Irrompe aria artica: nuova fase fredda sull’Italia centrale, prima del grande caldo?
Ulteriori masse d’aria fredda risultano in arrivo dalle alte latitudini continentali, tanta neve sull’Appennino e possibile minimo ciclonico sul Tirreno attivo per buona parte della settimana
L’anticiclone delle Azzorre, presente sull’Atlantico fin dall’inizio della settimana, risulterà in deciso rafforzamento, con massimi di pressione atmosferica che potranno superare i 1040 hPa tra il Portogallo e la Penisola Iberica.
Dal pomeriggio di lunedì 30 marzo, il campo anticiclonico tenderà ad estendersi verso il Nord Atlantico, inglobando progressivamente anche le Isole Britanniche e le coste occidentali della Scandinavia entro la fine del mese.
DISCESA DI ARIA FREDDA E CONFIGURAZIONE BARICA
A causa di questa espansione verso nord dell’anticiclone, si favorirà con buona probabilità una nuova discesa di aria fredda di origine artica verso le basse latitudini europee.
Il flusso freddo interesserà inizialmente i settori balcanici, per poi dirigersi verso il Mar Adriatico e raggiungere successivamente le regioni centrali italiane.
EFFETTI SUL LAZIO
I primi effetti saranno possibili già dal pomeriggio/sera di lunedì 30 marzo, soprattutto a ridosso dei rilievi appenninici centrali, con annuvolamenti associati a locali rovesci o brevi temporali.
Contestualmente si assisterà a un calo delle temperature, più evidente nei valori minimi notturni.
Dalla mattina di martedì 31 marzo saranno possibili nevicate sparse oltre i 900-950 metri, in particolare sui settori più interni del Lazio nord-orientale (Reatino, Cicolano, Leonessano ed entroterra amatriciano, ai piedi della Laga).
In queste aree, specie oltre i 900-1000 metri, potranno verificarsi gli accumuli nevosi più significativi.
VENTI E CICLOGENESI SUL TIRRENO
Con l’afflusso dell’aria fredda a ridosso dell’Appennino centrale e il successivo sfondamento verso i versanti tirrenici, si osserverà un rinforzo deciso della ventilazione nord-orientale (Grecale).
In tale contesto non si esclude la possibile formazione di un minimo ciclonico di natura orografica sul basso Tirreno, poco al largo delle coste laziali.
Questo processo sarà favorito anche da temperature superficiali marine relativamente elevate per il periodo, che possono contribuire a un ulteriore calo della pressione atmosferica.
CONFIGURAZIONE E DISTRIBUZIONE DEI FENOMENI
In base alla collocazione del minimo ciclonico, il Lazio si troverà prevalentemente sotto un flusso freddo e secco nord-orientale, con:
• cieli poco nuvolosi o velati sulle principali pianure e aree collinari laziali
• bassa probabilità di precipitazioni
• clima fresco e ventilato
Maggiore variabilità interesserà invece i settori appenninici al confine con l’Abruzzo, dove saranno possibili rovesci nevosi sporadici in alta montagna almeno fino a giovedì 2 aprile.
Si tratterà prevalentemente di fenomeni da stau e sfondamento orografico.
VERSANTI ADRIATICI E AREE DI CONFINE
Sui versanti adriatici tra Abruzzo e Molise, la neve risulterà più diffusa e consistente, con possibili episodi fino a quote collinari (localmente sotto gli 800-900 metri).
Nevicate più abbondanti sono attese:
• tra il Lazio meridionale e l’Abruzzo (area dei Tre Confini – Forca d’Acero FR-AQ)
• nelle località appenniniche come Pescasseroli, Opi, Barrea (AQ) ecc.
A quote superiori ai 900-1000 metri saranno possibili accumuli anche superiori ai 20 cm, mentre oltre i 1200 metri (Mainarde e rilievi maggiori) gli accumuli complessivi potranno localmente superare i 30-40 cm totali.
EVOLUZIONE SUCCESSIVA FINE SETTIMANA
L’afflusso di aria fredda tenderà ad attenuarsi sul Mediterraneo centrale a partire da venerdì 3 aprile.
Nel corso del weekend (Pasqua: 4-5 aprile), una moderata rimonta anticiclonica dalla Penisola Iberica verso il Mediterraneo occidentale potrà favorire un miglioramento delle condizioni meteo.
Tra Pasqua e Pasquetta (lunedì 6 aprile) è possibile l’affermazione di un promontorio di alta pressione di matrice subtropicale (nord africano), con condizioni più miti e tipicamente primaverili.
TENDENZA GENERALE (6–10 APRILE)
Gli scenari a medio-lungo termine suggeriscono un possibile consolidamento dell’alta pressione nord-africana sull’Italia.
Qualora tale configurazione si strutturasse a tutte le quote, si potrebbe instaurare un periodo più stabile e soleggiato su gran parte del territorio nazionale.
Tuttavia, impulsi di aria più fresca dal Nord Atlantico potrebbero tentare di indebolire questo assetto, rendendo l’evoluzione ancora incerta.
Sarà quindi necessario attendere i primi giorni di aprile per capire se prevarrà una fase stabile e più calda, oppure un contesto più dinamico con infiltrazioni atlantiche.




