Il freddo è solo agli inizi, entro il weekend raggiungeremo l’apice ed ecco con quali risvolti.

Un vortice di aria molto fredda sta ruotando in direzione del Mediterraneo occidentale, lungo il bordo Ovest della circolazione ciclonica sulla Francia.

In riferimento all’immagine satellitare di martedì 17 gennaio dell’Aeronautica Militare, è possibile osservare con precisione la collocazione dell’aria fredda a livello continentale.
I cirrocumuli più frammentati, nella parte posteriore del fronte, sono indice di aria più fredda e instabile in ingresso direttamente sull’Italia centrale tra mercoledì 18 e giovedì 19.

Da inizio settimana il crollo della pressione atmosferica ha causato principalmente un rinforzo dei venti meridionali di Libeccio da SW, a causa di un minimo barico ciclonico più modesto avviatosi sulle acque superficiali del Mar Ligure.

Questa configurazione ha decretato successivamente il transito di una prima perturbazione, accompagnata da venti forti di burrasca, mareggiate e qualche piovasco temporalesco su tutte le regioni tirreniche centrali.

 

La fase clou del peggioramento invernale (almeno per quanto riguarda il Lazio) avrà inizio soltanto da metà settimana e si protrarrà probabilmente fino al prossimo weekend, secondo le ultime stime degli aggiornamenti dei modelli matematici.

Una serie di nuove perturbazioni attraverseranno parte del Tirreno centro-meridionale e saranno alimentate costantemente dall’aria artica stazionata Oltralpe, con presenza durevole di formazioni nuvolose associate altresì a delle precipitazioni piovose e nevose.
Quest’ultime concesse da valori termici negativi prossimi ai 0°C alle quote pressoché collinari o basso collinari, specie tra Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo e parte del Lazio.

FOCUS MALTEMPO E NEVE PER IL LAZIO

Sul Lazio la quota neve si asserirà inizialmente dai 700-800 metri di altitudine da mercoledì 18 gennaio sera e le prime ore di giovedì 19 gennaio, con quota neve in ulteriore calo dalla notte di giovedì, quando subentreranno venti di Termontana da NE. Gli accumuli di neve abbonderanno su tutti i rilievi del Reatino, Cicolano, compresi i massicci montuosi dei Simbruini a Est di Roma, sull’Alta Ciociaria e basso Lazio. Dai 1.000-1.200 metri di altitudine entro venerdì si potranno superare anche i 4060 cm di accumulo nevoso totale. Una ventilazione settentrionale in rinforzo che potrà scalfire in maggior misura le aree della Tuscia Viterbese, al confine con la bassa Toscana e l’Umbria. La neve localmente potrà cadere perfino a quote basso collinari dai 300-400 metri ma senza accumuli ingenti

 

POSSIBILE TENDENZA EVOLUTIVA PER IL WEEKEND, VERSO SCENARI TIPICAMENTE INVERNALI

A seguire, freddo e neve potrebbero durare a lungo, ammesso però che ci siano le precipitazioni e i presupposti per averle. L’ipotesi è che un nuovo impulso instabile si faccia strada dal Tirreno, alle sezioni peninsulari del Centro-Sud da venerdì 20 gennaio.

La perturbazione potrebbe avere una lenta traslazione sul Tirreno meridionale e tuttora resta incerta la traiettoria esatta di tale struttura depressionaria secondaria e di debole intensità durevole per tutto il fine settimana, con precipitazioni nevose diffuse a abbondanti soprattutto sull’Appennino centrale e le Adriatiche.

Se la struttura barica dovesse risalire verso N-NW avremo una maggiore possibilità di avere precipitazioni e quindi di nevicate a quote basse, specie su Lazio meridionale e Campania.

Una possibilità che andrà calcolata a tempo debito dai modelli ad area limitata, che in concomitanza di un ulteriore affondo artico nel fine settimana, renderanno più complessa la previsione meteo nel breve termine date le molteplici variabili in gioco.

 

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Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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