AMARCORD – L’ondata di freddo di APRILE nella PASQUA del 2001

La Pasqua del 2001 molti la ricorderanno per un evento di freddo memorabile, che sconvolse all’epoca l’atmosfera mite e primaverile nelle festività pasquali.

L’evento del 2001 non può assolutamente essere paragonato al caso di quest’anno del 2021, anche se stiamo vivendo un mese di aprile tutto sommato più fresco e dinamico.

Gli eventi freddi tardivi sono ricorrenti nella storia climatologica generale, basti ricordare il colpo di coda invernale a cavallo nella Pasqua tra il 23 e 24 marzo 2008 e come non dimenticare quello del 2001.

 

UNA PASQUA QUASI DA GELO

All’epoca la Pasqua cadeva il giorno 14 aprile, quando un blocco anticiclonico provocò la rapida discesa di una saccatura d’aria artica molto fredda proveniente dall’Europa settentrionale.

Nel Lazio la ricordiamo benissimo, poiché riguardò incisivamente le regioni centrali peninsulari con forti venti e nevicate considerevoli per il periodo fino alla bassa collina.

Il Viterbese risentì molto degli accumuli nevosi, specie le aree prospicienti ai Monti Cimini e Volsini oltre i 500 m.

Situazione sinottica al suolo dall’11 aprile 2001

 

Pochi giorni prima dell’irruzione fredda (tra il 10 ed il 13 aprile) ci fu una perturbazione con delle temperature nella Capitale superiori ai 19-20°C.

Dal 14 aprile crollarono le temperature che diminuirono di circa 15°C in meno di 24 ore.
Irruzione fredda da Nord-Est seguita da forti venti di Tramontana dal 14 aprile 2001 con ciclogenesi sul medio-basso Adriatico.

 

 

Lungo le coste adriatiche abruzzesi la neve arrivò a depositarsi quasi ai livelli pianeggianti.

Mentre nel Lazio si ricordano gli accumuli che si avvicinarono fino alle zone collinari periferiche nei dintorni di Roma.

Su tutta la Valle dell’Aniene in montagna, stando alle testimonianze, lo strato nevoso depositatosi al suolo moderatamente superò i 20 cm.

Diverse persone si ritrovarono ovviamente impreparate, rinunciando all’ultimo momento alla classica scampagnata in montagna a causa delle pessime condizioni meteorologiche spiacevolmente invernali.

Al tempo difficilmente prevedibili anche a causa delle poche informazioni meteo alla portata del pubblico.

 

* Immagine copertina di repertorio

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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