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Analisi meteo

Tendenza meteo Primavera – Estate 2025: temperature in rialzo ed ancora piogge in vista?

Tendenza per l’andamento di fine primavera e avvio d’estate: tutti i dettagli e gli scenari previsti

Condizione media più probabile

  • Temperatura: sopra la media
  • Precipitazioni: in media o sopra la media
  • Pattern: NAO-, Atlantic Ridge (1), zonale

Analisi sintetica per la proiezione del finale di stagione primaverile ed avvio d’Estate 2025

Di seguito vediamo un breve riassunto dell’avvio di stagione che possa contestualizzare la tendenza delle prossime settimane

Marzo: verso il cambiamento

Il mese di marzo ha aperto la stagione primaverile con una prima fase mite, ma nella seconda metà ha mostrato un volto più dinamico e perturbato, in particolare sull’Europa occidentale e sulla Penisola Iberica, dove si sono registrate frequenti irruzioni di aria fredda e piogge diffuse.

Aprile: molto variabile

Dopo una temporanea rimonta anticiclonica a fine marzo, l’inizio di aprile è stato segnato da un nuovo spostamento dell’anticiclone verso il Nord Atlantico, con conseguente afflusso di aria fredda verso il Mediterraneo centrale. Questo ha dato origine a un breve episodio freddo con minime sotto i 5°C e massime sotto i 15°C. Successivamente, la circolazione è tornata ad essere più occidentale, con perturbazioni atlantiche, piogge a tratti abbondanti e un progressivo rialzo termico fino a superare localmente i 24°C nella terza decade.

Avvio del trimestre caldo: tendenza per Maggio e Giugno 2025

Maggio: senza estremi, ma con tepori precoci

Dopo un’iniziale veloce scaldata con i primi tepori tipici della stagione estiva, il mese di maggio potrebbe proseguire con fasi leggermente instabili e termicamente nella norma, o lievemente sotto. Le precipitazioni saranno irregolari, ma non assenti, con possibilità di episodi convettivi pomeridiani, in particolare nelle zone interne. Le temperature resteranno lontane da valori estremi.

Giugno: caldo moderato, ma non eccezionale

Per il mese di giugno si conferma un quadro climatico sopra media, ma senza eccessi. Non sono da escludere brevi ondate di calore, soprattutto nella seconda metà del mese, ma con picchi termici intorno ai 30°C e comunque lontani dai record degli anni passati (fino a 37-40°C). Il caldo dovrebbe quindi mantenersi generalmente non eccessivo, con la possibilità di fasi temporalesche, tipiche del periodo.

Analisi tecnica della circolazione atmosferica

La Primavera 2025 viene caratterizzata dalla presenza di un intenso final warming stratosferico. Il vortice polare stratosferico ha subito un grande indebolimento, al punto da invertire il vento zonale medio su valori negativi da record per il periodo e senza che questo sia stato in grado di riprendere vigore prima della naturale dissoluzione stagionale in vista della stagione estiva. La situazione è visibile nella mappa del NAM in sezione verticale (immagine 1)

Immagine 1: mappa del NAM nel tempo e per le varie quote isobariche di altitudine

Dalla quale si vede che in Troposfera a più riprese si hanno delle fasi di NAM negativo associate alla presenza, alle quote superiori, di un vortice polare dissolto e sostituito da un anticiclone polare. La linea critica quindi è andata scendendo di quota dopo l’inizio del final warming il 10 Marzo. A più riprese si porta anche in Troposfera dove a 500 hpa è dunque possibile vedere il vortice polare splittarsi in più nuclei di vorticità, contestualmente quindi a dei netti aumenti di ampiezza delle onde di Rossby. Difficilmente però questo si traduce in blocchi delle medie latitudini sull’Atlantico, infatti persiste al suolo un’alta pressione polare che quando viene intercettata dai flussi di calore in risalita dalle Azzorre verso nord, porta tali flussi di aria calda sulla Groenlandia e mar del Labrador. Le rotture d’onda sono dunque per lo più cicloniche e favoriscono ancora una volta ciclogenesi sull’Europa occidentale specie le isole britanniche, con l’EA a mantenersi positivo (Immagine 2 e 3).

