Alta pressione subtropicale: Italia in stallo con temperature fino a +10°C oltre la media
Il fresco del mattino in pianura non smentisce il caldo in quota, spieghiamo il perché, in una configurazione tipicamente primaverile almeno fino ai primi di marzo.
Nel corso della settimana l’Italia rimarrà in una situazione di sostanziale stallo meteorologico, con condizioni di tempo stabile sotto l’influenza di un robusto promontorio anticiclonico di matrice subtropicale.
Una massa d’aria mite per il periodo risalirà dal nord Africa verso nord-est, transitando tra Francia ed Europa centro-orientale fino a raggiungere le alte latitudini della Russia europea.
Gli effetti più marcati di questa anomalia termica si osserveranno soprattutto in montagna, in particolare a ridosso delle sezioni alpine e appenniniche, dove le temperature potranno risultare superiori alla media climatica 1991-2020 anche di +8/+10°C.
I cieli risulteranno spesso sereni o al più poco nuvolosi, per una nuvolosità dovuta alla debole ventilazione marittima variabile da W-SW.
Saranno degli annuvolamenti concentrati nei bassi strati, che in presenza di elevata umidità, potranno causare qualche innocua pioviggine sparsa da condensazione specie in prossimità delle località costiere o collinari dell’entroterra laziale, durante le mattinate o nel tardo pomeriggio/sera.
Sulle regioni centrali tirreniche l’avvezione calda sarà più contenuta, ma comunque significativa, con valori superiori alla norma di circa +5/+6°C. Un’anomalia non trascurabile, considerando che l’intera stagione invernale è stata frequentemente caratterizzata da temperature sopra media.
Si tratta di una configurazione barica tipicamente primaverile, che con buona probabilità potrà accompagnarci almeno fino all’ultimo weekend di febbraio e, nelle ipotesi meno favorevoli a un cambio di circolazione, anche durante la prima settimana di marzo.
Le mappe di anomalia termica sull’Europa centrale evidenziano infatti una persistente dominanza anticiclonica sul bacino centrale del Mediterraneo, con possibile mantenimento di temperature superiori alla media almeno fino al primo weekend di marzo (indicativamente 7-8 marzo). Eventuali variazioni circolatorie andranno valutate nei prossimi aggiornamenti.
In ogni caso, una eventuale irruzione fredda tardiva non sarebbe sufficiente a modificare il bilancio complessivo di una stagione invernale piuttosto mite. Episodi freddi a fine inverno rientrano nella normale variabilità meteorologica del periodo.
Nota importante sulle temperature minime notturne e al primo mattino
È opportuno non lasciarsi trarre in inganno dalle temperature registrate al primo mattino nelle aree interne pedemontane della regione.
In presenza di alta pressione, specie con cieli sereni e ventilazione debole o assente, si formano facilmente inversioni termiche notturne: l’aria più fredda e densa ristagna nei bassi strati, soprattutto nei fondovalle appenninici e/o dell’antiappennino, determinando minime basse e fredde anche in un contesto generale mite dal sapore primaverile.
Basta però salire al di sopra dello strato di inversione (indicativamente oltre i 900-1000 metri, variabile in base alla struttura termica) per osservare un aumento della temperatura con la quota.
Non è raro, in queste situazioni, registrare 0 o 1°C in una conca urbana come Roma Salone o gli Altipiani di Arcinazzo, contemporaneamente +5/+6°C a quote più elevate in montagna oltre i 1200-1500 metri di altitudine.
L’anomalia termica associata al promontorio di alta pressione si manifesta soprattutto in quota, dove la subsidenza atmosferica comprime e riscalda l’aria.
Nelle vallate il freddo notturno può restare intrappolato vicino al suolo e mascherare l’anomalia presente in quota, specie nella stagione invernale.
Il freddo percepito in pianura e/o collina nelle prime ore del mattino non contraddice quindi la presenza di temperature oltre la media in atmosfera, poiché si tratta di un effetto locale legato alla stratificazione stabile dei bassi strati, con nessuna irruzione fredda in corso.

