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Analisi meteo

Tendenza meteo inverno 2024 (Gennaio-Marzo): a tratti spiccatamente variabile

Resoconto termo-pluviometrico per l’andamento dell’inverno 2024 (trimestre Gennaio-Marzo)

Condizione media più probabile
  • Temperatura: sopra la media
  • Precipitazioni: in media o sotto la media
  • Pattern: blocco scandinavo, anticiclone groenlandese, zonale (1)
Condizione di nevosità più probabile
  • Pianura (0-300 mslm): assente
  • Collina (300-600 mslm): probabilità media o bassa
Accumulo totale più probabile di neve
  • Bassa montagna (600-1000 mslm): neve scarsa o assente(<10 cm)
  • Media montagna (1000-1500 mslm): neve relativamente abbondante  (<50 cm)
  • Alta montagna (>1500 mslm): neve mediamente abbondante (fino a 70-80 cm oltre i 2000)
Analisi sintetica per la proiezione dell’inverno 2024
Come largamente annunciato, questa stagione presenterà una novità rispetto agli anni passati, la presenza di un forte evento di indebolimento del vortice polare in Gennaio dapprima in Stratosfera e poi a più riprese in Troposfera.

Allo stato attuale, sebbene le convenzioni classifichino questo evento come debole, presenta un comportamento tipico degli eventi rilevanti, in grado di tenere il vortice polare debole per molte settimane. La prima importante conseguenza è che molte onde di Rossby avranno possibilità di amplificarsi nel corso di questa prima parte di stagione, con conseguenti rotture d’onda: la formazione di anticicloni in sede polare e basse pressioni a latitudini più basse. La Stratosfera pone, in gergo tecnico, una condizione di base per permettere alle onde di Rossby di rompersi, attraverso la formazione di una critical line (2) che scenderà gradualmente di quota. Nella seconda decade di Gennaio la circolazione troposferica risponderà con delle rotture d’onda di tipo ciclonico, in cui si ha la formazione di deboli anticicloni polari specie sull’artico canadese e vortici atlantici in frequente passaggio dall’oceano verso il continente europeo. In tal frangente sull’Italia l’anticiclone subtropicale potrebbe essere richiamato, con temperature in forte aumento alternate a perturbazioni atlantiche con fenomeni localmente molto abbondanti ma piovosi fino in alta quota, sin verso le vette appenniniche. Dopo il 20 sarà possibile una nuova temporanea ripresa di forza del vortice polare troposferico e un nuovo aumento del vento zonale medio, col ritorno dell’anticiclone delle Azzorre. Ancora non si tratterà però di un ritorno perenne di tale figura barica come è stato negli inverni passati, in quanto quest’anno si ha la presenza di una linea critica alle quote superiori. L’ulteriore discesa di altitudine di quest’ultima invece potrebbe invece favorire, andando verso il mese di Febbraio, una nuova crescita dell’ampiezza delle onde di Rossby. Poichè si verrà da una condizione di vento zonale medio più forte appena citata, le rotture d’onda potranno essere di tipo anticiclonico almeno in un primo momento, per cui non è da escludere che possano tornare nuovi tentativi artici da nordest verso i paesi mediterranei e dell’Europa occidentale tra il 25 gennaio e i primi 15 giorni di Febbraio. Al momento è impossibile stabilire se tali discese di aria fredda possano aversi attraverso un’entrata balcanica o rodanica (dalla Francia). Nel primo caso sarebbe freddo secco, nel secondo con nevicate fino a quote basse. Sembra in ogni caso possibile una finestra invernale a cavallo tra i due mesi anche di moderata entità (si sta parlando comunque di al più 3-5 giorni). Risulta piuttosto difficile stabilire anche  con quali tempistiche questo possa avvenire. Per questi dettagli si rimanda alle analisi meteo del breve e medio termine. Sarà invece di nuovo possibile che questa eventuale fase fredda possa concludersi con una nuova deriva dell’anticiclone scandinavo verso il mar del Labrador e ritorno quindi di un clima anomalo caldo attraverso nuove rotture d’onda di tipo ciclonico. Sarà soprattutto nella seconda parte di Febbraio e nella prima di Marzo che l’anticiclone delle Azzorre potrà tornare ad essere piuttosto presente, con un nuovo passaggio da NAO- a NAO+. Infatti tale evento di forte indebolimento del vortice polare ha tipicamente tra i 45 e i 60 giorni di vita, ed ha avuto inizio i primi di Gennaio. Risulta per cui probabile che la discesa di quota della linea critica giunga alla sua conclusione tra Gennaio e Febbraio con l’ultimo tentativo di portare l’inverno in Italia precedentemente descritto. A seguito una graduale ripresa del vortice polare dovrebbe traghettarci in una fase dominata dall’anticiclone delle Azzorre, con vortice polare di nuovo forte e vento zonale medio in nuova ripresa e il passaggio ad un clima più siccitoso e mite/caldo. Andando poi verso il mese di Marzo, la naturale dissoluzione del vortice polare con l’arrivo del semestre caldo potrebbe essere quest’anno tardiva, a causa del rinforzo dello stesso che dovrebbe aversi tra metà Febbraio e metà Marzo. Anche in questo caso la sua dissoluzione potrebbe avvenire tramite un nuovo riscaldamento stratosferico in grado di portare di nuovo un vortice polare debole, con nuova crescita delle onde di Rossby e loro rottura. In tal frangente, poichè si verrà di nuovo da una condizione di vento zonale medio forte, le rotture d’onda potranno essere di tipo anticiclonico in un primo momento con ondate di freddo tardive come spesso se ne osservano negli ultimi anni. Delle gelate potranno dunque ripresentarsi specie a cavallo tra Marzo e Aprile. In generale dunque si può pensare di dividere il trimestre in 3 fasi climatiche:

