Goletta Verde ed. 2019: 10 località balneari nel Lazio fortemente inquinate

La campagna di monitoraggio marittimo di Legambiente “Goletta Verde” ha presentato i risultati riguardanti le zone marittime del Lazio con risultati piuttosto preoccupanti
Legambiente anche quest’anno ha redatto il riepilogo di inquinamento del mare che bagna la nostra Penisola, facente parte della campagna di monitoraggio marittimo “Goletta Verde“: questo ha l’obiettivo di controllare lo stato di salute delle coste e più in generale delle acque italiane, andando ad indicare i casi più gravi dove si trovano scarichi illegali, impianti di depurazione inattivi e canali/foci dove non vengono effettuati filtraggi sugli inquinanti. Tra il 23 ed il 26 luglio 2019, su ben 24 punti scelti sulla costa laziale, 10 sono stati individuati come fortemente inquinati, mentre 2 inquinati. Alcune di queste aree sono state indicate come “croniche”, ovvero dove dall’inizio dei campionamenti non è stata effettuata alcuna manovra (campionamenti che ricordiamo sono effettuati da un ente non preposto a questo tipo di misure, questo per sottolineare la gravità della situazione in cui versa la nostra costa).
Questi prelievi vengono effettuati da tecnici di Legambiente, tramite un imbarcazione (contenente un laboratorio mobile) che ospita i campioni all’interno di barattoli sterilizzati posti in un frigorifero predisposto. L’acqua raccolta viene analizzata entro le 24 ore dal prelievo per controllare la presenza di virus, livello di PH, salinità e conducibilità.
Goletta verde (come spiega Davide Sabbadin, portavoce del movimento) non ha l’obiettivo di sostituire gli enti ufficiali, ma di evidenziare alcune criticità che gravano economicamente allo Stato di fronte alle normative UE: per le multeplici inadempienze ambientali ogni anno l’Italia deve pagare multe salatissime causate dalle mancate depurazioni. Questa la dichiarazione a riguardo di Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio:
“Metà delle analisi microbiologiche mostrano porzioni di litorale a rischio a causa di fogne non depurate che arrivano al mare, mettendo in pericolo la qualità dell’acqua, l’ambiente marino e, a volte, la salute dei bagnanti. Nei comuni di Ardea, Nettuno, Tarquinia, Cerveteri e Pomezia vi sono le situazioni peggiori da troppi anni consecutivi, con risultati pessimi delle analisi. A Sperlonga uno scarico a pochi centimetri dagli ombrelloni fa veramente inorridire per la porzione di litorale magnifica messa a rischio; a Minturno negativi i risultati dei due punti di prelievo; a Anzio criticità a Lido dei Gigli, a Fregene alla foce dell’Arrone. A Formia, per la prima volta nella foce del Santa Croce, seppur rimane oltre i limiti, il carico fecale diminuisce ampiamente grazie al lavoro messo in campo dalle autorità locali durante il percorso di costruzione del contratto di Fiume firmato pochi da giorni”.
“Chiediamo ai comuni, soprattutto a quelli dove da decenni i risultati sono sempre pessimi – continua Scacchi – di fare azioni concrete per riqualificare il proprio mare, senza prendere questi dati come un voto al proprio litorale, tantomeno alla propria amministrazione. Emergono chiaramente una serie di situazioni diverse: reflui abusivi, depuratori non funzionanti, insufficienti o sotto sequestro, scarichi fognari delle città interne che arrivano a mare e che vanno monitorate.
Gli enti locali devono mettere in campo azioni semplici o complicate ma risolute e decise: bisogna risalire i fossi in cerca di abusivismo fognario, bisogna costruire rapporti e intese con i comuni dell’entroterra, si devono analizzare i parametri e le cause scatenanti dell’inquinamento. Troppo poco è stato fatto, soprattutto là dove continuano a esserci microrganismi di origine fecale che arrivano in mare. La costruzione di contratti di Fiume può essere molto importante e risolutiva per tanti di questi luoghi perché aggrega comuni, associazioni, enti parco, privati e aziende con l’obiettivo di riqualificare l’ambiente fluviale tutelando la biodiversità. Noi siamo a disposizione di tutti per generare questi processi, con l’obiettivo unico di migliorare l’ambiente e il mare del Lazio”.

Questo il report ufficiale nel dettaglio per ogni località analizzata da Legambiente:

Report di monitoraggio della qualità dell'acqua sulle coste del lazio - Goletta Verde
Report di monitoraggio della qualità dell’acqua sulle coste del lazio – Goletta Verde

Gabriele Serafini

Classe 1992, meteoappassionato dal 2011 e studente di Ingegneria Meccanica presso l'Università Roma Tre. Ha fondato Meteo Lazio a Novembre del 2014, come gruppo di segnalatori da tutta l'omonima regione. Amante degli eventi climatici estremi, nonché freddofilo ha fondato l'Associazione Neve Appennino nel 2016 ed è membro dell'Associazione Bernacca Onlus. Dal 2017 è all'attivo di numerosi progetti scientifici con finalità di studio di microclimi d'interesse del Lazio e non solo.

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