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Analisi meteo

L’alta pressione mostra le prime crepe, con temporali e ritorno della neve in montagna, ecco i dettagli meteo per il Lazio

Avrà inizio un graduale indebolimento dell’alta pressione, con un possibile cambio di circolazione nella settimana a causa di correnti nord-atlantiche verso il Mediterraneo tra il 14 e il 17 marzo con instabilità diffusa, calo termico moderato e neve inizialmente oltre i 1500 metri

La settimana precedente è stata contrassegnata dalla persistente presenza di un campo anticiclonico di matrice subtropicale, con aria mite convogliata verso l’Italia in concomitanza con una circolazione ciclonica rimasta collocata, almeno fino al weekend, a ridosso della Spagna.
Questa configurazione ha favorito il trasporto di ingenti quantità di polvere desertica verso l’Europa centrale.
Uno scenario dominato dall’alta pressione che ha iniziato a mostrare i primi segnali di indebolimento dalla giornata di domenica 8 marzo, con l’ingresso di aria leggermente più fresca in quota. Tale dinamica ha contribuito a favorire locali accentuazioni dell’instabilità pomeridiana a ridosso dei rilievi montuosi su buona parte delle regioni centrali italiane.
Un temporale isolato, difatti, non è mancato nei dintorni della Capitale, accompagnato da deboli grandinate e brevi rovesci di pioggia.
Fenomeni analoghi si sono osservati anche nelle aree interne del Lazio meridionale, tra i Monti Lepini, Colli Albani e la provincia di Frosinone.
Uno scenario piuttosto simile era atteso anche nel corso della giornata di lunedì 9 marzo, quando gli effetti dell’aria più fresca in quota, in contrasto con le temperature relativamente miti presenti nei bassi strati, potranno rendere l’atmosfera localmente instabile, con qualche accenno temporalesco sul nostro territorio regionale.

Almeno fino a mercoledì 11, giovedì 12 e venerdì 13 marzo questo assetto atmosferico dovrebbe mantenersi sostanzialmente invariato: un promontorio anticiclonico ben strutturato e robusto sull’Europa centro-orientale, ma più debole sui settori italiani.
In tale contesto non si esclude lo sviluppo di temporali isolati sui settori appenninici e subappenninici tra Lazio, Abruzzo e Molise, oppure lungo alcune zone costiere qualora le condizioni locali dovessero favorire l’innesco dei temporali almeno nella giornata di giovedì.

Tuttavia, da metà settimana, nello scenario euro-atlantico inizieranno a manifestarsi manovre più significative da parte di una vasta circolazione ciclonica extratropicale con baricentro tra l’Islanda, Isole Britanniche e la Penisola Scandinava
Le correnti atlantiche più fredde inizieranno progressivamente a dispiegarsi da nord-ovest verso la Francia settentrionale, sospingendo un esteso fronte freddo sulle pianure dell’Europa centrale a partire dalla mattinata di venerdì 13 marzo

I primi effetti potranno manifestarsi in prossimità dell’Italia settentrionale entro il primo pomeriggio di venerdì, con precipitazioni nevose sul comparto alpino occidentale e un marginale rischio temporalesco sulle rispettive pianure del nord.
L’aria più fredda, valicando l’arco alpino, subirà tuttavia un parziale ridimensionamento, influenzata sia dagli ostacoli orografici italiani sia dalla presenza di mari relativamente più caldi, che tenderanno a mitigare in parte questa prima irruzione fredda.

La perturbazione dovrebbe raggiungere le regioni centrali tirreniche entro sabato 14 marzo.

Si tratterà a tutti gli effetti di un primo cambio di circolazione tipicamente primaverile: non si esclude infatti il ritorno di nevicate tardive sui rilievi più elevati, indicativamente al di sopra dei 1500-1800 metri.
Per quanto riguarda la distribuzione e l’intensità delle precipitazioni sarà necessario attendere ulteriori aggiornamenti modellistici, poiché a questa distanza temporale il grado di attendibilità previsionale risulta ancora limitato.
Questo primo impulso perturbato dovrebbe risultare piuttosto rapido nel suo transito, con tendenza ad abbandonare le regioni centrali italiane già entro le ore serali di sabato.

Qualora si dovesse sviluppare un minimo di bassa pressione sul medio Tirreno o nelle aree limitrofe, da sabato sera i venti potrebbero ruotare dai quadranti nord-orientali (Grecale), favorendo un afflusso più deciso di aria fredda nei bassi strati sull’Appennino centrale.
In tale scenario non si escludono brevi nevicate tra Lazio e Abruzzo, con quota neve che potrebbe temporaneamente scendere intorno ai 1200 metri dalla mattina di domenica 15 marzo.

TENDENZA METEO GENERALE PER LA PROSSIMA SETTIMANA

All’inizio della prossima settimana il flusso nord-atlantico, piuttosto perturbato, potrebbe continuare a influenzare il Mediterraneo con traiettoria da NW verso SE.
Ne conseguirebbe l’afflusso di correnti più fredde di Maestrale e/o Tramontana verso le Alpi centrali, con apporto di aria fredda di origine polare marittima, comunque priva di caratteristiche tipicamente invernali o di gelo.

Il calo termico atteso dovrebbe risultare moderato, nell’ordine di circa 4-5°C rispetto ai valori registrati nei primi giorni di marzo.
Una seconda perturbazione potrebbe inoltre attraversare l’Italia tra la giornata di lunedì 16 e quella di martedì 17 marzo, con precipitazioni diffuse e fenomeni localmente temporaleschi anche sulle regioni centrali.
Parallelamente, il campo di alta pressione nord-africano potrebbe tentare una nuova espansione lungo i meridiani tra la Spagna e il Mediterraneo occidentale nel corso della prossima settimana.
Questo possibile contrasto tra le correnti atlantiche e le rimonte subtropicali renderebbe lo scenario atmosferico più dinamico e al tempo stesso meno prevedibile nel medio termine, favorendo ondulazioni del flusso perturbato e la possibile formazione di circolazioni cicloniche chiuse.
Si tratta tuttavia di una tendenza evolutiva ancora soggetta a elevata variabilità previsionale, che dovrà essere confermata o eventualmente ridimensionata sulla base dei prossimi aggiornamenti modellistici.

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.