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Analisi meteo

Inverno in movimento: irruzione fredda, gelate diffuse e rischio gelicidio tra Lazio e Abruzzo

Dal freddo Grecale al mite Libeccio: fase di transizione delicata tra fine dicembre e i primi giorni di gennaio, con possibili piogge congelantesi nelle valli interne della regione e lungo il confine tra Umbria, Abruzzo e Molise

La situazione meteorologica è destinata a cambiare sensibilmente entro la fine del mese.
Avevamo già accennato, nelle recenti analisi di tendenza, all’apertura di un corridoio di aria molto fredda e a tratti gelida dalle alte latitudini, che probabilmente, dal 27-28 dicembre, avrebbe favorito la discesa di ulteriori impulsi freddi verso le latitudini più meridionali del continente europeo.

A causa della presenza di un blocco anticiclonico, le masse d’aria tenderanno, fino ai primi giorni di gennaio, a scorrere parallelamente lungo i meridiani, favorendo il dislocamento di ulteriori nuclei di aria fredda di origine artica verso l’Europa centrale e orientale.

PRIMA IRRUZIONE FREDDA DI CAPODANNO

Un primo passaggio freddo, piuttosto rapido, è atteso tra la notte di San Silvestro e Capodanno (31 dicembre – 1° gennaio), con aria molto fredda in ingresso dalla porta della Bora che, sospinta da una tesa ventilazione di Grecale da NE, interesserà tutte le regioni centrali tirreniche, compreso il Lazio.
Buona parte dell’aria fredda di origine artica rimarrà confinata sull’Europa centrale, senza un coinvolgimento diretto dell’Italia, che al contrario sperimenterà un calo termico di circa 7°C rispetto ai valori attuali, in un contesto generalmente stabile e privo di fenomeni precipitativi.
Fatta eccezione per le gelate notturne, attese su buona parte dell’entroterra del Lazio e dell’Abruzzo, in particolare nelle aree vallive e pedemontane subappenniniche e preappenniniche, dove le inversioni termiche notturne potranno favorire gelate anche intense tra la notte e le prime ore del mattino.
Gelate che potranno interessare localmente anche le zone basso-collinari o prossime alla pianura, in particolare nei pressi della Valle del Tevere, dell’hinterland romano, dell’area pontina e del comparto frusinate/cassinate, fino alla Valle di Comino e ai settori interni del Molise.
Le temperature minime notturne potranno scendere diffusamente al di sotto dello zero termico.

FASE METEO DELICATA TRA 1 E 2 GENNAIO

Particolare attenzione dovrà essere posta dalla tarda serata/notte di giovedì 1° gennaio alla mattina di venerdì 2 gennaio, quando a livello locale potrebbe configurarsi un tenue aumento della pressione in quota in corrispondenza del comparto appenninico centrale, associato all’avvicinamento da ovest di una debole ondulazione perturbata, legata all’ingresso di correnti più fredde di Maestrale dalla Valle del Rodano.

In presenza di precipitazioni sparse e temperature ancora molto basse nei bassi strati atmosferici, non si esclude la possibilità di piogge congelantesi, con effetti puntuali di gelicidio al suolo.

APPROFONDIMENTO TECNICO

La fase di maggiore rilievo potrebbe configurarsi tra la notte di giovedì e la mattina di venerdì 2 gennaio, durante il periodo transitorio successivo all’irruzione fredda, in concomitanza con il cambio della ventilazione e l’ingresso della debole perturbazione dal Mar Tirreno centrale verso le coste laziali.
Nei bassi strati, in particolare nelle valli interne del Frusinate, dell’Aniene, del Tevere e nell’entroterra reatino, potranno persistere localmente cuscinetti di aria fredda, molto densa e stagnante, soprattutto nei fondovalle del comparto subappenninico e appenninico.

I venti inizieranno gradualmente a disporsi dai quadranti meridionali (SSW), scorrendo sopra l’aria fredda preesistente e non consentendo inizialmente un rimescolamento efficace dell’intero profilo atmosferico.

In queste situazioni risulta fondamentale un monitoraggio meteorologico attivo durante le fasi di maltempo, al fine di individuare, sulla base delle osservazioni reali, le aree maggiormente soggette all’accumulo di questi cuscinetti freddi, anche nei giorni antecedenti all’ingresso dei venti di Grecale dovuti al primo impulso di aria artica.
Particolare attenzione andrà rivolta alle stazioni meteorologiche poste nei fondovalle, nelle conche appenniniche e nelle aree vallive, rispetto a quelle collocate sui rilievi montuosi.
Località che, in concomitanza di deboli precipitazioni, potrebbero sperimentare fenomeni di pioggia che, attraversando questi sottili strati di aria molto fredda prossimi al suolo, tenderanno a congelare rapidamente al contatto con le superfici.

