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Meteo Luglio 2026: caldo sopramedia nel Lazio, temporali e fasi africane

Luglio 2026 si profila come un mese più caldo della norma sul Lazio, ma con un caldo probabilmente meno persistente rispetto a giugno. Le precipitazioni potranno risultare mediamente nella norma, pur con forti differenze locali, perché legate soprattutto a temporali di calore e a passaggi instabili più probabili nelle aree interne e orientali della regione.

Resoconto termo-pluviometrico per l’andamento di Luglio 2026

La tendenza meteo per luglio 2026 indica temperature superiori alla norma sul Lazio, con precipitazioni mediamente nella norma ma distribuite in modo irregolare. I fenomeni continueranno infatti a presentarsi soprattutto sotto forma di temporali, più probabili nelle zone interne.

Eventuali fasi di maltempo più organizzate potranno essere legate a perturbazioni in discesa sui Balcani, in grado di lambire la nostra regione con temporali più diffusi sui settori orientali e temporanei cali delle temperature.

Condizione media più probabile

  • Temperatura: sopra la norma
  • Precipitazioni: nella norma
  • Regime: NAO- (1), NAO+

Analisi sintetica per la proiezione di Luglio 2026

Prima settimana: veloce rientro nelle medie, poi nuovo rialzo termico

Il mese di luglio inizia con un’attenuazione del caldo e con la fine della forte ondata di calore di fine giugno. Come anticipato nella tendenza del mese precedente, il caldo di fine giugno è stato particolarmente intenso sulle zone interne.

Sebbene i record di temperatura massima assoluta del giugno 2022 non siano stati battuti nelle città principali, colline e rilievi hanno registrato valori di temperatura media giornaliera paragonabili a quelli record del giugno 2022. Le minime sono risultate spesso comprese tra 23 e 25°C, mentre le massime hanno raggiunto 33-35°C in collina, con valori fino a 37°C diffusi e locali 38°C sulle piane interne.

Il calo termico seguito al fronte temporalesco del 2 luglio risulta quindi evidente, con una diminuzione di diversi gradi, ma sufficiente soltanto a riportare temporaneamente le temperature nella media.

Già dal 3 luglio i valori tornano sopra la norma, per il rapido allontanamento del debole vortice dall’Italia centrale verso il Meridione. Con la complicità di effetti favonici, le minime tornano velocemente intorno ai 20°C, fino a 22°C diffusi entro il 7-10 luglio. Le massime si porteranno nuovamente sui 31-33°C diffusi, fino a 35°C nelle pianure interne.

Si tratta di valori moderatamente, o localmente molto, sopra le medie del periodo, sebbene non insoliti per il mese di luglio. In questa fase i temporali di calore saranno rari e relegati soprattutto all’Appennino, in particolare al settore frusinate.

Seconda settimana: tra ondate di calore e fronti temporaleschi

Tra il 7 e il 15 luglio, contestualmente a una nuova ondata di calore diretta verso la Francia, sarà possibile il passaggio di un fronte temporalesco in discesa da nord verso sud, con maggiore interessamento delle aree interne del Lazio.

A seguire è atteso un calo termico di entità ancora incerta e probabilmente di breve durata. Appare infatti probabile una nuova espansione dell’anticiclone africano verso l’Italia, con valori nuovamente sui 33-35°C e punte fino a 37-38°C sulle pianure interne della regione.

Potranno quindi ripresentarsi massime intorno ai 35°C a Viterbo e fino a 37°C a Roma e Frosinone, con minime notturne sui 22-24°C.

Nonostante il caldo, in modo analogo a quanto osservato nel mese di giugno, potrebbe continuare a manifestarsi instabilità pomeridiana, con temporali in formazione sui rilievi e possibili sconfinamenti verso le zone occidentali della regione.

Seconda metà del mese: nuove fasi stabili e calde

Dopo la metà del mese è probabile il ritorno di giornate decisamente stabili e accompagnate da temperature elevate.

Sul lungo periodo la situazione sembra lasciare spazio a un nuovo episodio di maltempo organizzato, con possibile perturbazione temporalesca e temporaneo rientro nelle medie. Si tratterebbe però, al momento, soltanto di brevi pause.

