Autunno 2019: la storia si ripete….

Spesso nei mesi autunnali l’ Italia risulta flagellata dal maltempo con danni e talvolta vittime. Colpa dei cambiamenti climatici?

Purtroppo anche le cronache di questo mese hanno portato alla ribalta danni strutturali ( frane, crolli, strade distrutte etc.. ) e vittime. Fa comodo, come avviene sovente, addebitare ciò al riscaldamento globale ovvero ai cambiamenti climatici che avrebbero aumentato l’ intensità e la frequenza degli eventi estremi.

Senza entrare nei dettagli tecnici di svariati studi e statistiche che tra l’ altro non danno risultati tangibili, certi e validi per tutte le regioni italiane, quello che risulta inopinabile sono i dati che mostrano come, da sempre, la nostra penisola risulta soggetta a nubifragi e piogge torrenziali. Anche in periodi lontani dal riscaldamento globale e dalle emissioni antropiche di gas serra.

Di seguito alcuni dati.

Questi sono i massimi giornalieri di precipitazione ( oltre 300 mm ) di alcune stazioni italiane nel periodo 1925-1950:

Piemonte: Lavagnina 554 mm, Cavaglio 465 mm. Liguria: Noci 351 mm, Lerca 389 mm, Passo Giovi 510 mm. Friuli: Oseacco 617 mm. Toscana: Micciano 440 mm. Sardegna: Cicca d’ Erba 544 mm. Lazio: Amaseno 352 mm. Campania: Muro Lucano 317 mm. Calabria: Serra S. Bruno 509 mm. Sicilia: Villa Pioppo 495 mm.

Focus sulla disastrosa alluvione a Genova nel 1970. Questi i mm registrati in 24 ore: Bolzaneto 948 mm, Valleregia 932 mm, Pontedecimo 749 mm, Monte Cipellino 732 mm, Vallenzona 422 mm, Crocefieschi 401 mm e diga del Brugneto 308 mm.

Altri dati per giorni ed ore raccolti dal Servizio Idrografico:

Friuli: S. Daniele 20 Settembre 1920 342 mm in 14 ore e Udine 13 Ottobre 1896 498 mm in 4 ore. Piemonte: Lavagnina 13 Agosto 1935 554 mm in 10 ore. Toscana: Micciano 28-29 Settembre 1930 440 mm in 8 ore. Lazio: Roma 27 Agosto 1953 127 mm in 80 minuti. Campania: Salerno 25 Settembre 1954 150 mm in 1 ora, Cava dei Tirreni 25 Ottobre 1954 322 mm in 7 ore, Salerno 25-26 Ottobre 1954 504 mm in 16 ore. Calabria: Santa Cristina Aspromonte 16-18 Ottobre 1951 1495 mm in 3 giorni/ 1068 mm in 2 giorni/ 534 mm in 1 giorno. Sicilia: Riposto  27 Novembre 1898 150 mm in 25 minuti, Nicolosi 15-18 Ottobre 1951 1366 mm in 4 giorni/ 1290 mm in 3 giorni/ 1016 mm in 2 giorni/ 529 mm in 1 giorno.

Appare evidente come le piogge estreme siano da sempre un rischio costante per tutto il territorio italiano sia che il global warming ci sia, sia che non ci sia. L’ Italia è un paese con un’ enorme fonte di umidità ( mar Mediterraneo piuttosto caldo in autunno ) e con un’orografia assai complessa, come in Liguria per esempio.

CONCLUSIONI

Piuttosto che addebitare al clima impazzito  ( con conseguenti e scellerati investimenti in settori inutili ) le cause del dissesto idrogeologico bisognerebbe intervenire subito aumentando i livelli di prevenzione ( Protezione Civile ), elidere l’ incuria dell’ uomo ( edilizia abusiva etc ) e incentivando opere di ingegneria idraulica ( casse d’ espansione, pulizia corsi d’ acqua etc..).

Antonio Teodosi

 

 

Antonio Teodosi

Nato a Roma, classe 1980, fin da piccolo appassionato di meteorologia e climatologia, esperto conoscitore del clima del litorale romano di cui rileva e conserva ogni giorno i dati meteorologici dal 2005. Adora il mare ma è anche appassionato di montagna e di tutte le attività connesse. Da autodidatta, studia e approfondisce la materia attraverso libri ed internet.

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