Nuove perturbazioni e maltempo in arrivo, attenzione meteo da metà settimana con neve abbondante in montagna
Flusso atlantico senza tregua sul Mediterraneo, con piogge frequenti, temperature oscillanti e nuove perturbazioni in arrivo verso le acque tirreniche e il Lazio
Dall’inizio della settimana il Mediterraneo occidentale continua a essere attraversato da un flusso atlantico spesso associato al transito di perturbazioni, con fasi giornaliere frequentemente piovose, seppur alternate a brevi periodi di maggiore stabilità e cieli sereni.
Il tutto si inserisce in un contesto termico anomalo per il periodo, caratterizzato da temperature decisamente troppo elevate per il mese di febbraio, superiori alla media climatica di circa 4-5°C.
Gli aumenti termici risultano più marcati soprattutto nelle fasi che precedono l’ingresso delle perturbazioni, quando si attivano tese ventilazioni meridionali, tendenti da Libeccio a Scirocco. In queste condizioni aria mite di origine subtropicale viene richiamata e spinta verso latitudini più elevate del continente europeo, con l’Italia fin troppo esposta a tali avvezioni di aria più temperata proveniente dal Nord Africa.
Una breve pausa dagli impulsi perturbati permarrà almeno fino al pomeriggio di martedì 10 febbraio, nonostante la presenza di residue coperture nuvolose sulle regioni centrali tirreniche, associate localmente a brevi piogge e nevicate in Appennino oltre i 1600-1700 metri di quota.
Dalla notte di martedì e nelle prime ore di mercoledì 11 febbraio, un’onda depressionaria attraverserà il Mar Ligure, scendendo successivamente verso sud-est e interessando le regioni centrali nel corso della mattinata. In tale frangente aumenteranno le precipitazioni in modo diffuso su tutto il Lazio, con la possibilità anche di qualche temporale in prossimità dell’intera linea di costa tirrenica laziale, fino ai bacini costieri meridionali dell’Arcipelago Pontino, dove i fenomeni potranno risultare localmente di forte intensità e a carattere di rovescio.
Nevicate abbondanti sono attese sull’arco appenninico centrale al di sopra dei 1800 metri.
La perturbazione tenderà ad abbandonare rapidamente il territorio regionale entro il tardo pomeriggio, lasciando spazio a qualche timida schiarita nel corso della serata.
Dalle ore serali e notturne si assisterà all’avvicendamento tra una perturbazione e l’altra, poiché già dalla mattina di giovedì 12 febbraio una seconda perturbazione, più marcata, attraverserà da nord-ovest verso sud-est l’intero Mar Tirreno centrale, questa volta con effetti meteorologici più diffusi su buona parte della regione.
Sarà associato un fronte freddo, spinto da una sostenuta ventilazione di Maestrale nord-occidentale in discesa dalla Valle del Rodano verso i bacini occidentali italiani.
Ulteriori forti nevicate interesseranno le sezioni montuose appenniniche e subappenniniche più elevate dai 1700-1800 metri.
Ventilazione di Maestrale in rinforzo da giovedì pomeriggio
Dal pomeriggio di giovedì seguirà anche un primo, seppur blando, calo delle temperature, quantificabile in circa 2-3°C. Nulla di particolarmente significativo, ma sufficiente a riportare gradualmente i valori termici più in linea con la media climatica per febbraio.
Il flusso atlantico, a partire da venerdì mattina (13 febbraio), presenterà maggiori oscillazioni; un lieve aumento della pressione atmosferica favorirà quindi condizioni di tempo più stabile almeno fino alle ore serali.
TENDENZA METEO A INIZIO WEEKEND
Entro la notte di venerdì 13 masse d’aria di maggiore rilievo a scala sinottica inizieranno ad affluire sull’Europa occidentale, con il brusco arrivo di aria artico-marittima che, allo stato attuale, sembrerebbe concentrarsi sul Mediterraneo occidentale, in discesa direttamente dalla Valle del Rodano.
Non sono da escludere ripercussioni sulla circolazione atmosferica italiana, dove potrebbe avviarsi una nuova circolazione ciclonica in sede mediterranea, ipotizzabile già dalle prime ore di sabato 14 febbraio nei pressi del Mar Tirreno meridionale.
L’innesco di una circolazione ciclonica extra-tropicale su larga scala comporterebbe una fase di maltempo più complessa, con la possibilità di più minimi di bassa pressione tra i bacini occidentali italiani e i settori adriatici, a partire dalla serata di sabato 14 e successivamente nel corso di domenica 15 febbraio.
Proprio dalla mattinata di domenica potrebbe verificarsi un calo termico generalizzato, stimabile tra i -6 e -7°C rispetto ai valori registrati durante la settimana precedente.
Qualora fossero presenti precipitazioni, non si possono escludere condizioni favorevoli a nevicate anche a quote più basse, indicativamente a partire dalle montagne (800-900 metri).
Sarà comunque necessario attendere almeno la giornata di venerdì 13 per una maggiore definizione quantitativa e locale dei fenomeni nevosi, dal momento che a oltre quattro giorni di distanza l’attendibilità diminuisce, seppur definibile la tendenza, una previsione necessita di ulteriori risultati da parte della modellistica.
TENDENZA METEO LUNGO TERMINE
Nel lungo termine va inoltre evidenziato un segnale piuttosto rilevante legato al flusso Atlantico, che rimarrebbe accentuato tra la Francia e le Isole Britanniche e che, già dalla prossima settimana (indicativamente tra lunedì 16 e martedì 17 febbraio), potrebbe smorzare il nucleo di aria fredda sull’Europa centrale, favorendo nuovamente l’ingresso di correnti più miti e perturbate da ovest-sud-ovest verso est.
In tal caso l’ondata di freddo potrebbe risolversi in un episodio rapido, un vero e proprio “mordi e fuggi”, della durata di circa 24 ore, senza effetti duraturi.
Lo scenario attuale appare quindi coerente con quanto già indicato nella tendenza mensile per la seconda e terza decade del mese (periodo indicativo 16-28 febbraio), durante le quali potrebbero ripresentarsi brevi e fugaci irruzioni fredde, prive tuttavia di caratteristiche di gelo intenso e/o persistente.
Seguiranno ulteriori approfondimenti nel corso dei prossimi giorni, qualora dovessero emergere variazioni significative.
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Durante le fasi di maltempo sarà inoltre possibile monitorare l’evoluzione della situazione attraverso la nuova rete di stazioni meteorologiche, comprese le mappe interpolate.



