Meteo Giugno 2026: nuova ondata di caldo africano, temperature oltre 35 gradi e poche piogge
La tendenza meteo per Giugno 2026 indica temperature sopra la media, precipitazioni inferiori alla norma e una nuova intensa fase calda nella seconda metà del mese.
Resoconto termo-pluviometrico per l’andamento di Giugno 2026
Giugno 2026 si profila come un mese più caldo della norma sul Lazio, con precipitazioni inferiori alla media. Dopo una temporanea attenuazione nella seconda settimana, una nuova ondata di calore africana potrebbe imporsi dal 17-18 giugno, con valori diffusamente oltre i 33-34°C e possibili punte superiori ai 35°C nelle zone interne.
Condizione media più probabile
- Temperatura: Sopra la norma
- Precipitazioni: Inferiori alla norma
- Regime: NAO- (1)
Analisi sintetica per la proiezione di Giugno 2026
Prima metà: anomala ondata di calore in attenuazione
La prima parte del mese di Giugno si è caratterizzata per il proseguimento dell’ondata di calore di fine Maggio, con temperature estreme per il periodo nella fase più calda e valori che hanno già abbondantemente superato i 30 gradi anche in collina, con valori fino a 32-33 diffusi sulle zone anche a media distanza dal mare. Temperature minime anch’esse elevate con persino le prime notti tropicali realizzatesi non solo sulle coste ma anche su tutti i restanti rilievi collinari della regione (minime notturne di almeno 20 gradi). Temperature poi gradualmente rientrate nella media nella seconda settimana, almeno sino al 15 si respirerà con valori diurni generalmente non oltre i 25 gradi e quelli notturni sui 15.
Seconda metà: nuova intensa ondata di calore
Appare ormai probabile dai modelli meteorologici una nuova ondata di calore che prenderebbe il via dal 17-18 giugno. Temperature che andranno ancora più su della volta precedente, nella migliore delle ipotesi i valori diurni si porterebbero diffusamente sui 33-34 gradi con punte oltre i 35 nelle zone vallive lontane dal mare (viterbese e romano interni, valle del Liri), nonchè minime notturne di nuovo oltre i 20 gradi con valori diffusi sui 22-23. Esiste la possibilità che in terza decade del mese possa esservi un aggravio della situazione con valori in progressione fino a temperature tipiche di quello che dovrebbe essere l’apice di calore estivo delle nostre zone, con valori diurni diffusamente sui 35 gradi e notti ancora calde.
L’attenuazione dell’ondata di caldo sarebbe lenta e le temperature rimarrebbero sopra la media fin verso fine mese. Il graduale indebolimento dell’anticiclone, che semplicemente sposterebbe i suoi massimi lontano dall’Italia, comporterebbe un aumento dei temporali pomeridiani a spezzare la calura, sebbene solo per alcune ore al giorno.
Analisi sintetica della circolazione atmosferica (per esperti e curiosi)

L’estate inizia sotto il segno del caldo, il mese di giugno in larga parte infatti farà registrare temperature oltre le medie. Temperature pienamente estive già ad inizio mese, ma una nuova recrudescenza la si avrà dal 17-18 quando una nuova ondata di calore africana potrebbe portare caldo anche record su gran parte dell’Europa occidentale. A partire dalla fine di Maggio si osserva un netto cambiamento delle caratteristiche generali della circolazione euro-atlantica rispetto alla primavera: torna ad intensificarsi ed abbassarsi di latitudine la storm track in uscita dal continente americano sull’oceano Atlantico. Le basse pressioni in arrivo dagli USA prendono forza, si approfondiscono molto velocemente e accelerano sopra l’oceano nel loro viaggio verso l’Europa centro-settentrionale. Un meccanismo sempre più frequente, che produce un rinforzo della cella di Hadley nonchè uno spostamento verso sud del jet in Atlantico e una sua intensificazione. I vortici atlantici mostrano approfondimenti molto veloci e fungono da pompa di calore per l’anticiclone subtropicale. I veloci approfondimenti delle depressioni producono rotture d’onda cicloniche (2), con formazione di un anticiclone sulla zona della Groenlandia e venti freddi polari dalle Svalbard che vengono richiamati sopra l’oceano Atlantico.
Nella fase iniziale dell’ondata di calore i principali centri depressionari sul medio Atlantico si portano verso le isole Britanniche. Questo vuol dire una forte salita dell’EA e l’ondata di calore viene a colpire direttamente il basso mediterraneo. Quando la depressione perde forza tende a riportarsi al polo, trasferisce la sua energia e cede spazio all’anticiclone africano che si espande verso il resto dell’Europa occidentale e si intensifica.
