Tendenza Marzo 2026: La primavera accelera
Meteo Marzo 2026: caldo e soleggiato, ma con spazio per maltempo
Resoconto termo-pluviometrico per l’andamento di Marzo 2026
Condizione media più probabile
- Temperatura: Sopra la norma
- Precipitazioni: Nella norma o poco al di sotto
- Regime: NAO+, Atlantic Ridge (1)
Condizione di nevosità più probabile per almeno un episodio
- Pianura (0 – 300 mslm): assente
- Collina (300 – 600 mslm): assente
Accumulo totale più probabile di neve (sezione pertinente alla montagna)
- Bassa montagna (600 – 1000 mslm): scarsa (<5 cm)
- Media montagna (1000 – 1500 mslm): relativamente abbondante (<20 cm)
- Alta montagna (>1500 mslm): moderata (< 30 cm)
Analisi sintetica per la proiezione di Marzo 2026
Prima metà: mite e soleggiato
Il mese di Marzo inizia generalmente asciutto, qualche giornata nuvolosa con piogge su aree ristrette (sebbene localmente ancora abbondanti), per lo più soleggiato e con primi rovesci di calore a carattere diurno, tipici della bella stagione, accompagnati da brezze di mare. Temperature sopra la norma, con valori diurni spesso sui 16-18 gradi e notturni sugli 8-12 gradi. Il caldo di alcune giornate risulta estremo per il periodo, specie per le minime molto alte
Seconda metà: ritorno più deciso delle piogge?
Tra il 15 ed il 20 Marzo dei veloci peggioramenti più organizzati saranno possibili. Piogge, temperature in calo e ritorno di qualche nevicata in appennino fin sui 1200 metri. Temperature inizialmente ancora alte specie di notte, ma poi in calo sotto i 10 gradi anche nei valori massimi all’ingresso dell’aria fredda. Dopo il 20 Marzo le temperature ed il tempo continueranno ad essere ballerini: un peggioramento più organizzato e persistente potrebbe coinvolgere la regione e la decade risulterebbe in larga parte piovosa. Le temperature sarebbero in nuova salita all’arrivo del maltempo e sopra la media ma poi di nuovo in calo e con nuova neve appenninica fin sui 1200 metri, difficilmente più in basso. Temperature quindi in questa fase anche sotto la media su valori vicini a quelli invernali all’ingresso dell’aria fredda, sebbene solo in occasione di giornate di cielo coperto. Nei momenti più freddi gelate nottetempo possibili solo nei fondovalle delle zone appenniniche e delle valli fluviali interne in presenza di rasserenamenti notturni. Sebbene sotto la media quindi freddo ordinario nella variabilità tipica del periodo.
Analisi sintetica della circolazione atmosferica (per esperti e curiosi)
Il mese di Marzo presenta come caratteristica saliente quella di una decisa salita dell’indice NAO (Immagine 1)
Immagine 1: grafico NAO La NAO, che fino a metà Febbraio era stata neutra o leggermente negativa, dalla fine dello scorso mese ha avuto un forte rialzo fino al valore di +2 e si assesta intorno a +1 almeno sin verso il 20 di Marzo. Era nelle attese di questa stagione invernale (primo trimestre del 2026) un valore di NAO medio tra 0 e +1. Il Mese di Marzo alza l’asticella dell’indice che dunque si confermerà in questo range di valori. Questo si traduce in un deciso approfondimento delle depressioni tra Groenlandia e Islanda. Il flusso atlantico quindi si ritira più a nord rispetto alla precedente parte dell’Inverno e il maltempo si esaurisce. Sui nostri mari avremo soltanto delle blande circolazioni cicloniche sia al suolo che in quota, con la comparsa quindi dei primi rovesci a carattere diurno laddove le giornate fossero soleggiate, altrimenti cieli per lo più velati per via dei fronti in azione sul sud Italia. Per quanto riguarda l’EA invece, che indica la possibilità di blocchi sul nord Atlantico, il valore di Febbraio è risultato essere decisamente positivo, il che testimonia bene l’intensità del flusso atlantico che rispetto a Gennaio ha preso di mira maggiormente le isole britanniche, mentre in Italia ha lasciato il posto all’anticiclone africano (immagine 2)
Immagine 2, EA: secondo pannello prima riga. A Febbraio forte risalita dell’EA L’aumento dell’EA a Febbraio sta producendo effetti anche sul grafico della media trimestrale, mostrato nell’immagine 3
Si può vedere che l’ultimo valore, aggiornato a Febbraio, mostra una forte risalita fino a +2 del suo valore. Di per se la salita dell’EA rispetto all’inizio dell’Inverno, quando è stato raggiunto un minimo locale con il maltempo e poi freddo sotto le feste di Natale, è pura variabilità meteorologica. Il valore però eccessivamente alto di EA viene dal contesto climatico attuale di probabile influenza antropica che tiene l’EA su valori medi decisamente positivi che persistono sul lungo periodo. Poichè la Nina, che sebbene in remissione continuerà a influenzare il tempo primaverile, tende a tenere l’EA medio stagionale più basso, il picco di EA raggiunto in Febbraio sarà solo temporaneo. Per cui Marzo è lecito attendersi in EA+ ma con un valore medio mensile che dovrebbe essere simile a quello di Gennaio, quindi delle circolazioni cicloniche dovrebbero trovare spazio sul Mediterraneo. A differenza di Gennaio però eventuali fasi di EA neutro o negativo in Marzo si incastrerebbero con una NAO positiva: per cui le circolazioni cicloniche sul