Lo Stau e il Föhn sono due fenomeni molto frequenti sulle aree prossime alle catene montuose, ma cosa sono esattamente? Per capire tutto ciò bisogna prima fare una premessa.

La diminuzione della temperatura varia a seconda dei luoghi e delle stagioni, ma con una buona approssimazione si puo’ ritenere che alle nostre latitudini la temperatura diminuisca di 6°C ogni 1000m fino ad una quota di circa 12000m (gradiente termico verticale).

Ma non è sempre così, infatti quanto detto sopra, vale quando l’aria e’ in stato di quiete, ma spesso puo’ essere costretta a sollevarsi. L’aria calda e’ piu’ leggera di quella fredda e tende a salire creando i cosiddetti movimenti ascendenti, salendo in quota l’aria trova pressioni via via inferiori e, di conseguenza, si espande (espansione adiabatica); questa espansione causa un raffreddamento dell’aria, e di fatto il gradiente termico verticale viene meno perchè l’aria si raffredda per espansione adiabatica e non perche’ e’ piu’ lontana dal suolo.

L’aria raffreddandosi può raggiungere il punto di rugiada con conseguente condensazione (si formano le nubi). Questo processo (condensazione) rilascia calore latente, quindi l’ambiente si scalda e l’aria continua a salire raffreddandosi; la concomitanza dei due fenomeni riduce il gradiente termico verticale a 5°C ogni 1000m.

Se l’aria è molto secca non si avra’ condensazione e il gradiente termico sarà invece di circa 10°C ogni 1000m.

Comprendere questi fenomeni e’ essenziale per capire la formazione del Föhn e dello Stau.

 

Schema illustrativo del fenomeno Stau/Föhn. Si pò notare molto bene in questa rappresentazione la differenza delle condizioni meteorologiche sui due versanti di una catena montuosa quando è interessata da venti perpendicolari alla stessa.

Lo Stau e il Föhn sono fenomeni che avvengono su tutte le catene montuose e quindi in Italia sono frequenti su Alpi ed Appennini. Ovviamente più è alta la catena montuosa e più sarà marcata la differenza di temperatura tra i due versanti. Un’altra importante variabile è l’umidità della massa d’aria.

Se l’aria è umida si avrà condensazione di nubi sul lato sopravvento (Stau) dove si formano correnti ascendenti, quando l’aria raggiunge la temperatura di rugiada l’umidità condensa e si formano le nubi a anche piogge che possono risultare molto copiose e persistenti. Appena superato il crinale montuoso l’aria precipita verso il basso e si ha esattamente il fenomeno opposto: l’aria si riscalda per compressione adiabatica, ma siccome ormai ha perso l’umidità, si puo’ ragionevolmente calcolare tutto il versante sottovento (Föhn) con un gradiente termico di 10°C ogni 1000m.

La situazione prevista per Sabato prossimo quando si avrà una profonda bassa pressione sul Mediterraneo Centrale e venti orientali sull’Appennino con un marcato effetto Stau/Föhn.

Dalle nostre parti (Lazio) si ha Stau quando i venti soffiano dal Tirreno verso l’Appennino e Föhn sul Versante Adriatico: in questo caso i due fenomeni sono piuttosto marcati perché le masse d’aria provenienti da Ovest o da Sud (Atlantico e Mediterraneo) sono generalmente molto più umide rispetto a quelle continentali. Si ha Föhn quando i venti soffiano dall’Appennino verso il Tirreno e Stau sul Versante Adriatico: trattandosi spesso di masse d’aria piuttosto secche (anche se in parte si caricano di umidità sull’Adriatico) di origine continentale il Föhn sul Versante Tirrenico è meno apprezzabile da un punto di vista termico. Ma vi sono delle eccezioni (come ieri e oggi e la tendenza per il prossimo Sabato): nel caso in cui correnti umide risalgo da Sud-Est lungo l’Adriatico e poi piegano verso Sud-Ovest dal Medio Adriatico verso l’Appennino come possiamo vedere dall’immagine qui sopra. (G.G.)

Gianluca Giorgi

Classe 1991; nato, cresciuto e, tuttora residente, sul Litorale Romano. Fin da piccolo appassionato di meteorologia e di fenomeni naturali. Osserva e studia il tempo e il clima della costa da diversi anni (misurazione di pioggia, temperature e vento). Collabora con Meteo Lazio sin dalla sua nascita con il suo consueto bollettino meteorologico del mattino.

Gianluca Giorgi
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