Immagine 2: Nella parte bassa del grafico, (ultimo aggiornamento a Marzo 2025) si vede l’EA medio trimestrale persistere su valori positivi sopra a +1.

Immagine 3: nella finestra (la seconda della prima riga) dell’EA si può vedere il valore mensile del mese di Marzo essersi attestato poco sotto il valore di +1

è però interessante osservare, anche come differenza rispetto il 2024, che l’Atlantico tropicale è nettamente più freddo (immagine 4 e 5).

Immagine 4: Situazione attuale delle anomalie di temperatura dell’Atlantico: la zona delle Azzorre (in generale tutto l’Atlantico subtropicale nella fascia compresa tra i caraibi e l’America latina fino alla Spagna e Marocco) risulta vicina alla media o anche leggermente sotto

Immagine 5: la suddetta zona risulta essere molto più calda

Tale condizione calda infatti secondo un recentissimo studio sembra favorire l’attività ciclonica alle basse latitudini dell’oceano. Tale abbassamento netto della corrente a getto e della storm track porta poi avvezioni subtropicali e poco piovose dal nord Africa e dalle Azzorre verso il Mediterraneo. Un maggior equilibrio termico invece tra l’Atlantico subpolare e quello subtropicale mantiene in forze l’anticiclone delle Azzorre, che nel momento in cui si eleva verso nord e produce comunque una rottura ciclonica per la presenza dell’anticiclone polare (effetto dell’amplificazione artica) ma tenendosi forte nella sua zona di appartenenza permette lo scivolamento dei vortici nord atlantici da nord ovest verso il Mediterraneo. In tal frangente sebbene il clima sia sempre di stampo marittimo, la neve può scendere anche alle quote medie a seguito del passaggio dei fronti freddi ma sono favorite anche le ciclogenesi sui nostri mari con ondate di maltempo più strutturate.

L’attività d’onda dunque, di per se incentivata dalla situazione stratosferica, potrebbe manifestarsi di stampo non sempre eccessivamente caldo e ne hanno beneficiato le piogge del mese di Aprile con peggioramenti più incisivi in seconda decade. Nel mese di Maggio l’anticiclone oceanico a tratti presente sulle isole britanniche porterebbe la stagione verso il fenomeno atmosferico più tipico, quello dei temporali a ciclo diurno. Su tale mese infatti sebbene non ci siano ulteriori indicazioni dirette è ancora lecito aspettarsi attività d’onda accentuata nella prima metà e con recupero zonale graduale andando verso fine mese. Dal momento che quest’anno le condizioni associabili all’anticiclone africano sono meno favorite, è possibile che una ripresa della zonalità si traduca in cut off di aree di instabilità in quota sull’Italia con temperature in aumento ma piogge dunque almeno nella norma. Nel mese di Giugno ci si aspetta al momento ancora come elemento dominante sulla circolazione la distribuzione delle anomalie atlantiche che consente all’anticiclone delle Azzorre di tenere il banco sulle regioni atlantiche d’Europa lasciando passare verso l’Europa occidentale e mediterranea delle saccature di blanda intensità ancora foriere di instabilità a ciclo diurno. Non è comunque da escludere un episodio di caldo africano non persistente, risulta infatti sempre più probabile, come mostrano i trend sulla circolazione atmosferica legati al riscaldamento globale, avere episodi africani in Europa in ogni stagione, anche in virtù del fatto che l’Atlantico subtropicale rimane comunque grossomodo ancora caldo e possa dunque ancora favorire la sporadica comparsa di vortici oceanici capaci poi di spostare l’anticiclone africano sul Mediterraneo.

Conclusioni: estate 2025 al via, cosa aspettarsi

La combinazione tra final warming, circolazione troposferica ondulata e pattern NAO– suggerisce una prima fase estiva meno aggressiva rispetto agli ultimi anni, con la possibilità di ondate calde limitate e interrotte da fasi temporalesche o più fresche. Le precipitazioni, nel complesso, potrebbero risultare nella norma o lievemente superiori, specialmente nella prima parte dell’estate.

