A lungo termine iniziano a configurarsi scenari più invernali, con i primi cenni simulativi da parte della modellistica meteorologica.

Nelle ultime corse dalla prima settimana di marzo è possibile evidenziare nella previsione dell’insieme (ENS) un parziale calo del geopotenziale e delle temperature sul piano dei 500 ed 850 hPa (rispettivamente 5500 – 1500 metri di quota circa).

Il calo è dovuto all’ingresso di una debole cavo d’onda sui Balcani, che lambirà rapidamente le porzioni del Mar Adriatico con una ventilazione in accentuazione dai quadranti orientali entro il fine settimana.

Conseguentemente nell’ultimo weekend di febbraio anche il Lazio risentirà l’afflusso di correnti più fresche, con le temperature che subiranno un calo moderato nei valori massimi giornalieri.

Il processo di raffreddamento sarà graduale e prolungato nel tempo, poiché l’aria calda confluita negli ultimi giorni risulterà in parte incontrastata.

La prima settimana di marzo si evincerà piuttosto altalenante, contraddistinta tra notti fredde e temperature massime nelle ore centrali del giorno localmente superiori alla media di 1-2°C.

Un clima dinamico tipico del mese di marzo, che inizierà ad indirizzarci a poco a poco in quella che sarà la primavera meteorologica e poi astronomica.

TENDENZA MENSILE GENERALE

Lo stesso scenario a lungo termine nell’insieme in più passaggi tende a rimarcare un abbassamento delle temperature al di sotto della medica climatologica indicativamente dal 7 al 10 marzo.

Tali segnali negativi di temperatura sono dovuti ad una possibile struttura di blocco anticiclonica in conformazione tra l’Atlantico e l’Europa settentrionale.

 

Il getto polare potrebbe bloccarsi in alcuni punti, ricordando che nell’ultima settimana ha subito un potenziamento considerevole risaldando il vortice polare stesso alle alte latitudini. Difatti precedentemente era stato suddiviso in due lobi a causa di un riscaldamento stratosferico (Stratwarming).

Da tutto ciò potremmo aspettarci delle dislocazioni meridiane di una o più saccature costituite da aria molto fredda artica sull’Europa orientale con un coinvolgimento perfino dell’Italia.

Dobbiamo solo attendere le future evoluzioni, per confermare oppure ridimensionare questo scenario al momento con un margine d’incertezza.

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Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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