L’Italia è ad elevato rischio idrogeologico e siamo uno dei paesi europei maggiormente interessati da fenomeni franosi e alluvionali.

L’ISPRA nell’ultimo rapporto sul “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio” ha fornito un quadro di riferimento dettagliato aggiornato sulle pericolosità connesse agli eventi franosi e alluvionali sul nostro territorio nazionale, indicando il rischio per la popolazione e delle infrastrutture (edifici, imprese e beni culturali).

Viviamo in un paese molto fragile e sfruttato attraverso l’assidua antropizzazione degli ambienti naturali, pur sapendo che molte porzioni del territorio sono composte da particolari caratteristiche geologiche ed idrografiche vulnerabili, specie durante gli eventi meteorologici estremi con precipitazioni alcune delle volte abbondanti in pochissimo tempo.

Negli anni a causa dei continui mutamenti climatici il rischio potrebbe aumentare.

Circa un terzo degli eventi franosi sono rapidi e caratterizzati da: crolli, colate rapide di fango e detriti, svariate volte con conseguenze più gravi per la perdita di vite umane.

Dall’ISPRA vengono fornite mappe nazionali di pericolosità su base regionale, corredate nella relazione in base alla suddivisione (AA, P1, P2, P3 e P4) da zone di attenzione ad aree a pericolosità molto elevata (P4) per delle frane in base ad eventi già accaduti e che possono verificarsi nuovamente in un dato periodo e in una data zona.

 

TABELLA AGGIORNATA AL 2017

Nel Lazio possiamo notate una vasta area di 17.232 km^2, con 953.3 km^2 nelle aree di pericolosità P4+P3 maggiormente concentrate nella parte meridionale dalla regione.

Dalle zone Sud-orientali di Roma a tutta la Ciociaria, località vallive nella provincia di Frosinone, comprese le porzioni al confine con il casertano da Formia (LT) al Cassinate (FR).

Eventi franosi e alluvionali recentemente accaduti anche nell’ottobre del 2020.

Il transito di una forte perturbazione nel giro di pochissime ore determinò nella mattinata del 15 ottobre 2020 accumuli pluviometrici superiori ai 220 mm tra la Valle di Comino e del Liri (FR).

Anche a seguito dei temporali i danni rilevati furono cospicui.

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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