delle quali buonissima, la NIKL).
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Appena tornato in albergo inizia la mia odissea fatta di svariate tappe in bagno. Come se non bastasse, i compagni di ostello hanno lasciato le finestre spalancate e mi sono preso un fortissimo mal di gola, che degenererà successivamente in febbre alta, tosse catarroica, rafreddore.

Il risceglio è stato traumatico, per fortuna avevo portato un po' di oki e tachipirine, faccio però la cavolata di prenderlo assieme alla birra.

Con la gola ormai in fiamme, il tempo peggiora. Ho con me solo un piccolo poncho, una felpa e una maglietta pesante. Poichè dovrl andare anche a Vilnius e a Oslo, decido di mettere la maglietta pesante. Piove, fa freddo, un forte temporale liscia norimberga. Salgo dunque sulla Torre del castello e nel museo adiacente, dove il panorama è stupendo, ma sono molto triste e sono decisamente ammalato.

Decido di fare un'altra cavolata. Mi reco nel ristorante adiacente al Castello, dai prezzi non elevati, e ordino qualcosa che comprendeva maiale e patate. Mi aspettavo una bistecca con patatine, invece mi portano un arrosto che pare uscito da una mensa dell'ospedale e una palla di patate che sembra mischiata con il vomito (allegherò foto).

Ammalato, torno in ostello e dormo. Mi risveglio a ridosso della cena, esco e prendo due fette di pizza, faccio un giro, il mio umore è nerissimo, faccio praticamente tutto il giro della città. La febbre è alta e io cerco di tenermi in movimento, perché l'indomani la sveglia è alle 5, direzione Vilnius. Se dovessi perdere l'aereo, sarei nei guai fino al collo, in quanto è proprio da Vilnius che dovrò ritornare a Roma.
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Re: InterrAir

Messaggio da knopflertemporalesco » giovedì 26 aprile 2018, 10:36

Durante la notte sono inquieto. Dormo appena 10 minuti a botta e mi risveglio. Finchè appare l'irreparabile attorno alle 3 di notte. Potentissimi attacchi di vomito mi costringono a passare il resto della notte perennemente in bagno. Mi sento uno straccio, me ne voglio tornare a casa.

Ho fatto questo viaggio in solitaria per misurarmi, per vedere come me la cavavo. Complici cose successe contemporaneamente a Roma, e complice l'influenza, il mio piano fallisce e la solitudine mi assale. Se fossi stato bene, non sarebbe successo, ho già viaggiato da solo, anche in posti molto ma molto più belli.

Decido di fare una doccia, ma il vomito mi colpisce anche durante questo momento. Dando una chirurgica occhiata al cibo sparpagliato sul pavimento, noto che ci sono pezzi di carne e pezzi di parata, proprio il piatto da ospedale che avevo mangiato a pranzo. Sono a pezzi, credo di avere almeno 39 di febbre. Deperito e triste.

Esco con grande ritardo dall'ostello, pagato ben 48 euro e senza infamia e senza lodo (classico ostello da 6.7 su booking) e vado a prendere la metro, che per fortuna è sotto casa. Arrivo alla penultima fermata, il treno si ferma in galleria, dopo 10 minuti torna indietro. L'ultima fermata era quella dell'aeroporto. Il gate chiude praticamente a minuti e io sono ancora in metro. Ritorna alla fermata precedente, il prossimo treno che ferma
all'aeroporto c'è tra 10 minuti. Sono le 6.33 e il gate chiude alle 6:40.

In questo momento di fortissima blasfemia, esco fuori, in preda al panico, e becco un taxi. Con tutta la fretta italiana, gli dico AIRPORT FAST PLEASE!
Al modico prezzo di 16 euro per appena 2 chilometri, sono in aeroporto in 6 minuti.

Non trovo gli imbarchi, smadonno pesantemente e maledico la germania e me stesso. Fermo una receptionist che con molta calma mi dice di andare in quella direzione. Arrivo ai controlli, e da buon italiano I'M SO SORRY I'M LATE, MAYBE I DELAY MY FLIGHT, mi fanno passare tutti gentilmente, comprendono bene. Mi tolgo gli scarponi e i controlli sono velocissimi. Non ho tempo per rimettere pc e scarponi nella valigia, dunque faccio scalzo e di corsa gli ultimi metri fino all'ingresso del gate, che era chiuso ma mi fanno passare, l'aereo sta imbarcando proprio ora e la gente sta salendo, dunque non ci sono grossi problemi.

