Tendenza Febbraio 2026: piogge senza fine e possibile freddo in vista? Ecco cosa aspettarsi
Meteo Febbraio 2026: piovoso con ondate di freddo e di mezza stagione
Resoconto termo-pluviometrico per l’andamento di febbraio 2026
Condizione media più probabile
- Temperatura: Sopra la norma
- Precipitazioni: Sopra la norma
- Regime: NAO-, Atlantic Ridge (1)
Condizione di nevosità più probabile per almeno un episodio
- Pianura (0 – 300 mslm): assente
- Collina (300 – 600 mslm): media
Accumulo totale più probabile di neve (sezione pertinente alla montagna)
- Bassa montagna (600 – 1000 mslm): scarsa (<10 cm)
- Media montagna (1000 – 1500 mslm): moderata o relativamente abbondante (<30 cm)
- Alta montagna (>1500 mslm): abbondante (fino a 80 cm sulle vette)
Analisi sintetica per la proiezione di Febbraio 2026
Prima decade: maltempo
Elemento saliente della prima decade di Gennaio sono ancora le piogge: prosegue infatti il tempo meteorologico instauratosi in terza decade di Gennaio. Tante perturbazioni, piogge e temperature sopra la norma: clima caldo per il periodo specie all’attivazione dei venti dai quadranti meridionali, con giornate frequenti in cui le temperature minime notturne non scenderanno al di sotto degli 8-10 gradi e valori diurni fino a 14-15 gradi su tutte le pianure e buona parte delle colline. A seguito del passaggio dei fronti cali termici veloci e della neve fino a 1500 metri circa, mentre su pianure e colline si manifestano delle giornate nella norma con valori notturni diffusamente sui 2-5 gradi e valori diurni sui 10-12.
Seconda decade: ancora maltempo e temperature ballerine
Nella seconda decade ancora tante piogge con temperature in ulteriore salita tra il 10 e il 15 di Febbraio, potranno aversi delle giornate di caldo estremo per il periodo con valori notturni in forte risalita e difficilmente inferiori ai 10 gradi praticamente ovunque e diurni sostanzialmente stabili. Dopo la metà del mese però le perturbazioni potrebbero tornare ad avere origine nord atlantica ed anche accompagnate da aria fredda richiamata dal nord Europa. Non è da escludere una veloce ondata di freddo tra il 15 ed il 20 Febbraio in cui le temperature possano andare fortemente sotto la media per 1-2 giorni ma si rimanda alle previsioni settimanali per questi dettagli. La caratteristica dominante sarà invece ancora il maltempo ma con un maggiore calo delle temperature. A seguito del passaggio dei fronti la neve potrebbe spingersi sin sui 1200 metri e con nevicate abbondanti in quota. Nelle giornate più fredde temperature in media o poco al di sotto su pianure e colline, con valori notturni che tornerebbero poco sopra lo zero e diurni sugli 8-12 gradi
Terza decade: ancora piogge ma con freddo in arrivo e neve a bassa quota?
Dopo il 20 di Febbraio è possibile che le perturbazioni possano cominciare a scendere ancor più da latitudini settentrionali, e le masse d’aria in arrivo diventare di natura polare marittima o artica. In tal frangente le temperature andrebbero più spesso sotto la media e non è da escludere un’ondata di freddo con neve in calo sino a quote di collina, con possibili giornate fredde tipicamente invernali e ritorno di qualche gelata su tutto il territorio. Neve abbondante soprattutto in montagna al di sopra dei 1000 metri
Analisi sintetica della circolazione atmosferica (per esperti e curiosi)
Febbraio prosegue lo schema di anomalie lasciato in eredità da Gennaio: il flusso atlantico è imperante e punta il Mediterraneo. L’anomalia saliente di questo inverno rimane la stessa degli ultimi 5-6 inverni: ciclogenesi oceaniche importanti e dominanti, senza che sull’Atlantico riesca ad imporsi un blocco anticiclonico in alcun modo, se non occasionalmente come accaduto tra Dicembre e Gennaio. Il vero inverno quindi latita, ma a differenza dei due inverni precedenti le perturbazioni atlantiche entrano sul Mediterraneo. Questa situazione è particolarmente insistente e a creare questo sottofondo climatico umido per Portogallo Spagna Italia e sud Balcani è La Nina che gioca un ruolo importante sulla dinamica della circolazione tropicale e subtropicale. La Nina infatti tende a rinforzare l’anticiclone subtropicale sull’oceano atlantico. L’anticiclone delle Azzorre è quindi in salute e sebbene non riesca ad elevarsi, devia le perturbazioni nord atlantiche da nordovest sull’Italia. Questo è visibile anche nella mappa di correlazione ENSO-temperatura a 2 metri (figura 1)
