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Analisi meteo

Estate 2024: scenari previsti e l’influenza del cambiamento climatico

Tendenza per l’andamento dell’Estate 2024: tutti i dettagli e gli scenari previsti

Condizione media più probabile

  • Temperatura: sopra la media
  • Precipitazioni: in media
  • Pattern: anticiclone groenlandese, blocco scandinavo, promontorio atlantico (1)

Analisi sintetica per la proiezione dell’ estate 2024

Quali figuri bariche dominanti sono previste

La stagione estiva 2024 continua il cambiamento iniziato nella seconda parte della primavera, caratterizzato da nuove figure bariche dominanti nello scenario euro-atlantico. Le profonde circolazioni depressionarie tra l’oceano Atlantico, le isole Britanniche e la Scandinavia, presenti da ottobre 2023, stanno lasciando spazio sempre più frequentemente agli anticicloni. I pattern previsti includono il blocco scandinavo e il promontorio atlantico, che dovrebbero ripresentarsi in diverse occasioni durante l’estate. Questo cambiamento si traduce in un calo atteso dell’indice East Atlantic (EA), che misura la differenza di pressione tra l’Irlanda e il Portogallo. Dopo aver raggiunto livelli record positivi da ottobre 2023, l’indice EA ha mostrato segni di calo dalla seconda metà di aprile, favorendo il ritorno di alcune fasi negative.

Il ruolo del riscaldamento globale

La presenza crescente degli anticicloni oceanici e l’aumento delle pressioni sulle isole britanniche, in particolare l’Irlanda, implicano periodi di caldo estivo più frequenti in queste regioni. In Italia e nelle regioni limitrofe, è improbabile la presenza significativa dell’anticiclone africano, se non in modo marginale. Questo scenario potrebbe portare a fasi di maltempo e clima fresco, con temperature leggermente sotto la media. Il comportamento degli scorsi mesi è attribuibile a una combinazione di riscaldamento globale e l’effetto dell’El Niño, l’anomalo riscaldamento delle acque del Pacifico tropicale. Attualmente, l’ingresso della Niña, il fenomeno opposto a El Niño, sta favorendo il ritorno delle fasi negative dell’EA e degli anticicloni tra l’Atlantico e il nord Europa. Tuttavia, il ruolo del riscaldamento globale rimane significativo.

Gli scenari previsti per il proseguimento della stagione estiva 2024

Durante l’estate, ci si può aspettare il ritorno delle depressioni oceaniche in alcune fasi, che potrebbero richiamare un vasto anticiclone africano sull’Europa centro-occidentale. Non si esclude la possibilità di almeno un’intensa ondata di calore, anche se queste dovrebbero essere di breve durata e alternate a fasi instabili o episodi di maltempo. Nel complesso, l’estate mediterranea sarà caratterizzata da temperature medie stagionali con anomalie positive e precipitazioni totali nella norma o localmente superiori. In sintesi, l’estate 2024 sarà segnata dall’alternanza di periodi con temperature nella media o poco inferiori, con occasioni di piogge e temporali anche lontano dai rilievi, intervallati da ondate di calore, possibili anche intense ma senza raggiungere livelli eccezionali. Gli apici di caldo stagionale non dovrebbero superare i 38-40 gradi in pianura.

 

Di seguito alcuni dei possibili scenari:

 

Scenario 1: fasi fresche con temperature sul Lazio nella norma o inferiori alla norma. Precipitazioni possibili specie nelle aree interne in queste fasi

Scenario 2: fasi calde a tratti afose, sebbene senza picchi di calore eccezionali. Del caldo comunque a tratti moderato/forte in queste fasi sarà possibile, lo scenario più presente.

