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Analisi meteo

Tendenza meteo Autunno 2025: clima ancora caldo ma con precipitazioni in media in vista

Tendenza per l’andamento dell’Autunno: tutti i dettagli e gli scenari previsti

Condizione media più probabile

  • Temperatura: sopra la media
  • Precipitazioni: in media
  • Pattern: NAO-, Atlantic Ridge (1), zonale

Analisi sintetica per la proiezione dell’Autunno 2025

Di seguito vediamo un breve riassunto dell’avvio di stagione che possa contestualizzare la tendenza delle prossime settimane

Settembre 2025: ancora clima tardo-estivo

Il mese di Settembre prosegue sulla scia dell’ultima decade di Agosto. Non vi sono sostanziali variazioni termiche e le precipitazioni continuano ad essere temporalesche di forte intensità ma confinate in rari episodi. Punte ancora diffusamente sui 30 gradi (tranne per le coste) saranno possibili sin verso il 20 del mese. è da valutare se possa esservi entro la fine del mese un affondo atlantico più incisivo sul Mediterraneo associato quindi oltre che al maltempo anche ad un successivo calo termico con ingresso di un clima autunnale

Ottobre 2025: caldo ancora in eccesso ma più maltempo?

Nel secondo mese d’Autunno vi sarà ancora spazio per condizioni anomale con l’instaurarsi di un anticiclone subtropicale dalle caratteristiche estive, per cui termicamente sarà ancora possibile raggiungere diffusamente valori diurni oltre i 25 gradi regalando giornate tipiche dell’Estate settembrina. Non è ancora ben chiaro se tale andamento climatico possa essere anche dominante nel mese di ottobre, per cui il mese risulterebbe complessivamente molto caldo oppure se l’Autunno, quindi ondate di maltempo seguite da cali delle temperature, possa giocarsi la variabilità del mese alla pari con le ondate di calore per il periodo. In ogni caso il mese rispetto a Settembre sembra dover essere più propenso ad affondi atlantici che possano coinvolgere l’Italia riportando le temperature nelle medie tipiche ottobrine in alcune fasi. La pioggia mensile sarebbe dunque quantomeno nella media.

Novembre 2025: dritti verso l’Inverno?

Per l’ultimo mese d’Autunno ci si aspetta un tracollo della stagione calda più deciso, con episodi di maltempo e piovosità in media o sopra la media per via di aria nord atlantica spinta sul Mediterraneo e non è da escludere l’ingresso di aria polare marittima con ritorno della neve sui monti Laziali almeno fino alle quote medie. Inoltre la spinta dell’anticiclone verso le isole britanniche porterebbe venti di tramontana con cali delle temperature, per cui in questo mese sarebbe possibile avere degli assaggi d’Inverno.

Analisi tecnica della circolazione atmosferica

L’Autunno inizia travestito ancora da Estate sull’Europa meridionale. Una vasta circolazione ciclonica insiste sulle isole britanniche. Irrompono venti occidentali su tutta Europa con la circolazione ciclonica sul Regno Unito che pesca aria tropicale e la porta verso il Mediterraneo e in parte ad alimentare il blocco sulla Russia. Il risultato è quello di un clima molto caldo su quasi tutto il continente in un contesto di EA (East Atlantic) fortemente positivo.

Immagine 1: le ultime 3 barre mostrano un indice EA (seconda figura del pannello) di nuovo fortemente positivo nei mesi di Giugno Luglio ed Agosto

L’EA è tornato a salire deciso nel mese di Giugno (immagine 1). Dal grafico della media trimestrale (immagine 2) si nota che siamo di fronte ad uno dei tanti apici che mostra l’indice su queste scale temporali, quelle substagionali, per cui poichè l’apice verrà raggiunto adesso in Settembre risulta probabile che andando verso la fine dell’Autunno si possa comunque avere una decisa attenuazione di questa anomalia circolatoria. Soprattutto se anche Ottobre dovesse seguire l’andamento di Settembre, sarebbe più probabile aspettarsi un tracollo della stagione calda in Novembre con maggiori incursioni dell’anticiclone delle Azzorre verso il centro-nord Atlantico a far scivolare aria polare marittima verso l’Italia.  

Immagine 2: l’ultima parte del grafico, in fondo a sinistra, mostra un nuovo forte apice positivo di EA nella media trimestrale. Il massimo verrà raggiunto in Settembre e ci si aspetta un calo veloce andando verso Novembre.

A supporto di questa evoluzione c’è anche La Nina che sembrerebbe contenere la salita dell’EA. La Nina sta riprendendo vigore ora e raggiungerà il suo apice di intensità proprio nel trimestre Novembre-Dicembre-Gennaio, per cui ci si potrebbe aspettare di vedere maggiore presenza dell’anticiclone sulle isole britanniche proprio a cavallo tra l’Autunno e l’Inverno.