La possibilità di caldo estremo resta attualmente bassa, ma il caldo moderato o forte dovrebbe ripresentarsi spesso e dominare anche la seconda parte del mese.

Restano molto poco probabili vere e proprie pause dal caldo estivo. È quindi bassa la possibilità che un’ondata fresca per il periodo possa portare le massime giornaliere al di sotto dei 30°C. Più probabile, invece, il ritorno temporaneo di giornate nella norma, con temperature diurne intorno ai 30°C e minime sui 17-19°C.

Analisi sintetica della circolazione atmosferica

Il mese di luglio porta avanti alcuni tratti generali della circolazione osservata nella terza decade di giugno. Nuove ondate di calore avranno ancora una volta la Francia come principale obiettivo, mentre rispetto al mese precedente la corrente a getto tenderà ad alzarsi leggermente di latitudine.

I massimi di pressione, sia al suolo sia a 500 hPa, tenderanno a distribuirsi non solo tra Francia e Regno Unito, ma anche tra medio Atlantico e bassa Scandinavia.

Questa parziale transizione verso un EA negativo, seppur debole e transitoria, potrebbe limitare rispetto a giugno l’apporto di aria calda africana verso l’Europa centrale. La Francia rimarrà comunque tra le aree maggiormente esposte, mentre sui Paesi mediterranei saranno nuovamente possibili deboli cali di pressione, con temporali di calore localmente diffusi in alcune giornate anche sulla nostra regione.

I temporali potranno risultare violenti, in virtù di geopotenziali ancora generalmente elevati e di temperature comunque sopra la norma.

Confronto tra giugno e luglio: cosa cambia nella circolazione?

Dal confronto tra lo scenario previsto e quello appena trascorso emerge una maggiore presenza degli anticicloni in oceano nel mese di luglio. I venti orientali in Europa limiteranno dunque l’apporto africano, sebbene questo resterà comunque presente.

Dal confronto tra lo scenario previsto e lo scenario passato si vede come gli anticicloni siano molto più presenti in oceano in questo mese di Luglio, i venti orientali in Europa limiteranno dunque l’apporto africano sebbene pur sempre presente

Il pattern apparirà maggiormente orientato verso una NAO positiva (1), con depressioni atlantiche dirette dal Canada verso la Groenlandia e l’alta Scandinavia. Questo assetto tenderà a stirare gli anticicloni fin verso il Mar Baltico, con costruzione di una debole turning line e deboli rotture d’onda anticicloniche (2).

In tale contesto, vortici colmi di aria più fresca potrebbero scendere verso i Balcani e coinvolgere marginalmente l’Italia. Al momento appare difficile un pieno coinvolgimento della nostra Penisola con temperature diurne inferiori ai 30°C, ma questa configurazione aumenta le possibilità di ingressi più freschi da est rispetto a giugno.

In questo modo la potenza delle ondate di calore, pur presenti, verrebbe limitata, mentre le piogge potrebbero mantenersi nella norma o anche localmente al di sopra su alcune aree della regione.

EA, El Niño e variabilità euro-atlantica

La salita latitudinale della corrente a getto rispetto a giugno, seppur timida, va contro gli effetti dell’El Niño su di essa.

Come indicato anche nella tendenza trimestrale, gli effetti dell’El Niño in arrivo si manifesterebbero soprattutto dall’autunno e, al più, dal mese di agosto. Il presunto calo dell’EA nel mese di luglio sarebbe quindi spiegabile come normale variabilità euro-atlantica dopo il forte rialzo osservato tra maggio e giugno.

In condizioni circolatorie ancora non pienamente influenzate da El Niño, tale indice climatico tende mediamente a mantenersi più basso nella media stagionale. Dopo gli elevati valori dei due mesi precedenti, il calo atteso a luglio è quindi spiegabile con la normale media climatica stagionale ancora relativamente bassa.

Il valore di luglio andrà dunque ad attenuare la forte anomalia positiva dell’EA dei due mesi precedenti.

EA medio trimestrale debolmente positivo dallo scorso inverno. Dopo il forte rialzo iniziato a Maggio e consolidatosi a Giugno, è possibile che a Luglio ci sia un calo a compensare i due mesi precedenti e tenere l’indice ancora debolmente positivo.