Mediterraneo non sarebbero frutto della diretta ingerenza del flusso atlantico, è invece più probabile che possano esservi degli affondi di aria polare marittima che va poi ad isolarsi sul Mediterraneo contestualmente alla salita dell’anticiclone dalle Azzorre verso le isole britanniche (rotture d’onda anticicloniche (2)). Questo dovrebbe avvenire soprattutto in terza decade, mentre tra il 7 e il 20 Marzo l’EA si riproporrà positivo andando dunque a portare la media mensile, come detto, in positivo e su valori simili a quelli di Gennaio, con la terza decade che vedrebbe un passaggio dell’EA in negativo a stemperare l’anomalia positiva della parte centrale. Dalla Stratosfera nessun contributo, sebbene infatti attualmente stia iniziando una inversione dei venti zonali a 10 hpa attraverso una dinamica di split (non mostrato), è pur vero che dalla rappresentazione della colonna del vortice polare si nota come lo split a 10 hpa sia completamente scollegato dalla dinamica dei piani inferiori, e nel determinismo dei modelli non c’è traccia di effetti sulla dinamica troposferica. Inoltre è probabile a questo punto che il final warming possa essere di tipo radiativo ed avvenire fuori dall’inverno. Questo aspetto verrà riaggiornato nella tendenza per la Primavera, comunque al di fuori del mese di Marzo. Note:
- Nella sezione pattern si vuole dare una probabilità del pattern, anche noto come Weather Regime, più probabile. I pattern di riferimento sul settore euro-atlantico sono 4: anticiclone groenlandese (associabile alla NAO-); zonale (associabile alla NAO+); promontorio atlantico (Atlantic Ridge); blocco scandinavo (Scandinavian Blocking). L’insieme di questi 4 pattern spiega il 55% della variabilità euro-atlantica e se ne cerca una loro frequenza di occorrenza. La stagionale si basa dunque su queste 4 definizioni di pattern, i cui risvolti climatici su scala regionale continentale sono stati ampiamente studiati in letteratura. Una definizione ne viene data al seguente link https://confluence.ecmwf.int/display/FUG/Regime+Charts
- I concetti di critical line e turning line sono strettamente legati al profilo latitudinale di vento zonale medio. Nella normalità il vento zonale medio aumenta con la latitudine. Questo crea una variazione nell’ambiente in cui le onde di Rossby sono immerse, per un’onda che sale di latitudine. Se il vento zonale medio si fa troppo intenso, l’onda viene riflessa (tale latitudine di riflessione rappresenta una turning line). è possibile osservare gli anticicloni salire di latitudine e la loro ascesa venir bloccata dal passaggio di profonde vorticità polari. Viceversa se il vento zonale medio si indebolisce salendo di latitudine, è possibile trovare una critical line, una latitudine alla quale, se raggiunta dall’anticiclone, questo si rompe provocando quello che in gergo viene chiamato “taglio alla radice” dell’anticiclone che si è elevato di latitudine. Alla formazione di una critical line segue dunque l’isolamento di un’alta pressione polare. Di conseguenza se il vortice polare è molto debole e si associa ad un vento zonale medio piuttosto basso o persino invertito salendo di latitudine si formerà una critical line che solitamente si associa ad un pattern di NAO negativa, con l’isolamento di una cellula anticiclonica sulla Groenlandia. Questo si combina con il numero d’onda elevato (superiore a 5) che caratterizza una condizione di vento zonale medio debole. Le onde corte hanno velocità di gruppo positiva e viaggiano dunque da ovest verso est, questo si traduce in un moto verso est delle depressioni atlantiche (wave-breaking ciclonici). I pattern di Atlantic Ridge e Scandinavian Blocking che incontrano una critical line si portano dunque generalmente sulla Groenlandia evolvendo in una NAO negativa. Se il vortice polare ha una struttura regolare (vento zonale medio che aumenta salendo di latitudine) ma senza essere più forte della norma, le onde che viaggiano verso nord incontrano una turning line oltre i 70 nord che blocca la salita dell’anticiclone alle latitudini subpolari (wave-breaking anticiclonici), da cui la formazione dei pattern di Atlantic Ridge o Scandinavian Blocking. Questo si combina con un numero d’onda basso (compreso tra 2 e 4) che caratterizza una situazione di vento zonale medio vicino alla norma e la velocità di gruppo è negativa. Questi pattern evolvono solitamente da est ad ovest, e lo Scandinavian Blocking evolve in un Atlantic Ridge. Se il vortice polare è molto forte e il vento zonale medio è intenso, la turning line scende di latitudine all’Europa centrale (fino a 50-60 nord) e la riflessione d’onda blocca gli anticicloni sull’Europa meridionale, da cui il pattern di NAO+. Tale scenario ha numero d’onda 1, è lineare e l’attività d’onda è assente. Il concetto di critical e turning line è valido anche in riferimento al profilo altitudinale di vento zonale medio.
DISCLAIMER:
Questa previsione vuole dare un’indicazione probabilistica di cosa potrebbe avvenire, infatti solo i calcolatori sono in grado di darci l’esatto risultato finale e calcolare con precisione l’interazione tra tutte le forzanti climatiche in gioco