È in corso un riscaldamento stratosferico con possibili irruzioni molto fredde o addirittura gelide verso l’Europa.

Il mese di gennaio proseguirà all’insegna del tempo turbolento considerando gli scenari nella tendenza dell’andamento atmosferico a lungo termine.

Dal periodo di Capodanno il bacino del Mediterraneo è stato soggetto a continue incursioni fredde a seguito di cicliche ondulazioni depressionarie che hanno coinvolto direttamente la penisola italiana con piogge e soprattutto nevicate sui rilievi appenninici con accumuli superiori ai 100 cm oltre i 1200 metri.

 

Terminato dicembre il mese di gennaio proseguirà sotto la conferma concreta di un riscaldamento stratosferico (stratwarming) di entità maggiore con la dislocazione del vortice polare in direzione della Russia europea.

Tale assetto del vortice polare potrebbe dimostrare i suoi effetti nella troposfera fino alla seconda decade del mese di gennaio, dal momento in cui non si possono escludere delle irruzioni fredde e nevose alle latitudini più meridionali europee con un indice NAO che si manterrà negativo al 16 gennaio 2021.

 

 

Il quadro sui possibili effetti troposferici però presenta ancora delle incertezze e potremo osservarne le prime conseguenze indicativamente da metà gennaio.

Per le prossime settimane il modello ECMWF nell’ENS inizia a stimare le prime anomalie negative di temperatura interessanti concentrate però sul comparto europeo Nord-orientale per mezzo di una probabilità >50%.

POSSIBILI CONSEGUENZE PER L’ITALIA

Stando alle ultime stime le anomalie termiche e bariche negative delle principali simulazioni nell’insieme tendono a concentrarsi sull’Europa orientale lasciando l’Italia per il momento ai margini di una possibile irruzione fredda continentale.

Anomalia di geopotenziale a 500 hPa al 17 gennaio 2021 – ECMWF

 

Occorrerà però seguire le nuove emissioni passo dopo passo per valutare concretamente eventuali trasferimenti depressionari in sede mediterranea con manovre di raffreddamento ad iniziare dalle regioni adriatiche peninsulari.

In tale contesto comunque l’Italia presenterà perlomeno fino al 10-11 gennaio considerevoli anomalie precipitative a seguito delle piogge al di sopra della norma principalmente lungo le coste tirreniche laziali e campane intercorse negli ultimi 10 giorni.

 

 

Ricordiamo che la seguente analisi sarà sicuramente soggetta a variazioni trattasi di una tendenza a lungo termine.

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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