Con le lacrime e lo stress, ho modo di tirare un'ultima svomitazzata sulla pista dell'aeroporto. Uno steward mi ferma e mi chiede se sto bene (ma va sto benissimo, tho solo sbrattato sulla pista dell'aeroporto) e gli rispondo con un SORRY BUT NOW I DON'T FEEL GOOD, I THINKED TO DELAY MY FLIGHT AND NOW I HAVE A LOT OF STRESS, EXCUSE ME.
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Re: InterrAir

Messaggio da knopflertemporalesco » giovedì 26 aprile 2018, 10:46

Prendo il volo. Una tempesta di forfora si agita sulla mia testa, tant'è lo stress accumulato in queste ore. L'aereo si alza e norimberga sparisce per sempre dalla mia vista.

La città è bella e silenziosa, ma per una serie di evidenti fatti, ho desiderio di dimenticarm per sempre sto posto.

Il volo è tremendo. Ricaccio dentro la sensazione dello sbratto, mentre inizio a scatarrare in maniera esorbitante, e i miei vicini di posto si spostano indignati. Cerco di dormire, ma non ci riesco. Dopo due ore sono a Vilnius. Dopo una lunga sosta in gano, esco dall'aeroporto che sembro fatto di cocaina. Ho il tempo di adocchiare un po' di stupende ragazze lituane, poi prendo un bus e ci rimango per 20 minuti.

Scendo. Il mio nuovo ostello apre alle 14 e sono appena le 8:40. Ovviamente si aggiunge un nuovo problema: il pollice SX del piede si è incarnito, camminare mi crea più dolori e Madonne di un tiziano crudeli che vede il suo milan sconfitto in casa dal benevento.

Ci metto un'ora per fare qualcosa come 500 metri. La gente mi guarda come se fossi uscito da jumanji. Vilnius non mi accoglie e non mi scalda. Camminando a papera, arrivo nel centro, patrimonio unesco, dove ho modo di ammirare qualche casa carina. Il pollice migliora leggermente e cammino più velocemente. Arrivo nella piazza centrale dove c'è la maggiore attrazione di Vilnius, una chiesa moderna. Faccio le uniche foto della mia presenza lituana (meno di 21 ore) e decido di tentare di arrivare prima in ostello.

Attraverso zone post sovietiche riempite di palazzoni tutti uguali, grigi e senza balconi. La gente che gira non è il massimo, e io sono il classico turista, per di più i miei riflessi sono ai minimi. Arrivo nell'ostello, il classico ostello per giovani, con delle fighe pazzesche ai banconi, che mi chiedono se va tutto bene, io dentro di me penso IF I WERE TO STAY WITH YOU, I WOULD BE VERY GOOD. Purtroppo le ragazze lituane sono bellissime ma altrettanto fighe di legno. Molti italiani prendono d'assalto la Lituania in cerca della mistica bellezza delle donne del luogo, che è vera, loro lo sanno e non permettono di farsi abbindolare tanto facilmente. Comunque non sono insolente, capiscono che non sto bene e che me ne voglio solo andare a dormire.

Appena arrivo nella camera, mi butto sul letto e si rompe tutto. Mi metto su un altro letto, non ho neanche il tempo di farmi una risata che piombo in un sonno febbroso incerto e buio, svegliandomi ogni mezz'ora non capendo dpove sia.

Praticamente di vilnius non ho visto niente. Non gli ho dato nessuna chances, un po' mi dispiace. Beh troverò il modo di ritornrane, se fossi stato bene, avrei comunque passato il pomeriggio ad esplorare la città e a farmela piacere in qualche modo.

Ceno in ostello, lasciando metà delle porizioni (cosce di pollo al curry e patate con salsa guacamole, non il massimo per uno che la notte ha sbrattato di continuo) e mi vedo una fetta della partita, dove la mia roma precipita nell'oblio.
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