Si conferma un’ulteriore discesa di aria fredda e gelida sull’Europa orientale.

Avevamo evidenziato nei giorni scorsi con l’ausilio del modello europeo a medio-lungo termine le anomalie termiche negative stimate sulla Russia europea, che in un primo momento rimarcavano la discesa del nucleo freddo sull’Europa centrale in un quadro meteorologico ovviamente illusorio e tutto da confermare a tempo debito per le regioni tirreniche.

Il coinvolgimento della nostra penisola risulterebbe parziale, in uno scenario ancora scarsamente prevedibile a distanza di 3-4 giorni e da dimensionare anche in vista della prossima settimana considerando le attuali configurazioni in fase d’introduzione.

 

L’arrivo di queste masse d’aria potrebbe determinare delle vere e proprie ondate di gelo pericolose.

Entro il fine settimana sulla Grecia le nevicate potrebbero spingersi perfino al livello del mare e sulla Turchia gli accumuli nevosi saranno degni di nota.

L’Italia in questa prima fase resterà ai margini più occidentali di tale figura barica, con temperature comunque molto fredde e venti di Grecale in rinforzo in sede appenninica centrale e laziale.

Valuteremo meglio negli aggiornamento a breve termine quanto il vortice polare riuscirà a spingersi più a Sud-Ovest raggiungendo le latitudini meridionali del continente europeo.

Il tutto dipenderà dall’azione dell’Anticiclone delle Azzorre in sede all’Atlantico, che potrebbe fungere da blocco al flusso principale perturbato più temperato, con un successivo rinforzo del getto polare in quota in direzione del Mar Mediterraneo centrale oppure orientale.

 

POSSIBILI GELATE

Nel contempo invitiamo alla prudenza, anche in base ai recenti cali termici dovuti principalmente alle inversioni termiche notturne sulle zone interne della regione specie nella Provincia di Rieti.

Alto sarà il rischio di ritrovare delle gelate sul manto stradale laddove le temperature al suolo risulteranno inferiori ai 0°C nei prossimi giorni.

 

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Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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