Ondata di gelo attesa in Europa entro la fine del mese, nevicherà fino al livello del mare sul Mediterraneo orientale e non solo.

Le sorti della stagione invernale sembravano decretate dalla continua stazionarietà dell’alta pressione in sede all’Atlantico.
Per un primo momento così è stato, nonostante il promontorio in quota risulti più consolidato del normale con apporti piuttosto caldi per il periodo.
Con tutto ciò la pressione elevata contribuirà al dislocamento di un lembo del Vortice Polare sull’Europa orientale.

Alcune regioni continentali tra l’ultima decade di gennaio e gli inizi di febbraio vivranno una vera e propria ondata di gelo.

Un calo termico che si può confermare a tutti gli effetti, dato il margine di buona attendibilità e le anomalie termiche negative, che per un lungo periodo contrassegneranno soprattutto la Penisola Balcanica e parte dell’Italia centro-meridionale.

La situazione teleconettiva non presenta interazioni tra troposfera e stratosfera.
Una sezione del Vortice Polare coinvolge spesso le pianure continentali nel centro della Russia, con qualche disturbo specie sul versante del Pacifico.
L’indice NAO dopo un parziale recupero positivo tra la fine di novembre e gli inizi della stagione invernale riprenderà su valori negativi dai primi giorni di gennaio ad oggi.

 

Le condizioni per la tendenza invernale sembrerebbero propense a riconfermare una continua dinamicità delle masse d’aria, con irruzioni fredde polari forti ma di breve durata per l’Italia.
Raffreddamenti seguiti poi da un aumento della pressione atmosferica con giornate di stabilità, specialmente per i settori occidentali europei e peninsulari italiani del Mediterraneo.
In un mese di febbraio specie agli inizi molto freddo e sotto media per tutta l’Italia centrale adriatica e in parte meridionale.
L’anomalia positiva di geopotenziale e temperatura a Ovest del continente malgrado tutto non presenterà delle variazioni accentuate rispetto alle ultime settimane, con scarsità di precipitazioni.

 

Bisognerà seguirà costantemente tutte le singole variazioni che si potranno ripercuotere a livello meteorologico nel prossimo mese. Per di più in considerazione delle cicliche masse d’aria gelide in avvezione sulle aree europee centro-orientali e la linea di demarcazione incerta presente proprio sul Mediterraneo occidentale e la nostra Penisola.

 

In questa tendenza si descrive in maniera generale un periodo mensile su indici climatici sperimentali soggetti ad un’affidabilità differente. Rispetto ovviamente ai classici bollettini meteo nel breve termine.

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.