Questa è la fase più cruenta dell’ondata di calore che sarebbe possibile per la terza decade, con temperature record che riguarderebbero diverse zone d’Europa specie della Francia. L’anticiclone continuando a spostarsi verso l’Atlantico a fine mese comincerebbe a lasciare l’Italia un po’ più esposta a instabilità a ciclo diurno sebbene in un contesto ancora caldo, ma questo dipenderà da quanto ancora le depressioni in arrivo dall’America seguiranno come via preferenziale il medio-basso oceano Atlantico, rinnovando l’ondata di calore in Europa, oppure ritirandosi più a nord di latitudine consentendo agli anticicloni di posizionarsi tra Scandinavia ed Europa centrale. Su giugno 2026 El Nino in arrivo non ha alcun ruolo. Piuttosto l’elemento di predicibilità più forte viene ancora una volta dal trend climatico al rialzo dell’East Atlantic, che come spiegato più volte nei mesi scorsi è un indice in crescita da decenni e suggerisce come il riscaldamento globale stia andando a modificare la corrente a getto, portando proprio le depressioni atlantiche sull’oceano in uscita dall’America a seguire una traiettoria più bassa, con rapide intensificazioni, ondate di freddo persistenti dalle Svalbard sull’oceano e una forte intensificazione del Jet in ingresso in Europa. Allo stato attuale sono ormai rari i mesi che chiudono con una media mensile negativa di EA e la caratteristica distintiva dalle emissioni modellistiche visibile attualmente per giugno, al di la degli estremi termici che verranno poi raggiunti, è proprio l’intensificazione del jet subtropicale e la positività dell’EA, per cui un mese improntato al caldo (immagine 1)
Note:
- Nella sezione pattern si vuole dare una probabilità del pattern, anche noto come Weather Regime, più probabile. I pattern di riferimento sul settore euro-atlantico sono 4: anticiclone groenlandese (associabile alla NAO-); zonale (associabile alla NAO+); promontorio atlantico (Atlantic Ridge); blocco scandinavo (Scandinavian Blocking). L’insieme di questi 4 pattern spiega il 55% della variabilità euro-atlantica e se ne cerca una loro frequenza di occorrenza. La stagionale si basa dunque su queste 4 definizioni di pattern, i cui risvolti climatici su scala regionale continentale sono stati ampiamente studiati in letteratura. Una definizione ne viene data al seguente link https://confluence.ecmwf.int/display/FUG/Regime+Charts
- I concetti di critical line e turning line sono strettamente legati al profilo latitudinale di vento zonale medio. Nella normalità il vento zonale medio aumenta con la latitudine. Questo crea una variazione nell’ambiente in cui le onde di Rossby sono immerse, per un’onda che sale di latitudine. Se il vento zonale medio si fa troppo intenso, l’onda viene riflessa (tale latitudine di riflessione rappresenta una turning line). è possibile osservare gli anticicloni salire di latitudine e la loro ascesa venir bloccata dal passaggio di profonde vorticità polari. Viceversa se il vento zonale medio si indebolisce salendo di latitudine, è possibile trovare una critical line, una latitudine alla quale, se raggiunta dall’anticiclone, questo si rompe provocando quello che in gergo viene chiamato “taglio alla radice” dell’anticiclone che si è elevato di latitudine. Alla formazione di una critical line segue dunque l’isolamento di un’alta pressione polare. Di conseguenza se il vortice polare è molto debole e si associa ad un vento zonale medio piuttosto basso o persino invertito salendo di latitudine si formerà una critical line che solitamente si associa ad un pattern di NAO negativa, con l’isolamento di una cellula anticiclonica sulla Groenlandia. Questo si combina con il numero d’onda elevato (superiore a 5) che caratterizza una condizione di vento zonale medio debole. Le onde corte hanno velocità di gruppo positiva e viaggiano dunque da ovest verso est, questo si traduce in un moto verso est delle depressioni atlantiche (wave-breaking ciclonici). I pattern di Atlantic Ridge e Scandinavian Blocking che incontrano una critical line si portano dunque generalmente sulla Groenlandia evolvendo in una NAO negativa. Se il vortice polare ha una struttura regolare (vento zonale medio che aumenta salendo di latitudine) ma senza essere più forte della norma, le onde che viaggiano verso nord incontrano una turning line oltre i 70 nord che blocca la salita dell’anticiclone alle latitudini subpolari (wave-breaking anticiclonici), da cui la formazione dei pattern di Atlantic Ridge o Scandinavian Blocking. Questo si combina con un numero d’onda basso (compreso tra 2 e 4) che caratterizza una situazione di vento zonale medio vicino alla norma e la velocità di gruppo è negativa. Questi pattern evolvono solitamente da est ad ovest, e lo Scandinavian Blocking evolve in un Atlantic Ridge. Se il vortice polare è molto forte e il vento zonale medio è intenso, la turning line scende di latitudine all’Europa centrale (fino a 50-60 nord) e la riflessione d’onda blocca gli anticicloni sull’Europa meridionale, da cui il pattern di NAO+. Tale scenario ha numero d’onda 1, è lineare e l’attività d’onda è assente. Il concetto di critical e turning line è valido anche in riferimento al profilo altitudinale di vento zonale medio.
DISCLAIMER:
Questa previsione vuole dare un’indicazione probabilistica di cosa potrebbe avvenire, infatti solo i calcolatori sono in grado di darci l’esatto risultato finale e calcolare con precisione l’interazione tra tutte le forzanti climatiche in gioco