 

Le anomalie di temperatura superficiale sull’Atlantico (immagine 3) stanno mostrando una graduale regressione della forte anomalia positiva che dominava tutto l’Atlantico tropicale dai Caraibi alle coste Atlantiche del Marocco ed Europa, altro segnale che potrebbe venire incontro ad un rinforzo dell’anticiclone subtropicale nella sua sede di appartenenza, l’oceano Atlantico, lasciando più spazio ad aria nord Atlantica da Ottobre di fare il suo ingresso sul Mediterraneo. Su questo aspetto la situazione potrebbe comunque cambiare velocemente nel corso delle settimane. Anche andando verso Novembre in ogni caso, le rotture d’onda prevalenti sarebbero cicloniche (2) per cui eventuali rinforzi dell’anticiclone delle Azzorre sull’oceano lascerebbero passare solo venti atlantici verso il mediterraneo. Per tale ragione la neve sarebbe solo a quote di montagna

Immagine 3: Stanno rientrando le anomalie positive sull’Atlantico a ridosso di Spagna Francia e Marocco ma ancora le acque sono calde tra i Caraibi e l’Africa sahariana. Il riassetto delle anomalie è ancora in corso.


Note:

  1. Nella sezione pattern si vuole dare una probabilità del pattern, anche noto come Weather Regime, più probabile. I pattern di riferimento sul settore euro-atlantico sono 4: anticiclone groenlandese (associabile alla NAO-); zonale (associabile alla NAO+); promontorio atlantico (Atlantic Ridge); blocco scandinavo (Scandinavian Blocking). L’insieme di questi 4 pattern spiega il 55% della variabilità euro-atlantica e se ne cerca una loro frequenza di occorrenza. La stagionale si basa dunque su queste 4 definizioni di pattern, i cui risvolti climatici su scala regionale continentale sono stati ampiamente studiati in letteratura. Una definizione ne viene data al seguente link https://confluence.ecmwf.int/display/FUG/Regime+Charts
  2. I concetti di critical line e turning line sono strettamente legati al profilo latitudinale di vento zonale medio. Nella normalità il vento zonale medio aumenta con la latitudine. Questo crea una variazione nell’ambiente in cui le onde di Rossby sono immerse, per un’onda che sale di latitudine. Se il vento zonale medio si fa troppo intenso, l’onda viene riflessa (tale latitudine di riflessione rappresenta una turning line). è possibile osservare gli anticicloni salire di latitudine e la loro ascesa venir bloccata dal passaggio di profonde vorticità polari. Viceversa se il vento zonale medio si indebolisce salendo di latitudine, è possibile trovare una critical line, una latitudine alla quale, se raggiunta dall’anticiclone, questo si rompe provocando quello che in gergo viene chiamato “taglio alla radice” dell’anticiclone che si è elevato di latitudine. Alla formazione di una critical line segue dunque l’isolamento di un’alta pressione polare. Di conseguenza se il vortice polare è molto debole e si associa ad un vento zonale medio piuttosto basso o persino invertito salendo di latitudine si formerà una critical line che solitamente si associa ad un pattern di NAO negativa, con l’isolamento di una cellula anticiclonica sulla Groenlandia. Questo si combina con il numero d’onda elevato (superiore a 5) che caratterizza una condizione di vento zonale medio debole. Le onde corte hanno velocità di gruppo positiva e viaggiano dunque da ovest verso est, questo si traduce in un moto verso est delle depressioni atlantiche (wave-breaking ciclonici). I pattern di Atlantic Ridge e Scandinavian Blocking che incontrano una critical line si portano dunque generalmente sulla Groenlandia evolvendo in una NAO negativa. Se il vortice polare ha una struttura regolare (vento zonale medio che aumenta salendo di latitudine) ma senza essere più forte della norma, le onde che viaggiano verso nord incontrano una turning line oltre i 70 nord che blocca la salita dell’anticiclone alle latitudini subpolari (wave-breaking anticiclonici), da cui la formazione dei pattern di Atlantic Ridge o Scandinavian Blocking. Questo si combina con un numero d’onda basso (compreso tra 2 e 4) che caratterizza una situazione di vento zonale medio vicino alla norma e la velocità di gruppo è negativa. Questi pattern evolvono solitamente da est ad ovest, e lo Scandinavian Blocking evolve in un Atlantic Ridge. Se il vortice polare è molto forte e il vento zonale medio è intenso, la turning line scende di latitudine all’Europa centrale (fino a 50-60 nord) e la riflessione d’onda blocca gli anticicloni sull’Europa meridionale, da cui il pattern di NAO+. Tale scenario ha numero d’onda 1, è lineare e l’attività d’onda è assente. Il concetto di critical e turning line è valido anche in riferimento al profilo altitudinale di vento zonale medio.

DISCLAIMER:

Questa previsione vuole dare un’indicazione probabilistica di cosa potrebbe avvenire, infatti solo i calcolatori sono in grado di darci l’esatto risultato finale e calcolare con precisione l’interazione tra tutte le forzanti climatiche in gioco

Claudio Giulianelli

Classe 1996, originario di Villa San Giovanni in Tuscia, ha sviluppato una forte passione per la meteorologia in seguito alla storica nevicata del febbraio 2012. In quegli anni ha iniziato a collaborare attivamente con la comunità meteo CEMER. Parallelamente ha intrapreso il percorso accademico presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove ha conseguito la laurea in Fisica con curriculum in Fisica dell’Atmosfera e Meteorologia. All’interno del team di Meteo Lazio si occupa in particolare dell’analisi delle tendenze meteorologiche a lungo termine ed analisi degli indici teleconnettivi.