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Analisi meteo

Settimana dell’Epifania perturbata sul Lazio: piogge, vento e nevicate in arrivo

Il Lazio risulta collocato tra due masse d’aria, con maltempo diffuso e possibili nevicate in montagna nel corso della settimana con l’ingresso di aria artica e una tendenza altrettanto invernale per il prossimo weekend

L’aria artica ha iniziato ad affluire sull’Italia, con i primi effetti in termini di fenomenologia nevosa sulle regioni centro-settentrionali, dove si registrano nevicate fino a quote basso-collinari.

Da martedì 6 gennaio, qualche rovescio nevoso è atteso anche in prossimità delle pianure del nord Italia.
Approfondiamo ora la situazione sul Lazio, che dall’inizio della settimana si colloca ai margini dell’aria molto fredda, tra la Toscana, il confine umbro e quello abruzzese.
Trovandoci ai margini della massa d’aria artica sin dalle prime ore di lunedì 5 gennaio, il territorio regionale ha risentito soprattutto di un continuo afflusso di correnti miti di Libeccio, con temperature superiori alla media climatica e precipitazioni localmente abbondanti.
In particolare, sulla Città Metropolitana di Roma si sono registrati accumuli di pioggia molto elevati: in 12 ore sono state rilevate punte superiori ai 130 mm nella Valle dell’Aniene, mentre quantitativi pluviometrici oltre i 50–60 mm hanno interessato anche i quartieri settentrionali e centrali della Capitale, dove non sono mancati disagi legati ad allagamenti.
Accumuli significativi anche alla periferia sud-est, tra Tor Vergata e Ciampino (RM), dove sono stati segnalati nubifragi con accumuli parziali superiori ai 50-60 mm in circa 3 ore.
A causa della persistente ventilazione sud-occidentale di Libeccio, la neve è rimasta confinata esclusivamente alle alte quote montuose, oltre i 1900-2000 metri.

Evoluzione dalla serata di martedì 6 gennaio

La quota neve subirà un progressivo ridimensionamento dalla serata di martedì 6 gennaio, quando una nuova perturbazione si avvicinerà al bacino del Tirreno, favorendo la formazione di ulteriori annuvolamenti.
Questi verranno sospinti verso le coste laziali da una ventilazione inizialmente meridionale di Scirocco, attiva fino al passaggio del fronte freddo atteso nella seconda parte della giornata di martedì.

Il fronte freddo in quota sarà associato al confine dell’aria artica, come evidenziabile dall’immagine di riferimento:

Le ultime simulazioni collocano con buona probabilità un minimo di bassa pressione tra le coste laziali meridionali e quelle antistanti l’arcipelago campano, con i massimi effetti precipitativi concentrati tra l’Adriatico e le coste balcaniche.
La circolazione depressionaria tenderà a rimanere bloccata sul Tirreno meridionale almeno fino alla serata di giovedì 8 gennaio, favorendo il transito di molteplici impulsi perturbati verso le regioni centro-meridionali italiane.
Le precipitazioni risulteranno intermittenti, in un contesto atmosferico caratterizzato da marcate variazioni termiche locali; di conseguenza, la neve non interesserà in modo uniforme tutti i rilievi montuosi, con fenomeni distribuiti in maniera disomogenea tra i settori anti-appenninici e subappenninici più orientali del Lazio.

Fase prefrontale e ingresso dell’aria fredda

Su buona parte del Lazio persisterà nei bassi strati un cuscinetto di aria mite prefrontale, associato a una ventilazione di Scirocco attiva sia sui bacini costieri sia sull’entroterra montuoso.

Ciò favorirà piogge persistenti, sotto forma di rovescio o localmente di nubifragio, almeno fino al pomeriggio dell’Epifania (martedì 6 gennaio).
Successivamente, i venti freddi di Grecale inizieranno a scorrere sulle regioni centrali, affluendo da NE su tutta la Toscana, parte della Tuscia Viterbese e sul Mar Tirreno centrale, contribuendo ad alimentare la circolazione ciclonica attiva sul centro-sud Italia entro metà settimana.