Note:

  1. Nella sezione pattern si vuole dare una probabilità del pattern, anche noto come Weather Regime, più probabile. I pattern di riferimento sul settore euro-atlantico sono 4: anticiclone groenlandese (associabile alla NAO-); zonale (associabile alla NAO+); promontorio atlantico (Atlantic Ridge); blocco scandinavo (Scandinavian Blocking). L’insieme di questi 4 pattern spiega il 55% della variabilità euro-atlantica e se ne cerca una loro frequenza di occorrenza. La stagionale si basa dunque su queste 4 definizioni di pattern, i cui risvolti climatici su scala regionale continentale sono stati ampiamente studiati in letteratura. Una definizione ne viene data al seguente link https://confluence.ecmwf.int/display/FUG/Regime+Charts
  2. I concetti di critical line e turning line sono strettamente legati al profilo latitudinale di vento zonale medio. Nella normalità il vento zonale medio aumenta con la latitudine. Questo crea una variazione nell’ambiente in cui le onde di Rossby sono immerse, per un’onda che sale di latitudine. Se il vento zonale medio si fa troppo intenso, l’onda viene riflessa (tale latitudine di riflessione rappresenta una turning line). è possibile osservare gli anticicloni salire di latitudine e la loro ascesa venir bloccata dal passaggio di profonde vorticità polari. Viceversa se il vento zonale medio si indebolisce salendo di latitudine, è possibile trovare una critical line, una latitudine alla quale, se raggiunta dall’anticiclone, questo si rompe provocando quello che in gergo viene chiamato “taglio alla radice” dell’anticiclone che si è elevato di latitudine. Alla formazione di una critical line segue dunque l’isolamento di un’alta pressione polare. Di conseguenza se il vortice polare è molto debole e si associa ad un vento zonale medio piuttosto basso o persino invertito salendo di latitudine si formerà una critical line che solitamente si associa ad un pattern di NAO negativa, con l’isolamento di una cellula anticiclonica sulla Groenlandia. Questo si combina con il numero d’onda elevato (superiore a 5) che caratterizza una condizione di vento zonale medio debole. Le onde corte hanno velocità di gruppo positiva e viaggiano dunque da ovest verso est, questo si traduce in un moto verso est delle depressioni atlantiche (wave-breaking ciclonici). I pattern di Atlantic Ridge e Scandinavian Blocking che incontrano una critical line si portano dunque generalmente sulla Groenlandia evolvendo in una NAO negativa. Se il vortice polare ha una struttura regolare (vento zonale medio che aumenta salendo di latitudine) ma senza essere più forte della norma, le onde che viaggiano verso nord incontrano una turning line oltre i 70 nord che blocca la salita dell’anticiclone alle latitudini subpolari (wave-breaking anticiclonici), da cui la formazione dei pattern di Atlantic Ridge o Scandinavian Blocking. Questo si combina con un numero d’onda basso (compreso tra 2 e 4) che caratterizza una situazione di vento zonale medio vicino alla norma e la velocità di gruppo è negativa. Questi pattern evolvono solitamente da est ad ovest, e lo Scandinavian Blocking evolve in un Atlantic Ridge. Se il vortice polare è molto forte e il vento zonale medio è intenso, la turning line scende di latitudine all’Europa centrale (fino a 50-60 nord) e la riflessione d’onda blocca gli anticicloni sull’Europa meridionale, da cui il pattern di NAO+. Tale scenario ha numero d’onda 1, è lineare e l’attività d’onda è assente. Il concetto di critical e turning line è valido anche in riferimento al profilo altitudinale di vento zonale medio.

DISCLAIMER:

Questa previsione vuole dare un’indicazione probabilistica di cosa potrebbe avvenire, infatti solo i calcolatori sono in grado di darci l’esatto risultato finale e calcolare con precisione l’interazione tra tutte le forzanti climatiche in gioco  

Claudio Giulianelli

Classe 1996, originario di Villa San Giovanni in Tuscia, ha sviluppato una forte passione per la meteorologia in seguito alla storica nevicata del febbraio 2012. In quegli anni ha iniziato a collaborare attivamente con la comunità meteo CEMER. Parallelamente ha intrapreso il percorso accademico presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove ha conseguito la laurea in Fisica con curriculum in Fisica dell’Atmosfera e Meteorologia. All’interno del team di Meteo Lazio si occupa in particolare dell’analisi delle tendenze meteorologiche a lungo termine ed analisi degli indici teleconnettivi.