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Analisi meteo

Ultimo colpo d’inverno atteso nella settimana, con marcato calo termico e neve in montagna nel Lazio

Per tutta la settimana continuerà a soffiare il Grecale, caleranno le temperature di circa 5°C, con nevicate fino a 800-900 metri entro metà settimana tra Lazio e Abruzzo, in un contesto termico più fresco e tardo invernale

Dallo scorso weekend una circolazione ciclonica ha preso forma sui mari occidentali italiani, attivando una sostenuta ventilazione di Scirocco (SE) su tutto il Mar Tirreno centrale e lungo parte delle coste laziali, con cieli spesso molto nuvolosi associati a qualche debole pioggia localizzata e a temporanee schiarite.
Una variabilità meteorologica piuttosto frequente quando sul Mediterraneo siamo alle prese con minimi di bassa pressione isolati: in questi casi i venti tendono spesso a cambiare direzione anche rapidamente, rendendo gli scenari meteorologici molto dinamici perfino nel giro di 2-3 giorni.

Dalla notte di domenica e nelle prime ore di lunedì 16 marzo, l’allontanamento del minimo ciclonico verso i mari meridionali italiani sta favorendo una nuova rotazione dei venti al livello del suolo, che tendono a disporsi dai quadranti nord-orientali (Grecale) dall’Adriatico verso i settori appenninici centrali italiani.

La perturbazione rimarrà attiva sui bacini meridionali italiani almeno per buona parte della settimana, mentre un secondo impulso perturbato, più rilevante per l’apporto di aria fredda, comincerà ad avvicinarsi da NE alle porte dell’Italia dal primo pomeriggio di martedì 17 marzo.

Tale minimo di bassa pressione si muoverà in moto retrogrado verso SSW, una discesa favorita da un deciso inserimento dell’alta pressione subtropicale verso la Penisola Scandinava e la Russia europea.

Dal pomeriggio/sera di martedì 17 marzo l’ingresso di aria fredda di origine artica, in parte continentalizzata e secca, diventerà piuttosto evidente entro le ore tardo serali e notturne.

Il calo termico sarà di circa 5°C: le temperature massime giornaliere su gran parte delle pianure del Lazio difficilmente supereranno i 14-15°C da mercoledì 18 marzo, con minime notturne altrettanto più fresche attorno ai 6°C al livello del mare.
Proprio da mercoledì mattina tenderà inoltre a isolarsi una nuova circolazione ciclonica a ridosso del Mar Tirreno meridionale, con rischio di un considerevole calo della pressione atmosferica e un rinforzo dei venti di Grecale, che potranno imperversare con intensità di burrasca sui settori montuosi appenninici e subappenninici della regione, con raffiche massime tra mercoledì sera e giovedì mattina (18-19 marzo) oltre gli 80 km/h.
Per quanto riguarda le precipitazioni, lo scenario presenta ancora diverse incertezze sull’esatta collocazione. A ridosso delle regioni centrali tirreniche i fenomeni piovosi potranno risultare più sparsi e di breve durata, essendo queste aree più riparate dall’orografia appenninica rispetto ai versanti adriatici, maggiormente esposti alle correnti fredde nord-orientali e quindi a una più elevata probabilità di precipitazioni intense.
Nel corso della giornata di mercoledì 18 marzo le precipitazioni tenderanno a concentrarsi maggiormente sulle regioni centrali al confine con l’Abruzzo, dove oltre alle piogge e a qualche temporale tornerà persino la neve, con accumuli significativi in alta montagna al di sopra dei 1200-1300 metri, più contenuti sotto i 1000 metri.

APPROFONDIMENTO METEO PRELIMINARE SULLE NEVICATE ATTESE DA MERCOLEDÌ 18 MARZO

La neve potrà cadere anche a quote di bassa montagna in presenza di rovesci più intensi. Anche sui rilievi del Lazio potranno formarsi addensamenti nuvolosi, con possibili precipitazioni nevose a ridosso dei principali comprensori sciistici della regione,
Dal Terminillo (RI)Monti Reatini saranno possibili fiocchi fino ai versanti Leonessani dai circa 800-900 metri di altezza. Qualche fiocco misto a pioggia o neve bagnata potrà verificarsi anche dai 700 metri nei dintorni di Leonessa fino alle aree di Amatrice ai piedi del massiccio della Laga, con accumuli generalmente deboli o al più moderati in quota (circa 10-15 cm) entro mercoledì sera.
Situazione analoga sui Monti del Cicolano, con possibili brevi nevicate da sfondamento orografico tra mercoledì notte e giovedì mattina sulle valli antistanti dai 800-900 metri circa, dove le temperature saranno prossime agli 0°C o poco superiori.

