Prime irruzioni calde subtropicali nel mese di maggio? Ecco quando e come evolverà la situazione sul nostro territorio.

La stagione primaverile ha avuto un inizio piuttosto freddo dal 20 marzo con una serie di irruzione artiche tardive intercorse nel 1° weekend di aprile, marzo oltre a risultare freddo si dimostra anche scarseggiante le precipitazioni in presenza di aria spesso secca.
Qualche sblocco mite è stato riscontrato nel mese di aprile, con una parziale apertura del flusso atlantico e il transito di alcune perturbazioni legate a plurimi richiami umidi meridionali.
Ciò nonostante ad oggi i fenomeni piovosi non sono risultati forti con accumuli significativi e il mese di maggio potrebbe esordire conformemente all’andamento iniziale della primavera, con il passaggio di qualche sporadico impulso perturbato seguito da temporanee e mobili rimonte alto pressorie.

I campi mobili di alta pressione potrebbero condizionare il tempo in una prima fase il mese di maggio, mantenendo del tempo stabile e soleggiato ad intervalli settimanali con condizioni pressoché asciutte.

Aria secca in assenza di piogge che risulterà più marcata sulle zone costiere e pianure del Lazio occidentale, differentemente ai rilievi interni dove dei temporali termoconvettivi potrebbero insorgere nelle ore pomeridiane sulle aree preappenniniche e subappenniniche centrali.
Persistente instabilità che sarà incentivata da dei transienti instabili attesi in linea di massima dalla seconda decade di maggio sui settori centro-settentrionali, adriatici e al Nord.

Le temperature risulteranno spesso in linea con la media mensile, pur non escludendo qualche incursione molto calda a fine mese con massimi effetti sulle regioni centro-meridionali.

 

In questa tendenza si descrive in maniera generale un periodo mensile su indici climatici e teleconnettivi sperimentali soggetti ad un’affidabilità differente. Rispetto ovviamente ai classici bollettini meteo nel breve termine.

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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