La gelata o gelate tardive, le tipologie e i rischi associati

La gelata è un repentino abbassamento della temperatura dell’aria sulla superficie, come spesso accade nelle primissime ore della giorno quando il freddo inizia a divenire intenso intorno ai 0°C.

Iniziano a verificarsi dalla stagione autunnale per seguitare fino agli inizi della stagione primaverile, quando l’agricoltura è forse tra i settori più a rischio tra la fine di marzo e le prime settimane di aprile per la frutticoltura.

 

 

Le gelate un po’ come per la nebbia possono verificarsi per avvezione, irraggiamento oppure evaporazione.

La gelata per avvezione si verifica quando una massa d’aria molto fredda o gelida irrompe dalle alte latitudini europee favorendo un brusco calo delle temperature specie nelle prime ore dell’alba.

Per irraggiamento quando c’è una diminuzione della temperatura del suolo in contesti di stabilità atmosferica, con cieli sereni, calma di vento e valori di pressione in aumento (tipiche inversioni termiche da irraggiamento)

Fino alle gelate di evaporazione dannose per la vegetazione e meno frequenti. Tale gelata si verifica quando le piante sono ricoperte da uno strato bagnato dovuto alla pioggia o dalla presenza di rugiada in quanto l’umidità tende a diminuire rapidamente per cause attribuibili all’arrivo di un forte vento con aria molto secca nei bassi strati (ad esempio durante le irruzioni di aria gelida artico-continentale).

Danni da gelo immagine 1 – Fonte: Passione Verde

Minore è il contenuto dell’umidità nell’aria e maggiore sarà il rischio di danni all’agricoltura. L’assenza di umidità rende l’aria più secca e di conseguenza con un basso contenuto di vapore acqueo, logicamente la gelata che riscontreremo sarà quasi invisibile e più dannosa proprio per la mancanza della brina (immagine 1).

 

Brina di superficie – immagine 2

La brina (immagine 2) funge da difesa per la vegetazione quando le temperature sono prossime allo zero termico.

Viceversa il vapore tenderà soltanto a condensare in rugiada con temperature ampiamente positive.

Giorgio Rotunno

Classe 1997, studia Meteorologia ed Oceanografia all’Università Parthenope. Da diversi anni si occupa soprattutto di osservare gli eventi temporaleschi che interessano il Lazio, svolgendo diverse attività previsionali. Entra a far parte ufficialmente di Meteo Lazio nel febbraio 2020.

Giorgio Rotunno
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