Campagna “Io non rischio”: ecco i consigli della Protezione Civile

“Io non rischio 2018” è terminata. Pubblichiamo ora quelli che sono i consigli basilari dati dal Dipartimento di Protezione Civile in caso di alluvione, terremoto o maremoto

L’ottava edizione della Campagna informativa “Io non rischio” promossa dal Dipartimento di Protezione Civile è terminata con la giornata il 14 Ottobre 2018. Dopo le alluvioni in Sardegna e Calabria molte persone si sono interessate e hanno chiesto ai volontari maggiori informazioni su come affrontare queste situazioni di emergenza. Ancora però sono tante le persone che non sono al corrente delle norme da seguire nelle situazioni critiche, credendo che queste siano estranee alle nostre zone (nonostante gli ultimi avvenimenti).

La locandina dell’evento #iononrischio, promosso dalla Protezione Civile

Abbiamo già spiegato tramite un articolo di cosa trattasse più o meno questa Campagna. Ieri, tramite una diretta Facebook abbiamo anche presentato delle anticipazioni sui consigli utili che il Dipartimento lascia in caso di queste emergenze.Qui vi riportiamo (anche per chi non si è potuto recare nei punti informativi) tutti i consigli basilari che trovate sui pieghevoli che sono stati distribuiti dai volontari in piazza.

Cosa fare PRIMA dell’alluvione

E’ importante specificare che “prima dell’alluvione”, si intende quel lasso di tempo che inizia con la diramazione dell’allerta meteo da parte della Protezione Civile all’entrata in vigore dell’allerta stessa.

  • Tenersi informati sulle situazioni di pericolo previste sul territorio e sulle misure adottate dal Comune di appartenenza;
  • Non dormire nei piani seminterrati ed evitare di soggiornarvi;
  • Proteggere i locali che si trovano al piano strada e chiudere le porte di cantine, seminterrati o garage solo se non ci si espone a pericoli;
  • Se è necessario spostarsi, valutare prima il percorso ed evitare le zone allagabili;
  • Valutare bene se mettere al sicuro l’automobile o altri beni: può essere pericoloso;
  • Condividere quello che sai sull’allerta e sui comportamenti corretti;
  • Verificare eventualmente che la scuola del proprio figlio sia a conoscenza dell’allerta in corso e sia pronta ad attivare il proprio piano di emergenza.
Cosa fare DURANTE l’alluvione
Cosa fare durante l’allerta

Se si è in un luogo chiuso:

  • Non scendere in cantine, seminterrati o garage per mettere al sicuro i beni: si rischia la vita;
  • Non uscire assolutamente per mettere al sicuro l’automobile;
  • Se ci si trova in un locale seminterrato o al piano terra, salire ai piani superiori. Evitare l’ascensore: si può bloccare;
  • Aiutare gli anziani e le persone con disabilità che si trovano nell’edificio;
  • Chiudere il gas e disattivare l’impianto elettrico. Non toccare impianti e apparecchi elettrici con mani o piedi bagnati;
  • Non bere acqua dal rubinetto: potrebbe essere contaminata;
  • Limitare l’utilizzo del telefono: tenere libere le linee facilita i soccorsi;
  • Tenersi informati su come evolve la situazione e seguire le indicazioni fornite dalle autorità.

Se si è all’aperto:

  • Allontanarsi dalla zona allagata: per la velocità con cui scorre l’acqua, anche pochi centimetri potrebbero far perdere l’equilibrio;
  • Raggiungere rapidamente l’area vicina più elevata, o sali ai piani superiori di un edificio, evitando di dirigersi verso pendii o scarpate artificiali che potrebbero franare;
  • Fare attenzione a dove si cammina: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti ecc.;
  • Evitare l’utilizzo dell’automobile. Anche pochi centimetri d’acqua potrebbero far perdere il controllo del veicolo o causarne lo spegnimento: si rischia di rimanere intrappolati;
  • Evitare sottopassi, argini ponti: sostare o transitare in questi luoghi può essere molto pericoloso;
  • Limitare l’uso del telefono: tenere libere le linee facilita i soccorsi;
  • Tenersi informati su come evolve la situazione e seguire le indicazioni fornite dalle autorità.
Cosa fare DOPO l’alluvione
Cosa fare dopo l’alluvione
  • Seguire le indicazioni delle autorità prima di intraprendere qualsiasi azione, come rientrare in casa, spalare fango, svuotare acqua dalle cantine ecc;
  • Non transitare lungo strade allagate: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti o cavi elettrici tranciati. Inoltre l’acqua potrebbe essere inquinata da carburanti o altre sostanze;
  • Fare attenzione anche alle zone dove l’acqua si è ritirata: il fondo stradale potrebbe essere indebolito e cedere;
  • Verificare se poter riattivare il gas e l’impianto elettrico. Se necessario, chiedere il parere di un tecnico;
  • Prima di utilizzare i sistemi di scarico, informarsi che le reti fognarie, le fosse biologiche e i pozzi non siano danneggiati;
  • Prima di bere l’acqua dal rubinetto assicurarsi che ordinanze o avvisi comunali non lo vietino; non mangiare cibi che siano venuti a contatto con l’acqua dell’alluvione: potrebbero essere contaminati.
Cosa fare DURANTE il terremoto
Cosa fare durante il terremoto