Scenario 3: possibile invasione dell’anticiclone africano con caldo secco ma molto intenso protratto per alcuni giorni. La sua presenza è però incerta e non si avrebbe più di un episodio


Note:

  1. Nella sezione pattern si vuole dare una probabilità del pattern, anche noto come Weather Regime, più probabile. I pattern di riferimento sul settore euro-atlantico sono 4: anticiclone groenlandese (associabile alla NAO-); zonale (associabile alla NAO+); promontorio atlantico (Atlantic Ridge); blocco scandinavo (Scandinavian Blocking). L’insieme di questi 4 pattern spiega il 55% della variabilità euro-atlantica e se ne cerca una loro frequenza di occorrenza. La stagionale si basa dunque su queste 4 definizioni di pattern, i cui risvolti climatici su scala regionale continentale sono stati ampiamente studiati in letteratura. Una definizione ne viene data al seguente link https://confluence.ecmwf.int/display/FUG/Regime+Charts
  2. I concetti di critical line e turning line sono strettamente legati al profilo latitudinale di vento zonale medio. Nella normalità il vento zonale medio aumenta con la latitudine. Questo crea una variazione nell’ambiente in cui le onde di Rossby sono immerse, per un’onda che sale di latitudine. Se il vento zonale medio si fa troppo intenso, l’onda viene riflessa (tale latitudine di riflessione rappresenta una turning line). è possibile osservare gli anticicloni salire di latitudine e la loro ascesa venir bloccata dal passaggio di profonde vorticità polari. Viceversa se il vento zonale medio si indebolisce salendo di latitudine, è possibile trovare una critical line, una latitudine alla quale, se raggiunta dall’anticiclone, questo si rompe provocando quello che in gergo viene chiamato “taglio alla radice” dell’anticiclone che si è elevato di latitudine. Alla formazione di una critical line segue dunque l’isolamento di un’alta pressione polare. Di conseguenza se il vortice polare è molto debole e si associa ad un vento zonale medio piuttosto basso o persino invertito salendo di latitudine si formerà una critical line che solitamente si associa ad un pattern di NAO negativa, con l’isolamento di una cellula anticiclonica sulla Groenlandia. Questo si combina con il numero d’onda elevato (superiore a 5) che caratterizza una condizione di vento zonale medio debole. Le onde corte hanno velocità di gruppo positiva e viaggiano dunque da ovest verso est, questo si traduce in un moto verso est delle depressioni atlantiche (wave-breaking ciclonici). I pattern di Atlantic Ridge e Scandinavian Blocking che incontrano una critical line si portano dunque generalmente sulla Groenlandia evolvendo in una NAO negativa. Se il vortice polare ha una struttura regolare (vento zonale medio che aumenta salendo di latitudine) ma senza essere più forte della norma, le onde che viaggiano verso nord incontrano una turning line oltre i 70 nord che blocca la salita dell’anticiclone alle latitudini subpolari (wave-breaking anticiclonici), da cui la formazione dei pattern di Atlantic Ridge o Scandinavian Blocking. Questo si combina con un numero d’onda basso (compreso tra 2 e 4) che caratterizza una situazione di vento zonale medio vicino alla norma e la velocità di gruppo è negativa. Questi pattern evolvono solitamente da est ad ovest, e lo Scandinavian Blocking evolve in un Atlantic Ridge. Se il vortice polare è molto forte e il vento zonale medio è intenso, la turning line scende di latitudine all’Europa centrale (fino a 50-60 nord) e la riflessione d’onda blocca gli anticicloni sull’Europa meridionale, da cui il pattern di NAO+. Tale scenario ha numero d’onda 1, è lineare e l’attività d’onda è assente. Il concetto di critical e turning line è valido anche in riferimento al profilo altitudinale di vento zonale medio.

DISCLAIMER:

Questa previsione vuole dare un’indicazione probabilistica di cosa potrebbe avvenire, infatti solo i calcolatori sono in grado di darci l’esatto risultato finale e calcolare con precisione l’interazione tra tutte le forzanti climatiche in gioco

Claudio Giulianelli

Classe 1996, originario di Villa San Giovanni in Tuscia, ha sviluppato una forte passione per la meteorologia in seguito alla storica nevicata del febbraio 2012. In quegli anni ha iniziato a collaborare attivamente con la comunità meteo CEMER. Parallelamente ha intrapreso il percorso accademico presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove ha conseguito la laurea in Fisica con curriculum in Fisica dell’Atmosfera e Meteorologia. All’interno del team di Meteo Lazio si occupa in particolare dell’analisi delle tendenze meteorologiche a lungo termine ed analisi degli indici teleconnettivi.