Figura 1: correlazione ENSO-temperatura 2 metri. Il colore rosso indica che quando si ha La Nina, quindi un calo delle temperature delle acque sul Pacifico, anche la temperatura a 2 metri scende. In sostanza si vede che con La Nina calano le temperature su tutte le zone tropicali anche atlantiche fino a Marocco e Spagna. Questo si associa tipicamente ad un rinforzo degli alisei sopra l’Atlantico e quindi un anticiclone delle Azzorre in oceano più in salute. Il nord Europa invece di tanto in tanto riceve respiri gelidi dalla Russia. Il flusso atlantico infatti impedisce al freddo di scendere di latitudine, ma allo stesso tempo alimenta un insistente anticiclone tra Groenlandia e mar del Labrador mentre venti polari si dirigono sui paesi Baltici. Un ruolo fondamentale in questo schema meteorologico comunque è giocato dal riscaldamento globale: il cambiamento di circolazione atmosferica che ne consegue infatti è l’artefice dell’irruenza delle depressioni atlantiche e della tendenza al caldo estremo tra Groenlandia e nord del Canada che può favorire questi flussi di aria gelida verso la Scandinavia. La Nina + cambiamento climatico rendono quindi per l’Italia una stagione climaticamente umida con un EA che si tiene vicino alla neutralità. Dall’Immagine 2 si vede che tale indice continua a scendere andando avanti nel corso dei mesi per effetto de La Nina, ed è quindi probabile che in questo finale d’Inverno un mese dei due tra Febbraio e Marzo possano chiudere con un valore neutro o anche negativo. Non è semplice capire quale dei due possa avere un basso valore di EA, associato a condizioni climatiche invernali in Italia. Nel caso questa eventualità capitasse nel mese di Febbraio, considerando le conferme modellistiche riguardo un EA positivo nella prima parte, in terza decade sarebbe possibile una sua netta virata in negativo con elevazione dell’anticiclone delle Azzorre verso le isole Britanniche e apporti di aria artica alle ondate di maltempo sull’Italia. In tal frangente sarebbe possibile anche il ritorno della neve in collina.
Immagine 2: EA nella figura centrale della prima riga. Si vede che l’indice scende nel corso dei mesi, sebbene possa avere dei temporanei rialzi come ad esempio Gennaio 2026 rispetto a Dicembre 2025. La media mensile dell’indice per Febbraio potrebbe risultare di nuovo neutra o leggermente negativa. Essendo la prima metà del mese con EA positivo, la seconda parte potrebbe vedere una virata in negativo dopo il 20. L’indice NAO medio di stagione è probabile che possa chiudere intorno alla neutralità come preventivato nella tendenza trimestrale, per cui non sembrano attese condizioni di vortice polare forte: il flusso atlantico dirompente che stiamo avendo da Gennaio infatti non è frutto di un vortice polare forte e di una NAO positiva, anzi, tutt’altro (indice NAO medio mensile in figura 2, prima riga immagine a sinistra. Gennaio ha chiuso con NAO media vicina a -1 e per Febbraio sarà un valore simile). I flussi di calore frequenti verso la Groenlandia fanno si che alle medie latitudini dell’oceano atlantico le anomalie di pressione siano negative, e positive invece alle latitudini artiche del Canada e dell’Atlantico. Manca infatti uno spanciamento dell’anticiclone dall’oceano e la condizione di frequente maltempo si sposa con la presenza di fasi di NAO negativa. Tale situazione dovrebbe persistere anche per il resto di Febbraio. In Stratosfera il tentato split del vortice polare è sostanzialmente fallito, le velocità zonali a 10 hpa infatti rimarranno positive sino alla fine del mese (Immagine 3) ed un eventuale disturbo al vortice polare stratosferico in Marzo sarebbe un Final Warming. Comunque questo non rappresenta un vero ostacolo alla possibilità di avere un vortice polare debole, di fatto la circolazione troposferica ha libertà di determinare i propri schemi barici anche di NAO negativa. Il motivo per cui sostanzialmente non si formano blocchi atlantici è da ricercare nel cambiamento climatico. Ciononostante per quanto detto poco sopra, l’EA di Febbraio potrebbe chiudere con una media mensile finale neutra o leggermente negativa ed essendo positiva questa prima parte, seppur non eccessivamente, il flusso atlantico potrebbe subire un’interruzione in terza decade e l’EA quindi cambiare segno, con maggiori apporti dall’artico.
