Tutto il riepilogo sul colpo di coda invernale ad inizio primavera, intercorso nel primo weekend di aprile 02/04 e 03/04/2022, con neve e freddo a bassa quota nel Lazio.

Il nostro territorio regionale da più di due mesi patisce una siccità, che prosegue con scarse precipitazioni dai mesi della stagione invernale.

L’ultima perturbazione transitata dalle latitudini artiche in direzione dell’Italia centrale tra sabato 2 e domenica 3 aprile non è bastata assolutamente per ripristinare il deficit pluviometrico ancora sotto media fino agli inizi di aprile su tutto il Lazio.

Conseguentemente al passaggio perturbato abbiamo avuto un vero e proprio assaggio invernale e tardivo perfetto, complice l’aria di stampo artico-marittima subentrata dalle Valle del Rodano in direzione del Mediterraneo occidentale e le regioni tirreniche dalla serata di sabato.

In quota soprattutto erano presenti isoterme negative dal Golfo del Leone, nei pressi di un minimo depressionario avviatosi lentamente sul Mar Ligure durante le prime ore della mattinata.

La classica configurazione ligure alla mesoscala evincibile dal sistema ciclonico sulle immagini satellitari presentava un minimo di bassa pressione al suolo sui ~990 hPa, con un’altezza del geopotenziale importante per il mese di aprile constatabile dal piano dei 500 hPa ad una quota di circa 5.500 metri.

Un calo di pressione e termico indirizzatosi dal primo pomeriggio, soprattutto in media troposfera con temperature sui -34°C sempre al di sopra dei 5.000 metri di altezza con successivo aumento dell’instabilità nella colonna d’aria a ridosso del Mar Tirreno centrale.

Un’instabilità debole/moderata misurabile anche mediante l’indice di sollevamento (L.I.) date le differenze di temperatura e il sufficiente CAPE nei bassi strati aumentato per mezzo dei venti inizialmente meridionali superficiali e più umidi al mattino.

Come evidenziato anche dalla previsione sperimentale per i temporali di PRETEMP (Previsioni Temporali) a circa 12 ore prima dall’evento, con i primi fenomeni temporaleschi localizzati e di debole intensità sparsi dapprima tra le coste del Grossetano e poi Alto Lazio dalla Maremma.

Il flusso freddo Nord-occidentale si accentuerà in simultaneità di un getto polare zonale (W-NE) in alta quota >80 m/s esteso dalle Baleari alle coste tirreniche, causando i primi temporali di moderata intensità dalla Sardegna e verso EST, sulla Tuscia Viterbese, nei dintorni di Bolsena al confine con l’Umbria, a ridosso della Valle del Tevere e Reatino, dove vengono registrati rovesci di graupel alternati a nevicate cumulative localmente fino ai livelli basso collinari.

 

Temporale ripreso sul G.R.A. intorno alle ore 07:45-08:00 AM del 02/04/2022

Diverse celle temporalesche hanno imperversato ugualmente tra l’Agro Romano e le Campagne Romane orientali, con forti precipitazioni di graupel segnalate sui tratti Sud-orientali del Grande Raccordo Anulare (diramazione Roma Sud) e sui quartieri meridionali della Capitale della Romanina.

EFFETTI AL SUOLO CON ACCUMULI DI GRAUPEL

 

I fenomeni prefrontali risultano generalmente sparsi e di breve durata, mentre dal pomeriggio/sera di sabato il fronte sinottico accompagnato da un’intensa Rodanata marittima ha raggiunto le acque tirreniche, con un sensibile calo delle temperature e ulteriori rovesci nevosi sul Lazio a quote di bassa collina. Imbiancate numerose località montane a EST e SE di Roma, comprese le alture subappenniniche con maggiori accumuli nevosi sul Lazio meridionale sulla provincia di Frosinone e fiocchi in nottata anche dai 200 metri s.l.m. sulle aree collinari pedemontane dei Castelli Romani tra: Valmontone (RM), il Ferentino (FR) e Ceccano (FR) compreso il capoluogo Frosinone.

Simulazione tipologia di precipitazione durante la fase più fredda del peggioramento dalla sera di sabato 02 aprile / ARANCIONEROSSO = NEVE / AZZURROBLU = PIOGGIA

Spruzzate di neve verranno segnalate la mattina seguente (domenica 03 aprile) anche sulle strade circostanti a queste località alle medesime quote in direzione dei Monti Lepini e la Valle del Liri, con accumuli nevosi ragguardevoli per il periodo dai 500-600 metri, costringendo l’attivazione dei piani emergenziali per lo sgombero della neve sui tratti stradali coinvolti dal maltempo, in modo particolare dal sabato sera in corrispondenza dei Castelli Romani, l’alta Ciociaria, il Sorano e la Val Comino.

Luoghi in cui le temperature sono rimaste costantemente stazionarie tra i 0.5°C e 1°C durante tutta la fase più acuta della perturbazione, in presenza tuttavia di residue precipitazione in esaurimento nel corso della notte verso SE e la Campania anche di stampo temporalesco.

 

COMUNE DI FROSINONE

Locali rovesci di graupel sono stati segnalati lungo il basso Lazio nella provincia di Latina anche sul livello del mare con temperature positive tra i 56°C.

 

ACCUMULI DI PIOGGIA E NEVE

Gli apporti pluviometri sono risultati in linea di massima deboli in pianura nell’ordine dei 15-20 mm, sulle zone collinari fino agli 800-900 metri per le nevicate abbiamo osservato una rapida fusione del manto nevoso alle quote più basse a cessazione dei fenomeni, risultati ugualmente deboli o al più parziali per gli accumuli (specie al disotto dei 600 metri) tra i 0.2-8.0 cm.
Al contrario in alta montagna sopra i 1.000-1.500 metri dove si quantificano perfino accumuli totali ≥15-25 cm.

Accumuli nevosi stimati nelle 24 ore fino alla mattina di domenica 03 aprile (mm).
Accumuli di pioggia giornalieri registrati dalla rete di stazioni meteorologiche del Centro Funzionale Regione (mm/24h).

 

Nel corso della notte e la mattina di domenica la progressiva traslazione dei temporali e del fronte perturbato verso SE ha acconsentito un aumento termico nei valori minimi.
Aumento primariamente rilevante sulle località risultare più fredde durante le nevicate: dal Ferentino alla Valle del Sacco, del Liri, Frusinate e Cassinate.

 

 

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Vi ricordiamo in conclusione che l’assiduo monitoraggio in tempo reale è possibile solo grazie alla raccolta delle informazioni degli eventi meteorologici che avvengono sull’intero territorio regionale attraverso gli stretti collaboratori e le segnalazioni sui nostri canali social.

Fondamentali sono e saranno soprattutto le strumentazioni di terra, come le stazioni meteorologiche presenti sulla rete di monitoraggio che rilevano in tempo reale parametri: vento, pressione, temperatura ecc.

Un lavoro che non si ferma mai dal mare alla montagna 365 giorni l’anno e per tale motivo è imprescindibile anche un vostro piccolo aiuto volontario.

Il nostro ultimo progetto prevede la trasmissione di dati meteorologici dall’Altopiano di Rascino presso i Monti del Cicolano, una località montana importantissima che necessita di una copertura per il monitoraggio meteorologico e climatico negli anni avvenire.

DONA ORA

 

 

 

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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