L’eccezionale ONDATA DI FREDDO a ROMA e nel LAZIO del 1837

L’inverno del 1836-1837 stando ai dati rilevati risulterebbe tra i più freddi tardivi e lunghi mai registrati ad oggi.

Spesso nel periodo di marzo le ondate di freddo tardive causano normalmente delle nevicate occasionali fino ai livelli collinari.

 

Tra il 23 ed il 28 marzo del 1837 la neve arrivò a cadere addirittura sulle pianure e su Roma.

 

Temperatura a 850 hPa (1500 m circa) – 23 marzo 1837

 

Il lungo periodo d’instabilità durò all’incirca tutto il mese di marzo, con molteplici fasi di maltempo di stampo invernale tra: venti, piogge, temporali e nevicate continuative.

Durante l’ultima decade nel lontano marzo 1837 la neve imbiancò la città di Parma con le temperature massime che difficilmente riuscirono a superare i 2°C nelle ore centrali del giorno.

 

Pressione superficiale e geopotenziale a 500 hPa – 23 marzo 1987

 

Per non parlare delle minime notturne inferiori ai -4°C con la neve in abbondanza per il periodo sulla Pianura Padana fino all’Italia centro-settentrionale e la provincia di Bologna.

Nei giorni festivi di Pasqua e Pasquetta il maltempo imperversò addirittura sull’Italia centrale tra: Toscana, Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio dove al suolo si depositarono accumuli nevosi superiori ai 5 cm.

Stando alle fonti delle testimonianze furono imbiancate le principali città tra cui Siena e le località nei dintorni di Firenze e Perugia.

Per quanto riguarda la nostra regione la neve imbiancò le zone montane interne con dei fiocchi finanche la Capitale il 23 marzo.

Le ondate di freddo tardive di tale portata sono sicuramente eventi eccezionali, tuttavia non impossibili in determinati contesti meteorologici.

 

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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