Il centro Italia sarà lambito marginalmente dalla nuova perturbazione, che causerà primariamente: forti venti a regime sinottico, locali eventi precipitativi lungo le zone interne del Lazio e una diminuzione delle temperature nei valori minimi e massimi.

Nelle prossime ore inizierà a configurarsi un cambiamento della circolazione atmosferica, con l’anticiclone dall’Atlantico in estensione verso latitudini maggiori.

Il promontorio anticiclonico si porterà in corrispondenza del Mar di Norvegia, permettendo una dislocazione del flusso, che assumerà una linea direzionale più meridiana verso la nostra Penisola e il Mar Mediterraneo centrale.

L’approfondimento di questa nuova ondulazione depressionaria, dal pomeriggio di martedì 04 febbraio e per le successive 24-36 ore, causerà un risolutivo rafforzamento della ventilazione, che si disporrà dapprima dai quadranti Nord-occidentali interessando la Maremma e la Provincia di Viterbo, con possibili raffiche di vento >70-80 km/h unitamente ad un lieve abbassamento delle temperature.

Dalla sera di martedì l’abbassamento delle temperature sarà causato soprattutto dall’ingresso di un debole sistema frontale freddo, che favorirà avvezione di aria più fredda dai quadranti Nord-orientali,  dal momento che la depressione andrà evolvendosi a goccia fredda in direzione del Mar Egeo, laddove si svilupperà un nucleo di bassa pressione avente vorticità ciclonica (CUT-OFF).

In seguito la perturbazione dal Nord-Europa costituita da aria avente origini polari, provocherà un aumento dell’instabilità atmosferica con l’attivazione di forti venti Nord-orientali lungo i bacini costieri del Mar Adriatico e su numerose zone appenniniche e sub-appenniniche dell’entroterra laziale.

Il rafforzamento della ventilazione sulle zone interne dell’Italia centrale sarà dovuto al forte gradiente di pressione e dall’interazione dei flussi con l’orografia appenninica, luoghi in cui le raffiche di vento sinottiche potrebbero occasionalmente superare i 100 km/h.

L’instabilità atmosferica determinerà inoltre la formazione di nubi cumuliformi sul Mar Adriatico, con possibili fenomeni precipitativi e nevicate a quote medio-basse sull’Appennino e sub-appennino centro-meridionale.

I rovesci saranno nevosi inizialmente a quota 900-1000 metri, con quota neve in diminuzione fino ai 200-300 metri dalla sera di mercoledì 05 febbraio.

LAZIO:

I bacini costieri del Lazio risentiranno solamente di un’atmosfera più secca e fredda rispetto ai giorni precedenti, con eventi precipitativi generalmente assenti. Qualche isolato episodio di pioggia debole potrà verificarsi esclusivamente sulle zone più interne della Regione: Monti Cimini, Sabina, Alta Valle del Tevere, fin verso i Monti Simbruini/Ernici e hinterland Ciociaro (Cassinate, Valle del Liri e di Comino) , con possibili rovesci di neve granulosa o deboli nevicate a quote >450 metri.

Dal pomeriggio di giovedì 06 febbraio si chiuderà questa parentesi fredda, quando comincerà ad aumentare gradualmente la pressione atmosferica da Ovest con un ritorno alla stabilità.

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Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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