A 11 ANNI dal TERREMOTO dell’Aquila: un passato che ancora FERISCE

Erano le 3.32 del 6 Aprile 2009 quando una scossa di terremoto di Mw 6.1 (Ml 5.9) provocò la distruzione della citta dell’Aquila e delle frazioni e comuni limitofi con la morte di 309 persone, oltre 1.600 feriti, 70.000 sfollati e danni stimati sui 10 MLD di euro.

Sono passati già 11 anni da quella tragica notte quando una forte scossa di terremoto, preceduta da diverse scosse nei mesi precedenti (sin dal 2008), portò morte e distruzione nel Capoluogo abruzzese e nelle aree limitrofe. La scossa, con epicentro ad Ovest del Capoluogo, fu avvertita in gran parte del Centro Italia e venne seguita da altri eventi sismici che perdurarono, seppur in maniera via via decrescente sia da un punto di vista numerico che di intensità, fino al 2012.

 

La sequenza sisimica aquilana tra i 2008 e il 2012. Si notano molto bene i due segmenti di faglia interessati (uno ad Ovest della città dove si è originata la scossa più forte) e l’altro a Nord al confine con il la zona di Amatrice la quale verrà interessata nel 2016.

 

Storicamente la città e la sua provincia è stata interessata da diversi terremoti sia in modo diretto (epicentri in zona) che indirettamente (terrmoti avvenunti in aree limitrofe). Tra i tanti si ricodano gli eventi sismici del 1349, del 1461, del 1703, del 1915 e per ultimo del 2016. Il terremoto del 2009 fece danni anche al di fuori della Provincia dell’Aquila, si registrarono danni seppur lievi anche nelle altre province abruzzesi (Pescara, Teramo e Chieti) nonchè nel Lazio (Rieti, Roma e Frosinone) e nelle Marche (Ascoli Piceno). Nel solo 2009 si registrarono circa 18.000 scosse!

 

Danni del terremoto alla cupola della chiesa di Santa Maria del Suffraggio (chiesa delle anime sante) a l’Aquila.

 

I danni maggiori, oltre che nel centro storico della citta, si registrarono nelle aree e nelle frazioni orientali che si trovano nella piana alluvionale del Fiume Aterno; è il caso di Onna dove la distruzione fu quasi totale e il 15% della popolazione ne rimase vittima, ma anche a Bazzano e San Gregorio il sisma distrusse la quasi totalità degli edifici. Nel centro città i danni furono ingenti anche a la patrimonio storico-artistico ( il Forte Spagnolo, il Duomo, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio e molti palazzi  e chiese storiche hanno subito un duro colpo).

 

Operazioni di soccorso dopo il terremoto. Le operazioni di soccorso, nelle ore e nei giorni successivi al terremoto, salvarono molte vite umane. Fonte: Dipartimento di Protezione Civile.

 

Dopo il terremoto ci furono non poche polemiche, indagini e anche processi (su cui preferisco non discutere). Nulla da eccepire ai soccorritori, ai volontari e a tutti coloro che si sono dati da fare, anche economicamente, per dare un aiuto. Mentre sia nella fase emergenziale (New Town, C.A.S.E. e M.A.P.) che nella fase di ricostruzione vera e propria la situazione non è stata, e non è, molto rosea. Dopo 11 anni, purtoppo ancora c’è molto da fare nella fase di ricostruzione e di rinascita dei territori colpiti dal sisma; e si perchè oltre alla ricostruzione fisica c’é anche la ricostruzione economica e sociale della città e di un’intera provincia. Sulla ricostruzione privata i processi messi in piedi da tutto il sistema territoriale stanno dando solo ora dei risultati. A 11 anni dal sisma, nel capoluogo, siamo a un 70% di ricostruzione, mentre fuori siamo ancora a un 50%, una differenza dovuta alla complessità di approvare piani di numerosi comuni. Sulla ricostruzione pubblica invece siamo molto  indietro, perché si incontrano una serie di problematiche tipiche delle costruzioni e ricostruzioni del mondo pubblico, come le procedure dei bandi di gara, i ricorsi dei partecipanti esclusi, ed è qui che abbiamo una situazione opposta in quanto gli interventi con importi minori hanno procedure più semplici, mentre quando l’importo diventa rilevante il sistema è molto più lento. Al 6 Aprile 2020 nei progetti Case e nei Map (moduli abitativi provvisori) vivono ancora alcune migliaia di persone in attesa di riavere la loro abitazione; anche per gli studenti non va meglio infatti in molti seguono ancora le lezioni nei Musp (moduli ad uso scolastico provvisorio) e mancano ancora 4 MLD per la ricostruzione. (G.G.)

Gianluca Giorgi

Classe 1991; nato, cresciuto e, tuttora residente, sul Litorale Romano. Fin da piccolo appassionato di meteorologia e di fenomeni naturali. Osserva e studia il tempo e il clima della costa da diversi anni (misurazione di pioggia, temperature e vento). Collabora con Meteo Lazio sin dalla sua nascita con il suo consueto bollettino meteorologico del mattino.

Gianluca Giorgi
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