Meteo Aprile 2026: caldo sopra media ma anche variabilità nel Lazio
Le previsioni meteo per Aprile 2026 nel Lazio indicano un mese caratterizzato da temperature sopra la media e una variabilità tipica della stagione primaverile.
Resoconto termo-pluviometrico per l’andamento di Aprile 2026
Condizione media più probabile
- Temperatura: Sopra la norma
- Precipitazioni: Nella norma o poco al di sotto
- Regime: Atlantic Ridge (1), NAO-
Condizione di nevosità più probabile per almeno un episodio
- Pianura (0 – 300 mslm): assente
- Collina (300 – 600 mslm): assente
Accumulo totale più probabile di neve (sezione pertinente alla montagna)
- Bassa montagna (600 – 1000 mslm): assente
- Media montagna (1000 – 1500 mslm): molto scarsa (<5 cm)
- Alta montagna (>1500 mslm): scarsa (< 10 cm, superiore solo sulle vette più alte della regione)
Analisi sintetica per la proiezione di Aprile 2026
Prima metà: temperature in graduale e forte rialzo
Il mese di Aprile è iniziato con temperature tipiche di inizio Marzo e forti venti di tramontana, proseguendo la fase fredda che ha dominato la terza decade del mese precedente. È però velocemente subentrato l’anticiclone, tanto che dal giorno di Pasqua le temperature sono salite sopra la media sebbene accompagnate ancora da venti di tramontana. Anche i venti da nord alla fine hanno lasciato spazio a caldo e venti a regime di brezza, con minime salite sui 12-14 gradi e massime fin sui 20-22 diffusamente, valori tipici di fine maggio e con qualche giornata di caldo anche estremo per il periodo. Nel periodo dal 12 al 16 Aprile una perturbazione mediterranea porterà dapprima cieli coperti con polveri desertiche e temperature elevate, poi piogge soprattutto sul sud della regione e successivamente rasserenamenti col ritorno della tramontana e calo termico, con temperature di nuovo in media ed estremi diffusamente sui 6-9 gradi nelle minime e 16-19 nelle massime
Seconda metà: ancora variabilità
Dopo la perturbazione e nel resto del mese le temperature continueranno ad essere ballerine sebbene non mancherà del caldo di nuovo intenso per il periodo. Il mese sarà in larga parte asciutto ma non si esclude la possibilità di primi temporali di calore in terza decade quando appare probabile che l’anticiclone delle Azzorre possa tornare a prendere temporaneamente vigore sull’oceano. Il caldo, sebbene a tratti intenso, non sembra dover essere duraturo in questa seconda parte. Temperature quindi spesso sui 18-20 gradi nei valori diurni, poche punte maggiori possibili
Analisi sintetica della circolazione atmosferica (per esperti e curiosi)

L’EA medio della stagione continua a tenersi positivo ma non eccessivamente. Si può presumere in questa sede che, come già spiegato nei mesi scorsi, questo effetto di contenimento dell’EA sia legato a La Nina che sebbene in remissione sta producendo i suoi ultimi effetti sulla circolazione atmosferica. ENSO infatti correla fortemente con le anomalie di temperatura e geopotenziale non solo del Pacifico tropicale ma anche dell’Atlantico subtropicale, suggerendo che durante la presenza de La Nina l’alta pressione subtropicale atlantica sia spesso più spostata verso nord. L’osservazione degli ultimi mesi suggerisce comunque che l’effetto del trend di fondo sulla circolazione, che lavora in maniera opposta a La Nina, sia comunque diventato dominante, per cui l’EA medio trimestrale viaggia costantemente su valori di +1 (Immagine 1).
Il mese di Marzo ha chiuso con un valore medio mensile di EA negativo, non accadeva da quasi 3 anni. Per cui è lecito attendersi un valore medio per Aprile maggiore, ma probabilmente comunque vicino alla neutralità. Le previsioni infatti continuano a dare indicazioni per il ritorno dei massimi anticiclonici sulle isole britanniche nel proseguio del mese a più riprese. Sarebbe una possibilità ben contestualizzata in un nuovo aumento dell’EA dopo il valore negativo raggiunto a Marzo, ma un aumento graduale e quindi con ancora spazio per anticicloni in spostamento verso l’atlantico centrale. In tal frangente in Italia si riproporranno venti settentrionali e con temperature nella norma o al più poco al di sotto in alcuni giorni. Occasioni anche per piogge ma al momento per la nostra regione non significative.