  1. 15 Gennaio – 15 Febbraio circolazione atmosferica movimentata a tratti calda o molto calda a tratti fredda, alternati a piogge/neve. Probabilità discrete di un evento di freddo moderato di alcuni giorni a cavallo tra i due mesi
  2. 15 Febbraio – 15 Marzo tepori primaverili in anticipo con clima siccitoso e mite
  3. 15 – 30 Marzo di nuovo circolazione atmosferica movimentata a carattere inizialmente freddo

Il passaggio della MJO dalla fase attuale, la 3, verso la 6-7 in terza decade di Gennaio sembra assecondare il passaggio da NAO- con clima molto mite e perturbazioni atlantiche della seconda decade di Gennaio ad una NAO+ con anticiclone delle Azzorre ad inizio terza decade, e un successivo passaggio a condizioni di blocco tra Atlantico e nord Europa, quindi a carattere freddo, a fine Gennaio. Di seguito è mostrata la progressione della Madden e i 3 step NAO-; NAO+; anticiclone scandinavo che potrebbero presentarsi da qui alla prima parte di Febbraio: 

MJO in progressione verso le fasi 4, 5 e 6 Depressioni atlantiche vigorose e anticiclone subtropicale con possibile fasi di caldo anche inteso: scenario NAO- della seconda decade di Gennaio Fase zonale (NAO+) con anticiclone delle Azzorre in arrivo, pausa più asciutta e ancora mite Tornano a crescere gli anticicloni in terza decade, con l’anticiclone delle Azzorre ad allungarsi verso la Scandinavia. Regime di Scand Block.

Va di nuovo ribadito che l’unico ruolo, seppur di primaria importanza, dello stratwarming è quello di creare una linea critica che scende di quota poi nel corso dei giorni. Ma l’effettiva collocazione delle anomalie di pressione è poi guidato dalle sorgenti di onde troposferiche. Per tale ragione la Madden-Julian Oscillation (MJO) potrebbe acquisire importanza nel determinare l’evoluzione meteorologica. D’altra parte nel grafico si può notare, nella linea grigia, che tale teleconnessione ha acquisito importanza, uscendo dal cerchio, proprio quando lo stratwarming si è realizzato. Infatti gli stratwarming rinforzano la circolazione di Brewer-Dobson che mette in comunicazione l’equatore con il polo. Un rinforzo di tale circolazione intensifica la convezione tropicale, da cui l’intensificazione della MJO che quindi è uscita dal cerchio. Inoltre, nella sezione riassuntiva iniziale la temperatura media del trimestre è stata data sopra la media, in quanto 10 giorni di freddo a tratti moderato/forte (magari anche con neve a bassa quota) su 90 non sono in grado di portare un’anomalia termica media negativa sul trimestre. D’altra parte il bilancio termico positivo risulta anche la cosa più probabile in un trend di costante crescita delle temperature globali e specie dell’area mediterranea.

