Weekend perturbato sul Lazio, poi colpo di coda più freddo dalla prossima settimana, da valutare con attenzione
Sabato piogge diffuse e Libeccio sostenuto, domenica rotazione dei venti a Grecale con lieve calo termico e neve in Appennino; tra lunedì e martedì possibile irruzione fredda con instabilità e fiocchi dai 900-1000 metri sui rilievi orientali di confine
Una breve pausa alto-pressoria ha favorito ampi spazi di sereno su tutto il Lazio nella giornata di venerdì 13 febbraio.
Nel corso del fine settimana, già dalle primissime ore di sabato 14 febbraio, una nuova perturbazione raggiungerà le acque tirreniche.
Il nuovo peggioramento andrà a profilarsi in seno a una profonda circolazione ciclonica extra-tropicale, con minimo di bassa pressione incentrato nella mattinata di sabato a ridosso della Sardegna, in successivo spostamento verso il Mar Tirreno centrale e in traslazione verso sud-est durante il pomeriggio.
Nel corso della mattinata di sabato sono attese precipitazioni diffuse, inizialmente più concentrate lungo la linea di costa laziale, in graduale estensione verso pianure e aree collinari interne.
Le piogge saranno accompagnate da una tesa ventilazione di Libeccio (SW), molto umida e mite per le temperature elevate, almeno fino alle ore serali.
Dalla giornata di domenica 15 febbraio il baricentro della circolazione ciclonica tenderà ad allontanarsi verso sud-sud-est, favorendo una progressiva rotazione ciclonica dei venti al suolo. Entro la mattinata di domenica le correnti si disporranno dai quadranti settentrionali, da Grecale a Levante (NE).
Persistenza di residui fenomeni piovosi sparsi, in graduale attenuazione fino a condizioni più asciutte e con schiarite.
Con l’attivazione delle correnti nord-orientali sarà possibile un lieve calo termico (circa 2-3°C), con fenomeni nevosi sull’arco appenninico centrale, in particolare lungo le zone di confine con Abruzzo e Molise dai 1500-1600 metri di quota.
Dal primo pomeriggio di domenica la perturbazione abbandonerà progressivamente il territorio regionale.
Dalle prime ore di lunedì 16 febbraio assisteremo a un nuovo cambio nella direzione dei venti, che torneranno a disporsi dai quadranti sud-occidentali, tra Libeccio e Ponente.
Il tutto per l’approssimarsi di una nuova e più debole perturbazione a inizio settimana, destinata a coinvolgere maggiormente le regioni centro-settentrionali italiane.
Sulle regioni centrali, Lazio compreso, sono attese prevalentemente molte nubi, con piogge sparse e intermittenti per tutta la giornata di lunedì.
Non si esclude qualche isolato temporale nelle aree interne tra il pomeriggio e la sera, per il transito di un fronte freddo sul medio-basso versante Adriatico, con possibili effetti localizzati specie sui rilievi appenninici e subappenninici orientali del Lazio.
In caso di rovesci temporaleschi saranno possibili grandinate con accumuli al suolo oppure precipitazioni sotto forma di graupel (simili alla grandine, ma più soffici e friabili).
Da lunedì sera, subito dopo l’avanzamento del fronte freddo sull’Italia centrale, affluirà aria più fredda di origine artico-marittima. Ne conseguirà un temporaneo calo termico, più evidente dalla mattina di martedì 17 febbraio, con venti settentrionali tendenti da Maestrale a Grecale.
Nel corso della giornata di martedì saranno possibili sporadici fenomeni nevosi da sfondamento orografico, con precipitazioni dirette prevalentemente verso i rilievi montuosi esposti ad est in direzione del Mar Adriatico.
Possibili brevi nevicate lungo il versante Leonessano della provincia di Rieti e sui Monti della Laga, al confine abruzzese, dai 900-1000 metri di quota.
Coinvolte anche le aree pedemontane dei Simbruini e delle Mainarde, dai 1000-1200 metri, specie nei pressi dei valichi e i Tre Confini tra Abruzzo, Lazio e Molise.
TENDENZA METEO GENERALE PROSSIMA SETTIMANA
Mercoledì 18 febbraio è atteso un aumento della pressione atmosferica, con una nuova pausa dalle perturbazioni e prevalenza di cieli sereni.
Da metà settimana, da giovedì in poi, il flusso atlantico potrebbe scalfire il cuneo alto-pressorio presente sul Mediterraneo occidentale, favorendo l’ingresso di un’onda depressionaria associata a un continuo afflusso di aria fredda nord-atlantica di origine polare marittima e/o artico-marittima.
Per definire con maggiore precisione l’esatta estrazione della massa d’aria sarà necessario valutare il posizionamento del flusso nord-occidentale nei prossimi aggiornamenti modellistici.
Qualora dovesse configurarsi un trasporto più diretto di aria artico-marittima, potremmo andare incontro a una fase di maltempo con caratteristiche tipicamente invernali.
Resta tuttavia una configurazione di confine tra due masse d’aria, la cui collocazione nella parte finale della seconda decade del mese presenta ancora margini di incertezza previsiva.
Le perturbazioni non mancheranno, ma al momento non è possibile stabilire quanta aria fredda riuscirà effettivamente a raggiungere le nostre latitudini e quale sarà la sua traiettoria prevalente entro la terza decade di febbraio.