Immagine 3: vento zonale a 10 hpa positivo fino a fine Febbraio, nessun evento stratosferico estremo quindi (smentita l’ipotesi di SSW di tipo split) Note:
- Nella sezione pattern si vuole dare una probabilità del pattern, anche noto come Weather Regime, più probabile. I pattern di riferimento sul settore euro-atlantico sono 4: anticiclone groenlandese (associabile alla NAO-); zonale (associabile alla NAO+); promontorio atlantico (Atlantic Ridge); blocco scandinavo (Scandinavian Blocking). L’insieme di questi 4 pattern spiega il 55% della variabilità euro-atlantica e se ne cerca una loro frequenza di occorrenza. La stagionale si basa dunque su queste 4 definizioni di pattern, i cui risvolti climatici su scala regionale continentale sono stati ampiamente studiati in letteratura. Una definizione ne viene data al seguente link https://confluence.ecmwf.int/display/FUG/Regime+Charts
- I concetti di critical line e turning line sono strettamente legati al profilo latitudinale di vento zonale medio. Nella normalità il vento zonale medio aumenta con la latitudine. Questo crea una variazione nell’ambiente in cui le onde di Rossby sono immerse, per un’onda che sale di latitudine. Se il vento zonale medio si fa troppo intenso, l’onda viene riflessa (tale latitudine di riflessione rappresenta una turning line). è possibile osservare gli anticicloni salire di latitudine e la loro ascesa venir bloccata dal passaggio di profonde vorticità polari. Viceversa se il vento zonale medio si indebolisce salendo di latitudine, è possibile trovare una critical line, una latitudine alla quale, se raggiunta dall’anticiclone, questo si rompe provocando quello che in gergo viene chiamato “taglio alla radice” dell’anticiclone che si è elevato di latitudine. Alla formazione di una critical line segue dunque l’isolamento di un’alta pressione polare. Di conseguenza se il vortice polare è molto debole e si associa ad un vento zonale medio piuttosto basso o persino invertito salendo di latitudine si formerà una critical line che solitamente si associa ad un pattern di NAO negativa, con l’isolamento di una cellula anticiclonica sulla Groenlandia. Questo si combina con il numero d’onda elevato (superiore a 5) che caratterizza una condizione di vento zonale medio debole. Le onde corte hanno velocità di gruppo positiva e viaggiano dunque da ovest verso est, questo si traduce in un moto verso est delle depressioni atlantiche (wave-breaking ciclonici). I pattern di Atlantic Ridge e Scandinavian Blocking che incontrano una critical line si portano dunque generalmente sulla Groenlandia evolvendo in una NAO negativa. Se il vortice polare ha una struttura regolare (vento zonale medio che aumenta salendo di latitudine) ma senza essere più forte della norma, le onde che viaggiano verso nord incontrano una turning line oltre i 70 nord che blocca la salita dell’anticiclone alle latitudini subpolari (wave-breaking anticiclonici), da cui la formazione dei pattern di Atlantic Ridge o Scandinavian Blocking. Questo si combina con un numero d’onda basso (compreso tra 2 e 4) che caratterizza una situazione di vento zonale medio vicino alla norma e la velocità di gruppo è negativa. Questi pattern evolvono solitamente da est ad ovest, e lo Scandinavian Blocking evolve in un Atlantic Ridge. Se il vortice polare è molto forte e il vento zonale medio è intenso, la turning line scende di latitudine all’Europa centrale (fino a 50-60 nord) e la riflessione d’onda blocca gli anticicloni sull’Europa meridionale, da cui il pattern di NAO+. Tale scenario ha numero d’onda 1, è lineare e l’attività d’onda è assente. Il concetto di critical e turning line è valido anche in riferimento al profilo altitudinale di vento zonale medio.
DISCLAIMER:
Questa previsione vuole dare un’indicazione probabilistica di cosa potrebbe avvenire, infatti solo i calcolatori sono in grado di darci l’esatto risultato finale e calcolare con precisione l’interazione tra tutte le forzanti climatiche in gioco