Se si è in un luogo chiuso:

  • Mettersi nel vano di una porta inserita in un muro portante (quello più spesso), vicino a una parete portante o sotto una trave, oppure ripararsi sotto un letto o un tavolo resistente.
  • Al centro della stanza si potrebbe essere colpiti dalla caduta di oggetti, pezzi di intonaco, controsoffitti, mobili ecc. Non precipitarsi fuori, ma attendere la fine della scossa.

Se si è all’aperto:

  • Allontanarsi da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche: si potrebbe essere colpiti da vasi, tegole e altri materiali che cadono;
  • Fare attenzione alle possibili conseguenze del terremoto: crollo di ponti, frane, perdite di gas ecc.
Cosa fare DOPO il terremoto
Cosa fare dopo il terremoto
  • Assicurarsi dello stato di salute delle persone attorno e, se necessario, prestare i primi soccorsi;
  • Prima di uscire chiudere gas, acqua e luce e indossare le scarpe. Uscendo, evitare l’ascensore e fare attenzione alle scale, che potrebbero essere danneggiate. Una volta fuori, mantenere un atteggiamento prudente;
  • Se ci si trova in una zona a rischio maremoto, allontanarsi dalla spiaggia e raggiungere un posto elevato;
  • Limitare per quanto possibile l’uso del telefono;
  • Limitare l’uso dell’auto per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso;
  • Raggiungere le aree di attesa previste dal Piano di Protezione Civile comunale.
Cosa fare DURANTE il maremoto (meglio conosciuto col termine nipponico “Tsunami“)

Se si è in spiaggia o in una zona costiera e si riceve un messaggio di allerta che indica il possibile arrivo di un’onda di maremoto, oppure si riconosce almeno uno di questi fenomeni:
-Forte terremoto che si è percepito direttamente o di cui si ha avuto notizia;
-Improvviso e insolito ritiro del mare, rapido innalzamento del livello del mare o grande onda estesa su tutto l’orizzonte;
-Rumore cupo e crescente che proviene dal mare, come quello di un treno o di un aereo a bassa quota.
Allora bisogna:

  • Allontanarsi e raggiungere rapidamente l’area vicina più elevata (per esempio una collina o i piani alti di un edificio);
  • Avvertire le persone intorno a sé del pericolo imminente;
  • Correre seguendo la via di fuga più rapida. Non usare l’automobile, potrebbe diventare una trappola.

Se si è in mare

  • Si potrebbe non accorgersi dei fenomeni che accompagnano l’arrivo di un maremoto, per questo è importante ascoltare sempre i comunicati radio;
  • Se si è in barca e si ha avuto notizia di un terremoto sulla costa o in mare, portarsi al largo. Se si è in porto abbandonare la barca e mettersi al sicuro in un posto elevato.
Cosa fare DOPO il maremoto
Cosa fare dopo il maremoto
  • Rimanere nell’area che si è raggiunti e cercare di dissuadere chi vuole tornare verso la costa: alla prima onda potrebbero seguirne altre più pericolose;
  • Assicurarsi delle condizioni di salute delle persone intorno a sé e, se possibile, prestare i primi soccorsi;
  • Seguire le indicazioni delle autorità per capire quando lasciare il luogo in cui ci si trova e cosa fare;
  • Usare il telefono solo per reale necessità;
  • Se la propria abitazioni è stata interessata dal maremoto, non rientrare prima di essere autorizzati;
  • Non bere acqua del rubinetto. Non mangiare cibi che siano venuti a contatto con l’acqua e con i materiali trasportati dal maremoto: potrebbero essere contaminati;

Il maremoto può essere generato da un terremoto o da attività vulcanica: può quindi essere utile informarsi anche su cosa fare in caso di eruzione.

Per chi è interessato e vuole approfondire i rischi legati a questi fenomeni può cliccare qui e cercare ciò che gli interessa.

Salvatore Russo

Classe 1998, si è appassionato alla Meteorologia formalmente dalla nevicata del febbraio 2012, ma da sempre affascinato dai fenomeni atmosferici più estremi quali, ad esempio, i temporali. Studia Ingegneria Civile all’Università di Roma Tre e in passato è stato amministratore di alcune pagine e gruppi meteo riguardanti il Lazio (Per tutti quelli che vogliono la neve a Roma, Neve a Roma). Ha sempre studiato la materia da auto-didatta attraverso internet e libri.

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