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Cronaca Lazio

10-11 FEBBRAIO: secondo EVENTO di NEVE a ROMA

Ultime fasi della storica ondata di gelo del 2012, che ripercorriamo in questo breve racconto.

Giunti al decimo giorno nel febbraio del 2012 un secondo impulso ciclonico raggiunse il Mar Tirreno centrale, l’aria negli spessori atmosferici medio-bassi risultava particolarmente fredda con minime notturne dovunque inferiori ai zero gradi, a causa anche dell’effetto albedo dovuto agli accumuli nevosi al suolo depositati nelle giornate precedenti nella prima irruzione gelida.

 

Dal 5 al 9 di febbraio i disagi sono stati molteplici anche a causa del ghiaccio un po’ su tutto il territorio regionale, ma in modo particolare nelle piccole città ubicate sulle zone collinari ad Est di Roma e nella Provincia di Frosinone, dove gli accumuli superavano abbondantemente i 90 cm dai 500-600 metri s.l.m.

 

Continue furono le operazioni con i mezzi spargisale e spazzaneve da parte della Protezione Civile, mobilitata 24 ore su 24 per fronteggiare l’emergenza neve in tutte le province.

 

SECONDO EVENTO NEVOSO AL CENTRO ITALIA E NELLA CAPITALE
Immagine da satellite Aqua della NASA del 12 febbraio 2012 durante le prime schiarite

 

Il 10-11 febbraio ha inizio la seconda irruzione continentale, con la neve che arrivò ad imbiancare perfino l’Isola del Giglio presso l’Arcipelago Toscano.
Iniziò a nevicare un’altra volta a Roma con accumuli più deboli rispetto al 4-5 febbraio:

 

 

Nel centro della Capitale è stato registrato un manto nevoso variabile tra i 3 e 5 cm, con massimi di 15-20 centimetri sulle aree municipali e suburbane più a Nord del capoluogo romano.

TUTTE LE STRAORDINARIE IMMAGINI RIPRESE A ROMA

 

Il sistema perturbato rimase stazionato sull’Italia centro-meridionale almeno fino alla giornata di domenica 12 febbraio attenuandosi solamente dalla settimana seguente.

 

 

Concludiamo cosi il racconto della storica ondata di gelo del 2012, sicuramente una tra le più importanti in Italia dopo l’irruzione gelida del 1985, che risultò indubbiamente più severa e quindi non paragonabile a quella del 2012.

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.