Note:

  1. Nella sezione pattern si vuole dare una probabilità del pattern, anche noto come Weather Regime, più probabile. I pattern di riferimento sul settore euro-atlantico sono 4: anticiclone groenlandese (associabile alla NAO-); zonale (associabile alla NAO+); promontorio atlantico (Atlantic Ridge); blocco scandinavo (Scandinavian Blocking). L’insieme di questi 4 pattern spiega il 55% della variabilità euro-atlantica e se ne cerca una loro frequenza di occorrenza. La stagionale si basa dunque su queste 4 definizioni di pattern, i cui risvolti climatici su scala regionale continentale sono stati ampiamente studiati in letteratura. Una definizione ne viene data al seguente link https://confluence.ecmwf.int/display/FUG/Regime+Charts
  2. I concetti di critical line e turning line sono strettamente legati al profilo latitudinale di vento zonale medio. Nella normalità il vento zonale medio aumenta con la latitudine. Questo crea una variazione nell’ambiente in cui le onde di Rossby sono immerse, per un’onda che sale di latitudine. Se il vento zonale medio si fa troppo intenso, l’onda viene riflessa (tale latitudine di riflessione rappresenta una turning line). è possibile osservare gli anticicloni salire di latitudine e la loro ascesa venir bloccata dal passaggio di profonde vorticità polari. Viceversa se il vento zonale medio si indebolisce salendo di latitudine, è possibile trovare una critical line, una latitudine alla quale, se raggiunta dall’anticiclone, questo si rompe provocando quello che in gergo viene chiamato “taglio alla radice” dell’anticiclone che si è elevato di latitudine. Alla formazione di una critical line segue dunque l’isolamento di un’alta pressione polare. Di conseguenza se il vortice polare è molto debole e si associa ad un vento zonale medio piuttosto basso o persino invertito salendo di latitudine si formerà una critical line che solitamente si associa ad un pattern di NAO negativa, con l’isolamento di una cellula anticiclonica sulla Groenlandia. Questo si combina con il numero d’onda elevato (superiore a 5) che caratterizza una condizione di vento zonale medio debole. Le onde corte hanno velocità di gruppo positiva e viaggiano dunque da ovest verso est, questo si traduce in un moto verso est delle depressioni atlantiche (wave-breaking ciclonici). I pattern di Atlantic Ridge e Scandinavian Blocking che incontrano una critical line si portano dunque generalmente sulla Groenlandia evolvendo in una NAO negativa. Se il vortice polare ha una struttura regolare (vento zonale medio che aumenta salendo di latitudine) ma senza essere più forte della norma, le onde che viaggiano verso nord incontrano una turning line oltre i 70 nord che blocca la salita dell’anticiclone alle latitudini subpolari (wave-breaking anticiclonici), da cui la formazione dei pattern di Atlantic Ridge o Scandinavian Blocking. Questo si combina con un numero d’onda basso (compreso tra 2 e 4) che caratterizza una situazione di vento zonale medio vicino alla norma e la velocità di gruppo è negativa. Questi pattern evolvono solitamente da est ad ovest, e lo Scandinavian Blocking evolve in un Atlantic Ridge. Se il vortice polare è molto forte e il vento zonale medio è intenso, la turning line scende di latitudine all’Europa centrale (fino a 50-60 nord) e la riflessione d’onda blocca gli anticicloni sull’Europa meridionale, da cui il pattern di NAO+. Tale scenario ha numero d’onda 1, è lineare e l’attività d’onda è assente. Il concetto di critical e turning line è valido anche in riferimento al profilo altitudinale di vento zonale medio.

DISCLAIMER:

Questa previsione vuole dare un’indicazione probabilistica di cosa potrebbe avvenire, infatti solo i calcolatori sono in grado di darci l’esatto risultato finale e calcolare con precisione l’interazione tra tutte le forzanti climatiche in gioco

Claudio Giulianelli