Con l’ingresso dell’aria fredda da NNE, le precipitazioni diverranno più sparse e intermittenti, interessando inizialmente le colline del Viterbese, dove dal pomeriggio di mercoledì 7 gennaio non si escludono deboli e circoscritte nevicate.
Il quadro generale sarà tuttavia caratterizzato da scarse precipitazioni, cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi e una sostenuta ventilazione di Grecale, attiva per circa 24 ore, almeno fino a giovedì 8 gennaio, con un profilo termico favorevole a nevicate anche a quote collinari.

Neve da sfondamento e fenomeni localizzati

Qualche episodio di neve coreografica e/o da sfondamento potrà verificarsi lungo le zone di confine, in particolare:
nell’entroterra Reatino; all’estremo nord-occidentale della Tuscia, in prossimità dei Monti Volsini al confine con l’Umbria;
sull’entroterra Leonessano fino ai piedi dei Monti della Laga, tra Marche e Abruzzo a quote collinari dai 500-600 metri.
Gli accumuli risulteranno generalmente deboli e irrisori, soprattutto nella mattinata di mercoledì 7 gennaio.
Brevi fenomeni nevosi potranno interessare anche le sommità dei Monti Simbruini, l’Alta Ciociaria e i versanti meridionali dei Tre Confini tra Lazio, Abruzzo e Molise, nonché le aree pedemontane della Valle di Comino e de La Meta.

Possibile fase di Maestrale

Tra la notte di mercoledì 7 e la mattina di giovedì 8, in base all’effettiva collocazione della circolazione ciclonica, la previsione a breve termine potrà subire dei ridimensionamenti modellistici.
Non si esclude infatti la possibilità di una temporanea ventilazione di Maestrale (NW) in rinforzo; qualora tale scenario si concretizzasse, potrebbero attivarsi dei moti convettivi con annuvolamenti più consistenti lungo la costa laziale, con precipitazioni sparse in transito da NW verso SSE.
In questo contesto, sarebbero possibili brevi e deboli nevicate a ridosso dei gruppi anti-appenninici dei Colli Albani e dei Monti Lepini, a quote alto-collinari, con una probabilità stimata attualmente intorno al 25–30%, suscettibile di aumento nel breve termine in fase di nowcasting meteorologico, a fronte di ciò si consiglia un monitoraggio attivo in tempo reale.

TENDENZA METEO GENERALE INIZIO WEEKEND

Un nuovo impulso perturbato è atteso raggiungere le coste tirreniche nella giornata di venerdì 9 gennaio, determinando un rinforzo dei venti di Libeccio (SW) e un conseguente aumento delle temperature ai livelli pianeggianti.
Non si esclude tuttavia la possibilità di sporadiche precipitazioni nevose esclusivamente nelle prime ore del mattino, legate a fenomeni di sovrascorrimento, in presenza di aria fredda ancora stagnante nei bassi strati, soprattutto nelle valli montuose appenniniche.
Tali fenomeni tenderanno comunque a tramutarsi rapidamente in pioggia nel corso della mattinata, a causa del richiamo di aria più mite.
Le nevicate risulteranno invece abbondanti in alta montagna, a partire dai 1400-1450 metri circa, con fenomeni persistenti per tutta la giornata di venerdì 9 e parte di sabato 10 gennaio su tutti i rilievi subappenninici e appenninici del Lazio.
In alcuni settori gli accumuli potranno superare i 70-80 cm complessivi, in particolare nei principali comprensori sciistici più elevati:

Accumuli più contenuti sono attesi a Livata e Campaegli (RM), situate tra i 1300 e i 1400 metri.

TENDENZA METEO GENERALE PROSSIMA SETTIMANA

Il freddo non risulterà duraturo. Già dalla prossima settimana, la tendenza generale evidenzia scenari molto variabili, caratterizzati da anomalie termiche positive rispetto alla media climatica.
Ciò sarà probabilmente legato a un flusso atlantico più attivo sull’Europa centrale e a continui richiami di masse d’aria subtropicali verso il Mediterraneo centrale.
Non mancheranno ulteriori perturbazioni, ma in un contesto termico lievemente oltre la norma stagionale.

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.