Il vortice polare stratosferico si sta definitivamente dissolvendo, un processo naturale che avviene in questo periodo dell’anno. In prima decade di Aprile in Troposfera le velocità zonali sono state piuttosto elevate ma dalla seconda settimana di Aprile una forte spinta anticiclonica verso la Scandinavia riporta il NAM troposferico in negativo. Dalla seconda immagine sembrerebbe che questo sia favorito dalla discesa di una linea critica (2) dalla Stratosfera, discesa iniziata Nella prima parte di Febbraio. Questo aiuta quindi anche la circolazione troposferica a transire verso la sua condizione estiva: l’erosione delle velocità zonali operata da questo anticiclone scandinavo porterà ad un aumento di pressione diffuso e persistente su tutta la zona polare. I valori di vorticità potenziale subiranno un forte calo e non avranno più modo di riprendersi. Nella seconda metà di Aprile anche la circolazione troposferica transiterà verso le tipicità del semestre caldo.

Note:
- Nella sezione pattern si vuole dare una probabilità del pattern, anche noto come Weather Regime, più probabile. I pattern di riferimento sul settore euro-atlantico sono 4: anticiclone groenlandese (associabile alla NAO-); zonale (associabile alla NAO+); promontorio atlantico (Atlantic Ridge); blocco scandinavo (Scandinavian Blocking). L’insieme di questi 4 pattern spiega il 55% della variabilità euro-atlantica e se ne cerca una loro frequenza di occorrenza. La stagionale si basa dunque su queste 4 definizioni di pattern, i cui risvolti climatici su scala regionale continentale sono stati ampiamente studiati in letteratura. Una definizione ne viene data al seguente link https://confluence.ecmwf.int/display/FUG/Regime+Charts
- I concetti di critical line e turning line sono strettamente legati al profilo latitudinale di vento zonale medio. Nella normalità il vento zonale medio aumenta con la latitudine. Questo crea una variazione nell’ambiente in cui le onde di Rossby sono immerse, per un’onda che sale di latitudine. Se il vento zonale medio si fa troppo intenso, l’onda viene riflessa (tale latitudine di riflessione rappresenta una turning line). è possibile osservare gli anticicloni salire di latitudine e la loro ascesa venir bloccata dal passaggio di profonde vorticità polari. Viceversa se il vento zonale medio si indebolisce salendo di latitudine, è possibile trovare una critical line, una latitudine alla quale, se raggiunta dall’anticiclone, questo si rompe provocando quello che in gergo viene chiamato “taglio alla radice” dell’anticiclone che si è elevato di latitudine. Alla formazione di una critical line segue dunque l’isolamento di un’alta pressione polare. Di conseguenza se il vortice polare è molto debole e si associa ad un vento zonale medio piuttosto basso o persino invertito salendo di latitudine si formerà una critical line che solitamente si associa ad un pattern di NAO negativa, con l’isolamento di una cellula anticiclonica sulla Groenlandia. Questo si combina con il numero d’onda elevato (superiore a 5) che caratterizza una condizione di vento zonale medio debole. Le onde corte hanno velocità di gruppo positiva e viaggiano dunque da ovest verso est, questo si traduce in un moto verso est delle depressioni atlantiche (wave-breaking ciclonici). I pattern di Atlantic Ridge e Scandinavian Blocking che incontrano una critical line si portano dunque generalmente sulla Groenlandia evolvendo in una NAO negativa. Se il vortice polare ha una struttura regolare (vento zonale medio che aumenta salendo di latitudine) ma senza essere più forte della norma, le onde che viaggiano verso nord incontrano una turning line oltre i 70 nord che blocca la salita dell’anticiclone alle latitudini subpolari (wave-breaking anticiclonici), da cui la formazione dei pattern di Atlantic Ridge o Scandinavian Blocking. Questo si combina con un numero d’onda basso (compreso tra 2 e 4) che caratterizza una situazione di vento zonale medio vicino alla norma e la velocità di gruppo è negativa. Questi pattern evolvono solitamente da est ad ovest, e lo Scandinavian Blocking evolve in un Atlantic Ridge. Se il vortice polare è molto forte e il vento zonale medio è intenso, la turning line scende di latitudine all’Europa centrale (fino a 50-60 nord) e la riflessione d’onda blocca gli anticicloni sull’Europa meridionale, da cui il pattern di NAO+. Tale scenario ha numero d’onda 1, è lineare e l’attività d’onda è assente. Il concetto di critical e turning line è valido anche in riferimento al profilo altitudinale di vento zonale medio.
DISCLAIMER:
Questa previsione vuole dare un’indicazione probabilistica di cosa potrebbe avvenire, infatti solo i calcolatori sono in grado di darci l’esatto risultato finale e calcolare con precisione l’interazione tra tutte le forzanti climatiche in gioco