I fenomeni nevosi, rispetto all’estremo nord-est dell’entroterra Reatino, risulteranno in ogni caso più circoscritti e deboli, con accumuli generalmente compresi tra 2-5 cm.

Nevicate isolate e deboli anche sui restanti settori montuosi orientali dei Simbruini (a est delle Campagne Romane), con possibili brevi nevicate coreografiche tra Livata e Campaegli (RM), fino alle località dell’Alta Ciociaria tra Campo Staffi – Filettino (FR) e Campocatino sopra Guarcino (FR).
Le temperature tenderanno a toccare gli 0°C dai 900 metri di altezza, con valori più freddi e localmente sottozero sui settori montuosi maggiormente esposti a NNE, laddove l’apporto di aria fredda superficiale dovrebbe risultare più marcato almeno fino a giovedì mattina.

Fiocchi possibili anche sui rilievi dell’Alta Valle di Comino dai 1000 metri di altezza, con qualche leggero accumulo sulle località dei Tre Confini, dal Valico di Forca d’Acero e sulle Mainarde, comprese le rispettive città pedemontane sui versanti abruzzesi (Opi, Pescasseroli, Barrea ecc.), collocate comunque a quote superiori ai 900 metri.

 

Nel corso della mattinata di giovedì 19 marzo la circolazione ciclonica tenderà ad allontanarsi piuttosto rapidamente dall’Italia centrale, dirigendosi verso il Mar Ionio nel pomeriggio.
I cieli torneranno gradualmente a schiarirsi su tutto il Lazio e parte dell’Abruzzo, con rasserenamenti accompagnati da un aumento delle temperature massime, che favorirà con molta probabilità una rapida fusione del manto nevoso presente al suolo dalla giornata precedente.
La ventilazione rimarrà tuttavia nord-orientale di Grecale, ancora secca e fresca.
Il debole aumento termico sarà dovuto principalmente all’irraggiamento diurno e non a un cambio della ventilazione: dalla sera infatti le temperature minime continueranno a rimanere piuttosto fresche, attorno ai 56°C in pianura.

Venerdì 20 marzo i venti saranno ancora disposti dai quadranti nord-orientali, con cieli generalmente sereni al mattino in un campo di pressione senza variazioni di rilievo rispetto alla giornata di giovedì.
Andranno monitorati soltanto eventuali annuvolamenti pomeridiani legati a locale instabilità diurna sui rilievi montuosi, con possibili piogge sparse anche di natura temporalesca.
Sui settori appenninici tra Lazio e Abruzzo potranno verificarsi nevicate dai 1400-1500 metri, oppure rovesci di graupel sulle aree pedemontane.
L’attendibilità, in ogni caso, risulta ancora piuttosto bassa vista la distanza temporale dall’evento; pertanto non si escludono possibili ridimensionamenti negli scenari descritti.

TENDENZA METEO GENERALE PROSSIMO WEEKEND

Dal prossimo fine settimana l’evoluzione meteorologica si farà più incerta e complessa

Persisterà un marcato blocco alto-pressorio alle alte latitudini baltiche e scandinave, con diverse figure depressionarie che rimarranno bloccate tra l’Europa centrale e parte del Mediterraneo.
Da sabato 21 marzo una nuova depressione potrebbe raggiungere l’arco alpino centrale, favorendo ancora lo stazionamento di aria più fresca nei bassi strati dell’atmosfera, con temperature sotto la media (di circa -4/-5°C) su buona parte del territorio nazionale.
Le fasi di maltempo potrebbero concentrarsi soprattutto sulle regioni settentrionali italiane, mentre al Centro-Sud saranno più probabili condizioni relativamente tranquille e poco movimentate sul fronte delle precipitazioni.
Per domenica 22 marzo la figura depressionaria (evidenziata nell’ultima immagini in alto), qualora dovesse attraversare il Nord Italia, andrà monitorata attentamente nella traiettoria: la sua esatta collocazione sarà infatti cruciale per definire con maggiore attendibilità le condizioni meteo attese.
Al momento si tratta soltanto di una tendenza generale suscettibile a importanti margini di incertezza; saranno quindi possibili modifiche allo scenario nel corso della settimana.

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Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.