L’Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio (ArpaLazio) ha pubblicato una valutazione preliminare per le analisi condotte nel corso dell’anno 2019

E’ stato pubblicato un primo risultato delle valutazioni effettuate sulle rilevazioni delle postazioni qualità dell’aria ArpaLazio. Sono 55 le postazioni chimiche disseminate sul territorio regionale, poste in alcune località scelte appositamente per lo studio degli inquinanti. Nella sola area urbana di Roma ne sono posizionate ben 13, considerando la popolosità della Capitale e la complessità della demografia locale. Altre 7 invece sono state piazzate nell’abitato di Civitavecchia:

Ecco i risultati per ogni tipo di inquinante:

PM10 e PM2.5 (PARTICOLATO O POLVERI SOTTILI)

Dal 1 Gennaio 2005 sono in vigore i seguenti limiti per il PM10: 50 µg/m3 nell’arco delle 24 ore è il valore limite per la protezione della salute umana. Nell’arco dell’anno invece il limite medio deve essere al di sotto dei 40 µg/m3. Discorso differente per il PM2.5: dal 01 Gennaio 2010 è stato posto come obiettivo medio (nell’arco dell’anno) di 25 µg/m3; il prossimo valore limite sarà stabilito col successivo decreto dal Ministero della Salute nel 2020.

Questi i numeri emersi nel 2019: ottimi risultati per quanto riguarda la media annua di PM10 mai oltrepassata su tutta la regione, mentre i risultati sono preoccupanti per quanto riguarda i superamenti dei 50 µg/m3. Le località nel mirino sono Cassino, Ceccano, Colleferro e Frosinone Scalo. Valori ben al di sotto della media per le località litoranee e Appenniniche.

NO2 (BIOSSIDO DI AZOTO)

Questi i limiti consentiti dalla legge: dal 2010, 200 µg/m3 nell’arco di un’ora con un massimo di 18 superamenti consentiti; il valore medio non deve oltrepassare inoltre i 40 µg/m3 nel corso dell’anno.

Nel 2019 i dati vanno a sfavore della metropoli di Roma, che nella media annua ha superato in diverse postazioni il valore limite: Arenula, Fermi (che detiene il valore più elevato di 58 µg/m3), Francia, Magna Grecia e Tiburtina. Valori elevati (ma sotto la soglia) anche nella Valle del Sacco, altrove piuttosto contenuti.

O3 (OZONO)

La notizia positiva è che la soglia di allarme (240 µg/m3) non è mai stata raggiunta mentre la soglia di informazione (180 µg/m3) registra qualche superamento. Discorso differente per i valori obiettivo per la vegetazione (AOT40) in riferimento al periodo 15-19: qui abbiamo svariati superamenti tra Valle del Sacco, zona Appenninica e zona Litoranea.

TABELLA CONCLUSIVA

Per tutti i dettagli vi lasciamo il link per il documento dettagliato rilasciato da ARPA-LAZIO:

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Gabriele Serafini

Classe 1992, meteoappassionato dal 2011 e Tecnico Meteorologo certificato DEKRA da Settembre 2019. Ha studiato ingegneria meccanica presso l'Università degli Studi Roma Tre e ha fondato la pagina Social di Meteo Lazio a Novembre del 2014, ideandola come gruppo di segnalatori da tutta l'omonima regione. Amante degli eventi climatici estremi nonché freddofilo, ha fondato l'Associazione Neve Appennino nel 2016. Dal 2017 è all'attivo di numerosi progetti scientifici con finalità di studio di microclimi d'interesse del Lazio e non solo.

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