STRUTTURA TERMICA PREVISTA

Dal livello del suolo fino a un’altitudine di circa 1000-1100 metri nelle aree interne del Lazio, le temperature risulteranno prossime o inferiori a 0°C, già a partire dai 300-400 metri di quota.
Dalle prime ore di venerdì 2 gennaio, alle quote superiori (circa 1450-1500 metri), potrà scorrere aria più mite meridionale, prevalentemente di Libeccio da SSW (immagine 2  in basso a destra), con possibilità di precipitazioni sparse e spazialmente limitate sul territorio regionale.
In una fase iniziale, al transito della debole perturbazione dalla mattinata di venerdì, la ventilazione fredda nord-orientale lascerà gradualmente spazio a venti meridionali in rotazione da SSW (Libeccio).

 

FENOMENI ATTESI FINO AL WEEKEND

Per la giornata di venerdì 2 sono attese piogge sparse, con fenomeni nevosi confinati alle alte quote montane, generalmente al di sopra dei 1500 metri, e la possibilità di piogge congelantesi nelle aree vallive o pedemontane dei Monti Reatini, del Cicolano, dei Simbruini, dei Lucretili e dei Prenestini versanti nord-orientali, comprese le aree montuose del Lazio meridionale, dall’Alta Ciociaria fino al confine con il Molise.
Le precipitazioni liquide, attraversando gli strati di aria fredda prossime al suolo, potranno rimanere sopraffuse, ossia allo stato liquido nonostante temperature inferiori allo zero termico, congelando rapidamente al contatto con le superfici e dando origine al fenomeno del gelicidio.

Si tratta di un evento poco frequente sulle aree appenniniche o subappenniniche, ma possibile in determinate configurazioni atmosferiche, come quella che potrebbe instaurarsi dopo una breve e brusca irruzione fredda, seguita da un rapido aumento della pressione in quota e da deboli fasi piovose.

Fenomeni che, pur avendo un impatto prevalentemente locale, possono causare danni significativi alle infrastrutture e al comparto agricolo coinvolto, spesso non preparati a fronteggiare questo tipo di maltempo invernale.
Come già ribadito, il rischio di piogge congelantesi sarà limitato e non diffuso: non tutte le aree appenniniche o subappenniniche risulteranno interessate, ma solo quelle dove la giusta combinazione tra temperatura, precipitazioni e ventilazione risulterà favorevole.
Un eventuale rinforzo dei venti di Libeccio potrebbe infatti favorire il rimescolamento dell’aria, determinando un rapido aumento termico nei bassi strati.

Tale dinamica è attesa nel corso della notte di giovedì e la mattina di venerdì 2 gennaio.

La ventilazione libecciale tenderà a persistere per buona parte del weekend, con la possibilità di qualche temporale sparso anche nella giornata di domenica 4 gennaio e una quota neve in ulteriore rialzo, oltre i 1800-1900 metri, in un contesto meteo spesso piovoso su tutto il Lazio.

TENDENZA METEO GENERALE PROSSIMA SETTIMANA

Finché i bacini tirrenici rimarranno esposti ai flussi umidi e miti sud-occidentali di Libeccio, le temperature si manterranno superiori alla media climatica di riferimento di circa 5-6°C.
Nel frattempo, aria artico-marittima tenderà a disporsi lungo i meridiani dell’Europa occidentale, con un possibile coinvolgimento diretto di Francia, Spagna e successivamente dell’Africa settentrionale.
All’inizio della prossima settimana, lo scorrimento di masse d’aria più fredde sulle acque del Mediterraneo potrebbe favorire l’approfondimento di una nuova circolazione ciclonica in prossimità della Sardegna, destinata a persistere indicativamente dal 6-7 gennaio, con possibile convogliamento di aria artico-marittima verso l’Italia e potenziali nevicate anche abbondanti sui rilievi appenninici e subappenninici.
Il freddo non risulterà estremo, ma in linea con la media del periodo invernale, come già evidenziato nelle recenti analisi meteorologiche settimanali e mensili.

Per una valutazione più dettagliata su tempistiche e localizzazione delle nevicate sarà necessario attendere ulteriori aggiornamenti: le elaborazioni modellistiche oltre le 72-90 ore presentano infatti una scarsa attendibilità, e fornire osservazioni puntuali a distanze temporali maggiori risulterebbe imprudente ed errato.

NOTA IMPORTANTE

La presente analisi è stata aggiornata in data 30/12/2025.
Per una migliore attendibilità degli scenari prospettati si raccomanda di seguire l’evoluzione dei fenomeni nei giorni successivi.
Il presente bollettino ha carattere puramente informativo e non deve essere utilizzato a fini operativi o di Protezione Civile.
Le allerte meteorologiche sono di competenza esclusiva del Dipartimento della Protezione Civile.

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.