SSTA, Nino e Nina, cosa sono e come influenzano il nostro clima

Le SSTA sono considerate indici teleconnettivi “predittivi” quindi affidabili per poter stilare una tendenza sul medio-lungo termine
Cosa sono le SSTA e come si leggono?
SSTA del giorno 16 marzo 2018

Le SSTA sono innanzitutto l’acronimo di Sea Surface Temperature Anomaly ovvero, tradotto in italiano, “Anomalie superficiali delle temperature marine”. Queste anomalie sono riportate tutte su un planisfero ovvero una mappa dove sono raffigurati i continenti terrestri in forma piana. La lettura di questa mappa è basata su un principio fisico molto banale, ovvero anomalie termiche positive (raffigurate in giallo/arancione/rosso) richiamano caldo, quelle negative (raffigurate in azzurro/blu/viola) richiamano freddo.

Ad esempio, un’anomalia termica positiva nei mari scandinavi in concomitanza di un’anomalia termica negativa sul Golfo del Leone favorisce la formazione di un anticiclone di blocco in sede scandinava e discesa del freddo sullo scomparto italiano dal Rodano (situazione ideale per il Lazio). Viceversa, le ondate fredde colpirebbero a nord delle Alpi e in sede italiana si alzerebbe un promontorio anticiclonico mite.

Sicuramente molte volte avrete sentito parlare di Nino e Nina. Essi possono essere riconosciuti in una particolare zona dalla cartina delle SSTA. Ma andiamo prima a definire cosa sono.

Nino e Nina, cosa sono e come influenzano il clima?

In realtà occorre fare una dovuta precisazione: El Nino e La Nina non sono in sé indici teleconnettivi, ma componenti oceaniche di un indice teleconnettivo denominato ENSO (El Nino Southern Oscillation), che ha anche una componente atmosferica (l’oscillazione meridionale). Il Nino o la Nina sono suddivisi in 4 zone, la zona 1+2, la zona 3, la zona 3.4 e la zona 4 nel modo in cui sono raffigurati nell’immagine sottostante.

Quella che sembra influenzare maggiormente il nostro clima è la zona 3.4. “Sembra” semplicemente perché l’influenza dell’Enso sul nostro clima non è mai stata scientificamente dimostrata. Statisticamente però, a forti fasi di Nino e Nina corrispondono estati calde e inverni miti, a fasi di Nino o Nina debole invece corrispondono estati tendenzialmente disturbate e inverni freddi.

Per come è stata spiegata fin ora sembra che in quelle zone le anomalie termiche si formino in modo del tutto casuale, in realtà sono regolate da tre celle convettive, denominate Celle di Walker che insieme formano la Circolazione di Walker.

Circolazione di Walker, cos’è e come regola le anomalie termiche in sede ENSO

La Circolazione di Walker è così denominata in onore dell’omonimo scienziato che gettò le basi sullo studio dell’indice ENSO. Essa è costituita da tre celle convettive, situate una sull’Oceano Pacifico, una sull’Oceano Atlantico e l’altra sull’Oceano Indiano. Esse sono responsabili dello spostamento delle masse d’acqua verso le coste occidentali dell’Oceano Pacifico. In condizioni di Nina, questi spostamenti sono più repentini e di fatto, accompagnati anche dagli alisei, trasportano aria ricca di umidità verso le coste indonesiane e australiane con conseguenti nubifragi in loco. In condizioni di Nino, questi spostamenti sembrano quasi fermarsi, annullando di fatto la Circolazione di Walker. Resta quindi da capire cosa causa il fenomeno del Nino. E parliamo ora di onde planetarie.

Onda di Kelvin e Onda di Rossby: le cause del Nino

L’onda di Kelvin e l’onda di Rossby sono due onde planetarie, dirette in senso opposto tra di loro. La prima, più veloce, si dirige verso est (in direzione contraria ai venti alisei). La seconda, più lenta, si dirige verso ovest. Quando gli alisei tendono a mollare la presa (fisiologicamente questo avviene intorno dicembre), l’aria ricca di umidità, viene riversata verso le coste pacifiche sud americane, causando qui nubifragi e siccità invece nelle zone australiane e indonesiane. In pratica, accade l’esatto opposto di quel che succede con la Circolazione di Walker.

Inutile specificare in tutto questo, che le anomalie termiche “camminano” insieme alle masse d’acqua. Per intenderci, per quanto detto prima, in sede di Nina le anomalie termiche si “sposteranno” da est verso ovest, mentre in sede di Nino, avranno direzione opposta.

SSTA, Nino e Nina, cosa sono e come influenzano il nostro clima ultima modifica: 2018-05-03T21:00:05+00:00 da Salvatore Russo

Salvatore Russo

Classe 1998, si è appassionato alla Meteorologia formalmente dalla nevicata del febbraio 2012, ma da sempre affascinato dai fenomeni atmosferici più estremi quali, ad esempio, i temporali. Studia Ingegneria Civile all’Università di Roma Tre e in passato è stato amministratore di alcune pagine e gruppi meteo riguardanti il Lazio (Per tutti quelli che vogliono la neve a Roma, Neve a Roma). Ha sempre studiato la materia da auto-didatta attraverso internet e libri.

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