L’ondata di maltempo invernale è soltanto all’inizio, entro il weekend ulteriori impulsi perturbati e freddi colpiranno il Lazio.

La perturbazione di quest’ultima settimana ha ravvivato la stagione invernale, il tutto grazie ad un poderoso distaccamento d’aria avente estrazione artica.
Tra la notte di mercoledì 18 e le prime ore di giovedì 19 gennaio, come abbiamo constatato dalle osservazioni e dai rilevamenti, confermiamo che la neve localmente ha raggiunto le località alto collinari della Ciociaria e della Valle del Liri nella provincia di Frosinone:

Gli accumuli alle quote più basse sono stati piuttosto irrisori, avvicendati altresì da rovesci di neve bagnata o al più mista a pioggia, data una temperatura non uniformemente al di sotto dei 0°C dai 700-800 metri di quota.

Maltempo invernale nel Lazio: l’evoluzione da venerdì e verso il fine settimana.

Dalle osservazioni satellitari di giovedì mattina si evince un segnale essenziale e concreto per l’avviamento della ciclogenesi Mediterranea, che nelle passate simulazioni numeriche dei modelli previsionali era stata collocata indicativamente all’altezza del Tirreno centrale.
Dal momento in cui la situazione meteorologica reale va delineandosi a quella simulata, è possibile avere un quadro più attendibile sulla traiettoria del minimo ciclonico e quindi una collocazione delle precipitazioni più precisa sulle nostre aree regionali d’interesse.

Un primo impulso della depressione fredda traslerà molto lentamente verso E-SE dalle prime ore di venerdì 20 gennaio.
I gradienti di pressione nel suo baricentro si approfondiranno fino a raggiungere un minimo al suolo stimato sui 995-998 hPa entro il weekend.

La ciclogenesi sarà alimentata dall’incessante ricaduta di aria artica in parte continentalizzata e dislocata da un ramo del getto polare discendente piuttosto sostenuto e attivo sul bordo occidentale della goccia fredda.

 

Proprio a NW dell’Italia si evince in aggiunta una massa d’aria che oltre i 5.000 metri di quota toccherà valori termici inferiori ai -32/-35°C (corrispondenti al suolo a valori di temperatura prossimi ai 0-1.5°C alle quote basso collinari dai 200-250 m. s.l.m.).

Maltempo invernale e neve in arrivo: ecco a che quote e le zone interessate

Inizialmente i fenomeni nevosi deboli cominceranno a cadere dalla tarda sera di giovedì sull’Alta Tuscia, nei dintorni del Lago di Bolsena al confine con la bassa Toscana e Umbria.
Gli accumuli locali preliminarmente potranno superare i 5 cm sulle propaggini dei Monti Volsini e in direzione Montefiascone (VT) fin sotto ai 300-400 metri di altitudine.
Non è da escludere la possibilità di neve coreografica nella città di Viterbo, in caso di fenomeni più consistenti.

La neve seppur debole tornerà sulle aree più alte dei Castelli Romani, Monti Lepini, Aurunci e colline della Ciociaria.
Inizialmente la quota neve si aggirerà tra i 600-700 metri, con calo nel corso della notte fin sui 400-500 metri.
Gli accumuli risulteranno deboli nell’ordine dei 4-5 cm nelle 6 ore.
Fenomenologia in generale dissipazione dalla mattina di venerdì 20 gennaio.

Nella provincia di Rieti i fenomeni nevosi saranno intermittenti e assicurati, soprattutto sui rilievi della Sabina, Monti Reatini e del Cicolano, con accumuli puntualmente oltre i 5-6 cm su tutto il Leonessano dai 300 metri di altezza.

A Sud della Sabina sui massicci subappenninici dei Prenestini e Lucretili sulle aree alto-collonari delle Campagne Romane le neve avrà maggiori difficoltà a formarsi per temperature più elevate.
Pertanto gli accumuli potranno verificarsi dai 600-700 metri di altezza, neve coreografica fin sui 300-400 metri.

Per la neve a quote più basse vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento meteo di domani, restate sintonizzati.

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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