Note

  1. Nella sezione pattern si vuole dare una probabilità del pattern, anche noto come Weather Regime, più probabile. I pattern di riferimento sul settore euro-atlantico sono quattro: anticiclone groenlandese, associabile alla NAO-; zonale, associabile alla NAO+; promontorio atlantico, o Atlantic Ridge; blocco scandinavo, o Scandinavian Blocking. L’insieme di questi quattro pattern spiega il 55% della variabilità euro-atlantica e se ne cerca una frequenza di occorrenza. La stagionale si basa dunque su queste definizioni di pattern, i cui risvolti climatici su scala regionale continentale sono stati ampiamente studiati in letteratura. Una definizione è disponibile al seguente link: ECMWF Regime Charts.
  2. I concetti di critical line e turning line sono strettamente legati al profilo latitudinale di vento zonale medio. Nella normalità, il vento zonale medio aumenta con la latitudine. Questo crea una variazione nell’ambiente in cui le onde di Rossby sono immerse quando un’onda sale di latitudine. Se il vento zonale medio diventa troppo intenso, l’onda viene riflessa: tale latitudine di riflessione rappresenta una turning line. Viceversa, se il vento zonale medio si indebolisce salendo di latitudine, è possibile trovare una critical line, cioè una latitudine alla quale, se raggiunta dall’anticiclone, questo si rompe provocando quello che in gergo viene chiamato “taglio alla radice” dell’anticiclone elevato di latitudine. Alla formazione di una critical line segue dunque l’isolamento di un’alta pressione polare.
  3. Se il vortice polare è molto debole e si associa a un vento zonale medio piuttosto basso, o persino invertito salendo di latitudine, si formerà una critical line, solitamente associata a un pattern di NAO negativa con isolamento di una cellula anticiclonica sulla Groenlandia. Questo si combina con un numero d’onda elevato, superiore a 5, tipico di una condizione di vento zonale medio debole. Le onde corte hanno velocità di gruppo positiva e viaggiano dunque da ovest verso est, traducendosi in un moto verso est delle depressioni atlantiche, o wave-breaking ciclonici. I pattern di Atlantic Ridge e Scandinavian Blocking che incontrano una critical line si portano generalmente sulla Groenlandia evolvendo in una NAO negativa.
  4. Se il vortice polare ha una struttura regolare, con vento zonale medio che aumenta salendo di latitudine, ma senza essere più forte della norma, le onde che viaggiano verso nord incontrano una turning line oltre i 70°N, che blocca la salita dell’anticiclone alle latitudini subpolari. Da qui si formano i pattern di Atlantic Ridge o Scandinavian Blocking. Questo si combina con un numero d’onda basso, compreso tra 2 e 4, tipico di una situazione di vento zonale medio vicino alla norma. Questi pattern evolvono solitamente da est verso ovest e lo Scandinavian Blocking tende a evolvere in Atlantic Ridge.
  5. Se il vortice polare è molto forte e il vento zonale medio è intenso, la turning line scende di latitudine fino all’Europa centrale, circa 50-60°N. La riflessione d’onda blocca gli anticicloni sull’Europa meridionale, configurando un pattern di NAO+. Tale scenario presenta numero d’onda 1, è lineare e privo di attività d’onda significativa. Il concetto di critical line e turning line è valido anche in riferimento al profilo altitudinale del vento zonale medio.

Disclaimer

Questa previsione vuole fornire un’indicazione probabilistica di cosa potrebbe avvenire. Solo i calcolatori sono in grado di determinare l’esatto risultato finale e calcolare con precisione l’interazione tra tutte le forzanti climatiche in gioco.

Claudio Giulianelli

Classe 1996, originario di Villa San Giovanni in Tuscia, ha sviluppato una forte passione per la meteorologia in seguito alla storica nevicata del febbraio 2012. In quegli anni ha iniziato a collaborare attivamente con la comunità meteo CEMER. Parallelamente ha intrapreso il percorso accademico presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove ha conseguito la laurea in Fisica con curriculum in Fisica dell’Atmosfera e Meteorologia. All’interno del team di Meteo Lazio si occupa in particolare dell’analisi delle tendenze meteorologiche a lungo termine ed analisi degli indici teleconnettivi.