Gli impianti sciistici RESTANO CHIUSI sui nostri Appennini: nell’attesa delle nuove restrizioni

Gli accumuli nevosi in alta montagna risultano abbondanti dopo le nevicate della prima parte dell’inverno.

 

Abbiamo potuto constatare come gli accumuli nevosi oltre i 1300-1500 metri di quota hanno largamente superato i 100 cm totali.

Purtroppo ancora non è possibile aprire gli impianti sciistici di risalita in vista delle nuove restrizioni con le misure anti-Covid che saranno varate nei prossimi giorni.

La possibilità di una riapertura entro il 18 gennaio 2021 è sempre più remota, con ulteriori strette indubbiamente più severe per contrastare l’emergenza pandemica in vista di una possibile terza fase tuttora in atto nei paesi al di fuori dell’Europa.

Lo stato d’emergenza sarà sicuramente prorogato fino al mese di aprile nell’attesa del nuovo DPCM il 15 gennaio.

È lecito pensare che il rischio di assembramenti potrebbe comportare un pericolo per eventuali focolai difficilmente controllabili allo stato attuale in modo particolare nelle piccole località montane.

Questo sicuramente genera un enorme rammarico per gli amanti della neve e soprattutto per le aziende che operano nel settore sciistico e turistico del nostro appennino con perdite economiche non trascurabili in panoramica di una stagione sciistica mai iniziata.

Si saprà e sarà deciso il tutto dopo il vertice con le regioni il prossimo 13 gennaio.

Ricordiamo inoltre che l’Italia si è ritrovata impreparata e con un piano pandemico non aggiornato dal 2006 con le responsabilità tutt’oggi in fase di accertamento da parte della magistratura grazie alle recenti inchieste della testa giornalista Rai di REPORT.

Il settore turistico delle nostre montagne: Terminillo, Monte Livata, Campo Staffi, Campocatino e molti altri comprensori ne stanno risentendo pesantemente a livello economico.

Un disastro per tutte le attività (imprese, consorzi di gestione, lavoratori ecc.) che andrà a sommarsi in aggiunta alle perdite della stagione invernale 2019-2020, quando ci fu un inverno particolarmente secco con neve assente e accumuli insignificanti.

Non ci resta che sperare!

 

Immagine di copertina dal Terminillo di Emanuele Valeri questo inverno con vista del Gran Sasso

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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